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Categoria: Le nostre prove

SFIDA DIFFICILE

Sembra paradossale ma scrivere un articolo sulla BMW Gs Adventure non è affatto facile. Tanto più se il modello in questione è il 2014. Su di lei è stato detto, scritto, spettegolato di tutto, soprattutto in positivo ma anche con qualche malignità a volte non proprio gratuita. Tanto che i detrattori appunto parlano di una sorta di soggezione nel parlare di questa moto, un timore reverenziale che toglie oggettività a test e articoli.

 

Allora facciamo così, per sgombrare il campo, dico ancora una volta ciò che non ne è un segreto, ma che è meglio ribadire. Chi scrive non è mai stato e non è tutt’ora “bmwista” convinto, il cuore batte sempre per una bicilindrica, ma che nasce a borgo panigale; ed è così, con l’animo scevro da preconcetti o peggio da fuorvianti cori da stadio che mi sono preparato a saltare in sella (e saltare non è un verbo a caso) a quella che per certi versi si è incoronata come la regina delle viaggiatrici tuttoterreno.
Intanto la prima chicca. Sella regolabile in altezza. Provvedo subito e scopro con grande gioia di toccare con entrambi i piedi (in punta si intende) ma  il tutto mi da subito sicurezza, anche perché questo “bisonte” non è proprio leggerissimo e solo a staccarla dal cavalletto  laterale richiede un certo sforzo di gamba. Seconda piacevole sicurezza, la mole sembra sparire una volta ingrata la prima e dato gas. Come se un trucco di magia facesse sparire tutti i kg e ti ritrovassi in mano una moto che quanto ad agilità è pari a mezzi ben più leggeri.

DELIRI DI ONNIPOTENZA

Per la mia statura e stazza sembra esagerata, in teoria dovrei accontentarmi del GS “normale”, ma io adoro i mezzi che trasmettono possenza;  la sensazione in sella è di assoluta “onnipotenza”; lo so che è una sensazione che non dovrebbe mai sfiorare la mente di un motociclista, perché le ruote sono sempre due, e le leggi dell’equilibrio sono immutate da quando esiste l’universo…ma è il pensiero è li fisso; e come se una volta impugnato il manubrio di questa moto tu potessi andare in capo al mondo, fregandotene del clima, delle precipitazioni e perché no del fondo stradale, ammesso che tu sia su una strada e non su una pista chissà in quale deserto del nostro splendido pianeta.

Oddio, c’è anche la possibilità che le mie prime impressioni siano state falsate da quella cisterna d’acqua presa nella prima ora di viaggio, o peggio dalla nevicata che ci ha accolto subdola e non prevista..,eppure li sotto fiocchi grossi “così” col il termometro del cruscotto che scendeva in picchiata lampeggiando guidavo tranquillo; prudente, ma tranquillo. Merito anche dell’immenso serbatoio (30 litri) e di parabrezza e deflettori che proteggono il corpo del pilota in maniera notevole.

COME TU LA VUOI

Non sto ad addentrarmi nei meandri delle mille regolazioni sia dell’assetto che delle mappature preferisco parlarvi di sensazioni di guida; ho semplicemente scelto “rain” quando il cielo ne mandava a catinelle e “dynamic”  per tutto il resto del viaggio, così come non ho mai giocato più di tanto col sistema “ESA”. Ho giocherellato un po’ di più col sistema di navigazione, e “sistema” è il termine adatto, visto che il bellissimo navigatore dialoga anche con la centralina fornendo informazioni supplementari anche sulla moto. Completamente “tuch” è sensibile anche al tocco guantato e molte funzioni si regolano da una rotellona posta di fianco al blocchetto comandi di sinistra.

Per parlare anche di quest’ultimi a sinistra troviamo pulsante “frecce” ora di tipo tradizionale, tasti per i menù e per ESA, oltre al regolatore di velocità (in autostrada lo adoro) che credo però sia un optional.  A destra abbiamo ovviamente accensione, comando manopole riscaldate e comando settaggi erogazione distinte in Road, Rain, Enduro (2 livelli) e Dynamic. Per impostare la mappatura scelta però bisogna scendere a bassissime velocità o addirittura essere fermi (direi meglio per non distrarsi troppo).

SI PERO’ COME VA?

E’ spettacolare. E potrei chiudere qui il capitolo. E lo è in ogni condizione, dalle lunghe trasferte autostradali, al misto stetto, così come per trotterellare su una strada di lungo mare. E sul misto veloce, beh, nonostante l’aspetto suggerisca il contrario è un vero veicolo da caccia, anche con i super valigioni montati, anche se piegare sembra impossibile…anche se…ti dimentichi tutto e ti butti nelle curve come nulla fosse;

il propulsore generoso non è mai in difficoltà e ti porta fuori con sicurezza e senza indecisioni; lo stesso la frenata sempre ottima e calibrata ti permette anche staccate un po’ troppo al limite ma sempre in assoluta sicurezza (sempre che il tuo cervello resti entro questo limite); insomma danza come una farfalla ma è possente come un mastino questa GS 1200 adventure 2014. E se ancora non bastasse il suono dello scarico è cupo e coinvolgente allo stesso tempo, quasi come se fosse stato studiato apposta accordandolo come uno strumento musicale.

Nota negativa e a mio modo di vedere pessima e assolutamente non in linea con la moto è rappresentata dagli specchietti retrovisori; saranno anche bellini ma sono piccoli e sopratutto senza “doppia curvatura” . Davvero non posso pensare che nel 2014 debba ancora sobbalzare in sella, spaventa domi, perché mi sfreccia di fianco un auto che non avevo visto perché era nell’angolo buio degli specchietti.
La qualità di alcune plastiche non mi ha fatto impazzire e il comodissimo portaoggetti situato davanti al tappo della benzina non è a perfetta tenuta stagna, ma come ripeto tra acqua e neve….la partenza è stata “umida”

PER VIAGGIARE ALL’INFINITO

I due valigioni in alluminio a me fanno impazzire, sebbene quello di destra sia più piccolo per far posto alla marmitta. Quando li apri e ci guardi dentro a momenti senti l’eco dei tuoi pensieri, da tanto sono capienti, e non è finita qui, il coperchio piatto e ganci studiati ad hoc possono far si che sopra le valigie tu posso fissare ancora bagaglio; senza contare che sulla nostra moto mancava il bauletto. Il serbatoio  come detto sopra porta 30 litri di benzina; Nei mille km percorsi assieme, la GS ha fatto circa i 17,5 km/litro, quest’ultimo dato non è da computer di bordo ma calcolato con i km percorsi tra un “pieno” e l’altro; l’autonomia sfiora così i 500 km. Zainetti siete avvertiti.

…E ALLA FINE..

Dopo una sparata di 1000 km tonti tondi in due giorni devo confessare che un po’ mi è spiaciuto riportare a BMW questa bestiona. Nulla da dire, si viaggia bene insieme; in poche ora le guidi come se l’avessi guidata da sempre…ecco forse il cambio, un po’ troppo ruvido, soprattutto nell’inserire la prima; posso pensare che la moto era praticamente in rodaggio, ma tant’è.  Guidandola ti rendo conto del perché la GS sia la regina; se poi hai la possibilità, anche fisicamente parlando, di poter portare in giro la sorellona “vitaminizzata”, beh allora nessun viaggio potrà essere off limits. E a detta dei bmwisti,quelli vera, questa è ancora più guidabile, facile ed immediata di tutte le altre. Io avevo guidato la versione precedente e le differenze soprattutto nell’erogazione del motore e nella guida sul misto veloce sono sottili ma evidenti, anche per me che non ho sta grande sensibilità nel polso.
In ultimo, sono sceso dalla sella come se avessi passato due giorni fermo sul mio divano, nemmeno un dolorino neanche a cercarlo; troppa fighetteria??? La moto deve essere  solo sofferenza????
Dai su da bravi…non esageriamo.

 

*Abbigliamento del viaggio:
Casco LS2 FF370.1 Easy - Giacca e Pantaloni Rev-it Horizon - Stivali Alpinestars - Guanti Eska - Intimo Sixs - Gilet Warmme Capit- Paraschiena BMW - Interfono U-Clear

Filmato realizzato con Videocamera Sportcamera AEE SD20

Moto messa a disposizione da BMW Motorrad Italia. Grazie Ragazzi!!!

Fagna

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