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Venerdì, Ven Nov 2020

Royal Enfield Bullet

Mentre viaggio in sella cullato da un paesaggio collinare degno di un quadro impressionista, mi arriva nitido questo pensiero: ad andar forte sono capaci tutti (o quasi). Abituati alle moto moderne, con manciate di cavalli ed elettronica a dismisura, il trottare senza fretta è quasi un gesto d’altri tempi;

anzi a dirla tutta quando mi fermo e osservo la mia cavalcatura, una Royal Enfield Bullet…beh ecco lei sembra veramente uscita da una porta aperta sul multiverso temporale, proiettata qui sotto le mie terga da chissà quale forgia o battaglia campale del secolo scorso. Invece no e non è nemmeno un segreto che la “Bullet” sia stata prodotta nell’anno in corso in uno stabilimento lontano.

con la bullet senza fretta

In pratica, penso ridendo, una moto d’epoca di serie, di quelle che piacciono tanto e che anche i più riottosi in gran segreto vorrebbero avere in garage. Il sottoscritto di sicuro e dopo questa prova ancor di più. C’è tutto l’essenziale nulla di più. Motore monocilindrico 500 cc che eroga poco meno di 30 cv e un coppia buona per divertirsi andando a passeggio. Freno a disco anteriore e posteriore, non potentissimo ma in grado di far fermare la bullet in tutta sicurezza. Le emissioni sono in regola con la normativa Euro 4 merito anche dell’iniezione elettronica.

Pediella avviamento Bullet

Nonostante l’avviamento elettrico sulla destra del motore fa bella mostra di se la pedivella per l’avviamento, che non è un vezzo estetico retaggio di un passato glorioso, ma un accessorio che ci permette di avviare la moto anche “senza batteria”, poiché con una prima pedalata si carica un condensatore, e con la seconda il motore si avvia tranquillamente; tanto basta per non avere mai il patema d’animo che la batteria ci lasci a piedi. Esteticamente il design classico ne fa una moto senza tempo, sempre “alla moda”, senza la possibilità di invecchiare mai, poiché le definisco “costantemente vintage”.  Naturalmente questo genere di motociclette sono della serie o amore o odio, ma credo che un appassionato vero non possa non apprezzare la bullet in tutto il suo insieme e nelle sue caratteristiche peculiari, tra cui per esempio il grosso “clacson” volutamente cromato e in bella vista oppure la marmitta anch’essa cromata a specchio lunga lunga, che fa quasi da spina dorsale al fianco destro della moto;

Cromature

corre bassa, sotto le pedivelle, talmente bassa che sfregarla nelle pieghe più accentuate non è affatto difficile; si lo so..leggendo quanto appena scritto ci credi poco che con la bullet si possa correre talmente tanto da piegare; beh qui ti sbagli, perché il comportamento dinamico non è sicuramente quello di un gatto svelto, ma sulle curve di un bel misto è divertente da matti anche perché…. praticamente non freni mai!!! La velocità massima che ho raggiunto sono 120 km/h ma nemmeno a dirlo le vibrazioni a quell’andatura sono davvero molte; diciamo che la sua velocità di crociera è tra gli 80 e i 100 km/h più che sufficienti per divertirti sia in montagna che in collina; ecco quest’ultima secondo me è il suo terreno di caccia ideale.

In collina con la bullet

Intendiamoci non è un elogio incondizionato alla lentezza, ma chiaramente guidando una moto poco impegnativa per tutti, anche per i neofiti, a velocità ridotte, il panorama attorno scorre alla velocità giusta, tanto da farti notare particolari, colori e profumi che magari l’ultima volta passando a tuono con i tupoi 180 cv ti eri perso o avevi forzatamente ignorato concentrato sulla prossima staccata. Nessuno dei due modi di assaporare le strade è sbagliato (ricordiamoci però che esiste un codice della strada), ma dico con fermezza che con una Royal Enfield è tutto più facile e godibile. Soprattutto se poi i consumi si attestano oltre i 30km/litro.

Poca Plastica

Di plastica se ne vede ben poca, “ferro” bello e solido tanto, ma nonostante quello il peso è al di sotto dei 200 kg, attestandosi sui 190 circa con i liquidi. Insomma affascinante, coinvolgente, ricca di storia e immutata nel tempo capace di regalare sensazioni “strane” e uniche che forse la mia mente aveva dimenticato da tempo. Addirittura il sound della marmitta e rilassante, così come unico è il modo di avviarsi e spegnersi del motore con un prendere e perdere giri che non sentivo dai tempi che furono.

design senza tempo

A questo punto dell’articolo sicuramente ti stai chiedendo quando arriverà la lista dei difetti, che in una moto che è rimasta praticamente immutata dal 1950 ad oggi devono esserci per forza; rispondo “ni” o meglio che i difetti oggettivi sono davvero pochi, semmai lo sono soggettivi; se ti piace avere un motore muscoloso, i 27 cavalli della Enfield potrebbero sembrarti il difetto più insormontabile del mondo. Tornando a quelli oggettivi abbiamo già parlato delle vibrazioni e della marmitta forse un po’ troppo bassa. Non c’è il contagiri (ma serve davvero??) e alcune spie tipo folle e indicatore “frecce” accese sono poco visibili in pieno sole, ma per il resto è tutto sapientemente allineato al mezzo, che a mio parere può permettervi tra l’altro di affrontare anche percorsi alternativi che non siano il semplice asfalto…una strada bianca per esempio...noi abbiamo addirittura incontrato Annibale ed i suoi elefanti...

Gli elefanti e la Royal

Il prezzo? La Bullet la compri con meno di 5.000 euro e per questa cifra in proporzione la moto ti da molto di più. E poi dai il poter viaggiare indietro nel tempo ha davvero un prezzo così basso??

#amotomio #provatodavvero

aMotoMio ringrazia Moruzzi Moto di Piacenza per l’esemplare concesso in prova

Abbigliamento del test: Casco LS2 Spitfire -  Giacca,Jeans e guanti Spidi - scarponi Stylmartin Wave - Maschera Ariete.

Fagna

GALLERY: