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Mercoledì, Mer Gen 2021

"Viaggiare secondo Kawasaki"

“Vieni via con me” canta Paolo Conte, e questa è una proposta da fare alla persona che corrisponde all’altra metà del cielo, sapendo di offrire una moto adatta alla grande fuga.

Ci sono moto che vanno vissute da single, altre che si prestano bene all’utilizzo in coppia ma questa Kawasaki è adatta per due.Ma facciamo un passo indietro, come ci capito io su una moto così?

L’occasione è il test drive organizzato dalla Scuderia Platini in occasione del CIV a Monza.
Nel week end sportivo Brianzolo l’azienda, che si occupa dei demo drive e altro per conto della Kawasaki, ha messo a disposizione quasi tutta la gamma stradale, mancava solo la SX1000 e la W800, per chi voleva provare con mano la qualità della casa Giapponese.

Ho scelto la GTR proprio perché atipica rispetto alle modaiole naked e alle endurone da viaggio, volevo riprovare l’ebbrezza di una moto totale diversa da BMW.
Una moto “tanta”, un’ampia carenatura con grandi fanali che promettono una perfetta visione notturna, un bel codino sormontato da un ampio portapacchi e due valige laterali in tinta con la carrozzeria.
La meccanica è celata dalla carena, ma quello che si vede è ben fatto, il gruppo del cardano è veramente bello, stona un po’ la lunga marmitta sul lato destro, per fortuna in parte mascherata dalla presenza delle borse, ma gli scarichi da sempre non riscontrano il mio gusto personale, ma appunto de gustibus…
Dopo le pratiche di rito, registrazione ecc., sono pronto per la spiegazione dei comandi, chiave a trasponder compresa e per partire.
Il giro ben confezionato, a seguito di un istruttore, si snodava attraverso i paesi della Brianza intorno all’autodromo, più di trenta minuti su strade di ogni genere con curve, controcurve, tratti più veloci e situazioni tipicamente cittadine che, di fatto, sono la realtà di chi vive la moto quotidianamente.
Un bel mix a cui è mancato solo un pezzo di superstrada per testare efficacemente la protezione e la stabilità alle alte velocità.
La protezione è apparsa comunque molto efficace, si è inseriti nell’ampia carenatura e giocando col parabrezza elettrico è facile trovare l’altezza giusta.
Gli specchi ampi permettono una visuale alle spalle ottima e anche le pedane sono all’altezza giusta.
Le leve sono regolabili e la frizione sufficientemente morbida.
Sulle prime gli ingombri sembrano eccessivi, ma il peso non si sente, anzi dopo pochi metri l’anteriore sembra fin troppo svelto, certo nelle pieghe finché non si prende confidenza e s’impara a “fidarsi” la sensazione del peso è evidente, siamo ben oltre i 300 kg, ma dopo qualche chilometro diventa tutto intuitivo e facile, stando in poltrona.


La stabilità è notevole e la moto si appoggia sulle sospensioni, morbidamente turistiche, senza ondeggiamenti né sbavature.
La frenata è ottima, ci sono pinze radiali e dischi a margherita, ed è possibile inserire il ripartitore di frenata alla leva a pedale con una sensazione di sicurezza percepibile anche da chi, come me, il freno posteriore normalmente lo usa poco.
Un plauso all’ABS che, come dico spesso, “è inutile finché non serve”, infatti, in una pinzata allo stop, probabilmente per asfalto sporco, è intervenuto mantenendo aderenza alla ruota anteriore ed evitando una sicura caduta.
La moto è completa di ogni diavoleria e tutto è di serie, il già nominato ABS, il controllo di trazione regolabile, manopole riscaldabili, controllo pressione gomme, computer di bordo.
Tutto è tenuto sottocchio sulla strumentazione completissima, con tachimetro e contagiri analogici divisi da un ampio display digitale per tutte le altre informazioni.
Di serie anche il parabrezza elettrico, e due ampie borse rigide con estetica dedicata al modello.
La potenza di oltre 150 HP non è prepotente, grazie alla fasatura variabile delle valvole, ma sempre pronta e permette di uscire dalle curve, anche strette, senza nessun problema con una progressione quasi infinita fin da meno di 2000 giri.
Il cambio è morbido e preciso anche se con tanta coppia a disposizione ci si può dimenticare di cambiare e rendersi conto della marcia inserita solo grazie all’indicatore sul display.
Anche la trasmissione ad albero non fa rimpiangere il comportamento della catena, anzi, e poi volete mettere la comodità di non ingrassarla e preoccuparsi della tensione?


Alla fine però volevo essere critico e allora ho dovuto trovare qualche difetto.
Il cavalletto laterale va “cercato” con la punta del piede in una posizione un po’ arretrata e scomoda stando in sella, ma ci si fa l’abitudine, quello centrale è ottimo come leva, lo sforzo è limitatissimo, per sollevare gli oltre 300 kg della GTR, ma non ci si deve attaccare alle pedane del passeggero per issarla…... magari una maniglia o un appiglio non era male.
Ultima “pecca” se proprio vogliamo è la mancanza del rientro automatico delle frecce, vero che poche moto ce l’hanno, ma su una Touring così ben accessoriata si poteva fare un piccolo sforzo.
Piccoli difetti che non penalizzano però il giudizio su un’ottima moto da viaggio su tutte le strade, capace di portarvi velocemente, comodamente e con Piacere ovunque vogliate andare, magari in due.
Vieni via con me?

Dati tecnici:

Motore:
4 cilindri di 1352cc, 16 valvole  a fasatura variabile, iniezione e raffreddato a liquido.
Potenza e Coppia:
114 KW (155 HP) 136 Nm 13,9 Kg/m
Telaio:
Monoscocca in alluminio
Ruote:
Ant. 120/70 ZR17
Post. 190/50 ZR17
Freni:
Ant. Doppio disco a margherita da 310 mm con pinze radiali da 4 pistoncini
Post. Disco margherita da 270 mm con pinza 2 pistoncini
Altezza sella:
815 mm
Serbatoio:
22 litri
Peso:
in ordine di marcia 304 kg

Moto provata grazie a Scuderia Platini

Abbigliamento test: Casco Caberg – Giacca di pelle Dainese – Paraschiena Dainese – Guanti Spidi – Stivali Stylmartin.

Flap

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