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Sabato, Sab Nov 2020
  • Anche la FIM migra verso la Penisola Iberica

    Il motociclismo internaziionale perde ancora un po' di Italia, Jorge Viegas è il nuovo presidente della Federazione Internazionale Motociclismo, e va a sostituire l'italiano Vito Ippolito. Qualcuno mormora già di un cambio di rotta deciso, ma non è ben comprensibile in quale senso. Se la gestione "incolore" della FIM da parte dell'ex presidente Ippoliti aveva destato molte perplessità, in special modo per quanto concerne i mancati interventi sui campionati gestiti da Dorna, quello del nuovo presidente di provenienza portoghese, pone alcuni dubbi.

    A partire dal ritiro improvviso del principale avversario alla presidenza Wolfgang Srb, non proprio chiara. La vicinanza culturale del nuovo presidente alla direzione dei maggiori campionati motociclistici, pone dubbi sul pluralismo decisionale che potrebbe far prendere la bilancia in maniera troppo evidente nei confronti degli interessi iberici.

    Si attendono comunque i primi segnali di partenza della nuova presidenza, tutelando il più possibile l'identità dei maggiori campionati velocità, prima ancora che la loro gestione.

  • Caso Ducati MotoGP: interviene la Corte d'Appello FMI

    La contestazione aperta da 4 case costruttrici contro il team Ducati finirà davanti alla Corte D'Appello della FIM, così è stato deciso dalla corte d'appello nel dopo gara del Qatar, dichiarando di non avere abbastanza elementi per pronunciarsi sulla vicenda che ha visto trionfare Ducati nel GP di Losail, utilizzando alcune appendici che Honda, Suzuki, Aprilia e KTM non erano regolamentari.

    L'appendice in questione è quella posizionata nella parte inferiore della moto, davanti alla ruota posteriore, montata da Ducati per migliorare il raffreddamento della gomma posteriore. Il regolamento, secondo Ducati, è stato rispettato seguendo anche quanto scritto su un'ultima circolare rilasciata proprio dalla Dorna, relativamente all'utilizzo delle appendici aerodinamiche. Sembra che però le altre case non la pensio allo stesso modo, e quindi prosegue la loro azione, che come detto ' in appello, in quando la commissione nel dopo gara se era già pronunciata a favore di Ducati.

    A capo dell'operazione c'è come sempre Gigi Dall'Igna, sempre in prima linea in queste operazioni, la nuova Superbike è nata all'insegna dello stessa strategia, come detto dallo stesso Dall'Igna, regolamento alla mano. Giusto o sbagliato lo decideranno le varie commissioni.

    Era inevitabile che una volta avventuratasi nel mondo delle appendici aerodinamiche, anche la MotoGP iniziasse il percorso complicato che è toccato alla Formula1 molti anni fa, dove ingegneri e tecnici passano il tempo a trovare una interpretazione ai regolamenti e alle limitazioni. Forse davvero sarebbe il caso di proibirle del tutto, onde evitare più competizione al tavolo di lavoro che in pista?

    Per ora resta una vittoria sospesa,

  • La FIM interviene su Romano Fenati, ma la Dorna...

    Si rincorrono le voci tra squalifiche e redenzioni per Romano Fenati. Dopo l'episodio che a creato scalpore e sdegno nel mondo del motociclismo, ma anche nelle persone lontane dalle due ruote grazie alla gogna mediatica, sembrava che la carriera del pilota di Ascoli fosse terminata. Le sue dichiarazioni di abbandono del mondo delle due ruote dopo l'annullamento dei contratti 2018, la sua attuale squadra, e 2019, da parte di MV Agusta, sembravano mettere fine alla carriera di un pilota veloce, ma spesso preda dei suoi problemi caratteriali.

    Nei giorni scorsi però, raffreddati gli animi, qualcuno aveva cominciato a ridimensionare l'episodio, qualcuno esagerando e dando per sufficiente le due gare di squalifica inflitte da Dorna, altri incoraggiando una punizione più equilibrata e meno... definitiva. Lo stesso Giovanni Castiglioni è stato sollecitato a tornare sui suoi passi, Romano Fenati non è cattivo, un fallo di reazione pesante quello a Misano, ma non più pericoloso di tanti altri commessi da campioni blasonati e... esperti.

    Ci pensa la FIM a intervenire, comminando al pilota di Ascoli altre 4 giornate così da chiudere la stagione 2019, una punizione severa ma giusta, che la Federazione Internazionale, risvegliata dal lungo torpore da chi bussava a pugni duri contro la porta, ha deciso di infliggere per una volta scavalcando la Dorna, su cui in effetti dovrebbe avere controllo, ma che spesso invece pare intimorita. Vito Ippolito pare buttarsi in un gesto di orgoglio prima di terminare il suo ultima mandato, quasi un volersi riscattare da anni di repressione, fatto sta che ha voluto scongiurare la possibilità che Fenati rientrasse già in Giappone aiutato da Ezpeleta.

    Eh già, perchè l'orgoglioso CEO di Dorna a veder scavalcate le sue decisioni non ci sta, e se i team hanno scaricato Romano quando il suo apparato aveva deciso contro ogni parere che due giorni erano sufficienti, così doveva essere, quindi gli ingranaggi per trovargli un'altra moto si erano già mossi. Arrivato lo stop della FIM si attende la contromossa della Dorna, che qualcuno mormora già pronto a far entrare Romano come responsabile per la sicurezza in pista, un vero e proprio schiaffo ai disobbedienti.

  • Nuova omologazione FIM per i caschi: Shark pronta

    Manca poco più di un mese al via del campionato MotoGP e i caschi delle case più blasonate dovranno sottostare al nuovo standard della FIM. In seguito alla decisione dell'ultima commissione Grand Prix, che si è riunita a Sepang (Malaysia) il 3 novembre 2018, a partire dalla prima corsa del Campionato, in Qatar il prossimo 10 marzo, l'uso di caschi omologati FIM sarà obbligatorio per tutti i piloti che accedono alle competizioni FIM Grand Prix.

    La nuova omologazione prevede test di impatto lineare a bassa (5,0 m/s) e ad alta velocità (8,2 m/s) su punti ECE e a media velocità su tre punti extra scelti a caso sulla superficie del casco, i test di impatto obliquo con cinque diversi orientamenti e i test di penetrazione in due punti casuali. L'omologazione è illustrata dalla marchiatura FIM, che riporta la dicitura "FIM Racing Homologated Helmet", i loghi FRHP e le informazioni sul prodotto.

    Il Race-R Pro GP, che sarà indossato da Joan Zarco e Jorge Lorenzo, già dotato di una certificazione ECE standard, è stato sottoposto a una valutazione potenziata e più completa delle prestazioni e ha superato con successo tutti i test del FIM Helmet Standard FRHPhe-01. Il casco sarà disponibile per i piloti SHARK in 5 taglie (dalla XS alla XL) e l'omologazione è valida solo in presenza di tutte le appendici disponibili (mentoniera, prese d'aria superiori e anteriori, prese effetto Venturi superiori e laterali) e spoiler aerodinamico posteriore.

  • Omologazione caschi FIM: rinviata la data limite

    Arriva dalla FIM la comunicazione che è stata accordata una proroga alle case che costruiscono caschi, per potersi uniformare alla nuova omologazione FIM, indispensabile per poter prender il via da quest'anno ai maggiori campionati mondiali.

    La nuova omologazione della FIM, la FRHPhe-01, diventerà obbligatoria del 3 di Giugno, proroga dettata dalla necessità di modificare i caschi, ma anche di trovare laboratori in grado di certificare il casco secondo le nuove direttive della FIM. I campionati che dal 3 di Giugno saranno obbligati ad utilizzare casci omologati FIM, sono il campionato MotoGP, Moto2, Moto 3 e Superbike, mentre dalla prima gara del 2020 anche gli altri campionati come MotoE, Rookie Cup, Supersport, Supersport300, Endurance e altri dovranno utilizzare solo caschi FIM.

    La proroga è stata accordata anche in virtù della difficoltà che potrebbero avere i piloti privati di campionati minori, nel trovare nei normali canali caschi con la nuova omologazione.

    Nel frattempo la FIM intavolerà un progetto con i costruttori di caschi per arrivare ad un secondo livello di certificazione, il FRHPhe-02.

  • Superbike: Dorna cestina la Superstock 1000

    L'intenzione era stata dichiarata fin da quando Dorna aveva acquisito il campionato mondiale Superbike, nella sua visione la Superbike rea di essere troppo vicina alla MotoGP, doveva essere addomesticata e rimessa al suo posto. I nuovi regolamenti che via via hanno contingentato gli sviluppi tecnici della Superbike l'hanno portata ad essere sempre più in sovrapposizione con la Superstock, e quindi l'obbiettivo di arrivare ad una sola categoria vicina alla Superstock è stato raggiunto. Arrivati a questo punto, come già dichiarato, la Superstock non è più necessaria.

    L'obbiettivo teorico però si allontana sempre di più, la crisi di pubblico e interesse, da parte degli sponsor, delle case e dei team, è imperante, e forse questo è solo un altro modo da parte di Dorna per forzare la mano ai team e alle case. Tolta la Superstock, i team più intraprendenti potrebbero rimpinguare le caselle di schieramento vuote, abbandonate da case come Aprilia, MV Agusta e BMW.

    Riempita la griglia, forse Dorna potrà dedicarsi ad un'operazione di marketing che riporti in auge la serie, seppur con moto di serie B, seppur con un formato tra il noioso e il confuso come quello di oggi. L'importante è non ammettere errori.

    Resto lo scoglio del mercato e delle grandi case, alcune non hanno ancora abbandonato i box della Superbike come Dorna vorrebbe, e se il mercato dovrebbe ripresentare la moda delle sportive con investimenti corposi delle case, potrebbero essere altre a voler rimettersi in gioco. Ma per ora il promoter se la prende calma.