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Viaggio di carta

Amo la tecnologia. Non ne sono sopraffatto ma la amo. La trovo comoda, efficace, utile. Anche in viaggio. Ma non c'è viaggio se non è sulla carta. La adoro, la spiego per bene, la fotocopio, la scarabocchio, ci traccio l'itinerario ideale e quello di scorta quello razionale, in caso di necessità.
La stropiccio immancabilmente per metterla proprio li, sotto il trasparente della borsa a serbatoio.


Altro segno del viaggio. la carta sulla borsa, sul serbatoio; il sogno, sopra al raziocinio, sopra al carburante del cuore d'acciaio.
E li sta, per ore o per giorni, ci appoggio l'indice ogni tanto, per seguire il filo colorato, per vedere se il navigatore, quello vero, tecnologico, gps, full optional ha ragione e i siamo.
Ci passo il dito solo per il gusto di in@@@@rlo, il navigatore tecnologico, stolto beffardo che sorride perdendosi apposta pur di far uno sgarro al satellite. In questo caso ci passo il dito medio.
Il viaggio di carta è li, sotto i tuoi occhi basta abbassarli un po' dalla strada e la vedi, e sei felice; Il viaggio di carta lo asciughi col Phon o sul calorifero nelle giornate che piovono gocce e bestemmie, te lo metti in tasca, oppure sullo scaffale, nel marasma degli altri viaggi di carta; chissà mai che un domani torni utile.
E se qual domani viene ti accorgi che stai riponendo un altro viaggio di carta, quello del domani, identico a quello risposto tempo prima. Così il nido devi viaggi di carta si ingrossa a dismisura. Guai a chi lo tocca. Guai se ne manca qualcuno, anche se sicuramente non ti ricordi quanti erano.

Il viaggio di carta mi fa viaggiare. Davvero, col cuore, con gli occhi, con quel fischiettare nel casco che ti libera da tutto il resto. Tecnologia compresa.

Fagna

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