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Sabato, Sab Nov 2020

Ci sono due grandi verità. La prima è che adoro la cartina stradale vera e propria e l'ho teorizzato anche non molto tempo fa ne "il viaggio di carta", ma è fuori discussione, che il navigatore è molto utile anche in moto, sopratutto nei passaggi più critici di ingresso uscita delle grandi città o dei grandi snodi autostradali.

 

 

Non nego di essere stato tra i primi a montare un navigatore satellitare sulla moto, ancora quando erano giganteschi, alimentati a pile stilo, con una autonomia di un ora scarsa se non erano collegati all'impianto della moto. Ho sempre provato a sperimentare il costruire a tavolino gli itinerari, prima su carta ovviamente e poi digitalmente da trasferire al navigatore. Un lavoro che a volte ha avuto successo, altre volte si è rivelato lungo e complesso, e comunque sempre fatto davanti al computer.

Tom Tom rivoluziona un po' (un bel po') il modo di pensare l'uso del navigatore satellitare, che non si limita a portami solo da A a B, ma può faro più o meno nella maniera che desidero.  Il suo software consente infatti anche in tempo reale di scegliere la strada più curvosa, e quindi più "motociclistica" per il nostro itinerario, potendo perfino scegliere a che quota altimetrica (rispetto al livello del mare) si possa stare.  Supponiamo quindi di essere in vacanza in una zona che non conosciamo, e di voler fare un po' di strada evitando la noia. Basterà chiedere al nostro Tom Tom Rider di portarmi a destinazione impostando il tipo di strada che vogliamo fare. Si da l'invio e si parte, alla ricerca di emozioni. Insomma più o meno l'equivalente di cercare col ditino sulla cartina stradale la strada più storta possibile.



Abbiamo potuto toccare con mano, anzi con dito guantato, il nuovo rider qualche giorno fa, con tutta una serie di ingredienti giusto a partire dalla moto una Suzuki V-Strom 650, passando ( bevendo un goccetto) per i suggestivi vigneti della franciacorta, arrivando poi direttamente in casa Givi, che ha studiato e fornito il supporto (quasi) universale per collegare il tom tom alla vostra moto.



Pronti via, destinazione impostata da quelle "registrate"...cosa vuol dire registrate? vuol dire che con il Nuovo Rider se sto percorrendo una strada che mi piace, la posso memorizzare, registrare appunto e tenermi per la traccia per sempre.
Via dicevamo, e una volta lasciata la noiosa e trafficata autostrada, iniziano le curve, e anche la prima sorpresa, il Rider si può ruotare da orizzontale a verticale, lo schermo gira come in uno smartphone e davanti ai vostri occhi compare un bel tratto di strada in più, così è ben chiaro quante curve affronteremo nell'immediato. Good Idea. Bello, anzi mi sbilancio, proprio bello anche il design, con lo schermo ampio che per di più non ha problemi di riflesso. Gli autoparlanti incorporati sono talmente potenti che in città alle basse velocità le istruzioni si sentono lo stesso; ovviamente oltre l'andatura concessa dal traffico cittadino, è necessario collegarlo via bluetooth all'auricolare del casco, ma devo dire che potrebbe anche non servire visto che quello che si vede a "video" è tutto molto chiaro.



Il Tuch screen è "manovrabile" anche con i guanti, non solo nel tap, ovvero nello schiacciare, ma anche nel trascinare. Il nuovo rider, può essere ovviamente facilmente usato anche in auto, dove può addirittura fare da vivavoce per il telefono. Si viaggia sempre aggiornati anche sul traffico, grazie ad un complesso sistema via web, difficilissimo da spiegare ma a quanto pare efficaccissimo nel funzionamento e nel farci saltare le code.



Ci siamo divertiti un bel po', sempre accompagnati per mano dal nostro Tom Tom Rider che ci ha portato a destinazione senza cannare un bivio; la penultima tappa era appunto la sede degli amici di Givi, che ci hanno spigato l'idea del loro supporto da manubrio che è stato poi declinato anche per il navigatore. L'idea è efficace quanto geniale, un anello, che tramite viti si adatta praticamente a tutte le sezioni tonde in commercio, fin anche a quelle degli specchietti retrovisori.  Tutta la viteria del supporto rimane attaccata, niente più viti e bulloni persi dentro nella carena.  E per chi non ha il manubrio tonto? Beh Givi propone un adattatore geniale.
Il tempo vola, si deve tornare. Imposto la destinazione, Milano, salgo in sella, ma non frusto il mio V- Strom, la voglia di rientrare a casa e mollare tutti questi giocattoli non è molta...

Maggiori info tecniche alla pagina ufficiale Tom Tom www.tomtom.com/it_it/drive/motorcycle/

aMotoMio ringrazia:

* Tom Tom Italia
* Suzuki Italia
* Givi
* Ortondo l'orto di monterotondo

aMotoMio #provatodavvero

Fagna