Categoria: Biker World

Il marchio di Hamamatsu ha completato il rinnovamento della sua gamma, dando un’impronta nuova e più fresca alla sua offerta. Obiettivo: affrontare l’ondata del dragone!

Pochi anni per ritrovarsi con un mercato auto e moto cambiato radicalmente, il periodo covid a far da spartiacque, svegliarsi un giorno scoprendo nelle concessionarie che la Cina aveva qualcosa da dire, anche se con un po’ di tocco italico. Il settore auto sicuramente beneficia del trend delle auto elettriche, ma il settore moto si affida forse più alle buone vecchie tasche. La produzione dell’estremo oriente, molte volte mixato con il design di casa nostra, sta crescendo via via anche nella credibilità del prodotto.

I marchi a cui siamo abituati hanno dovuto fare delle scelte, non solo delocalizzando qualche produzione, ma soprattutto ripensare in alcuni casi buona parte della gamma, puntando su design, design, idee, diversificazione, e un po’ di termini di questo genere che negli articoli si usano a manciate. Suzuki è sempre stato un marchio particolare tra le case giapponesi, con scelte stilistiche e progettuali a volte azzardate, una produzione quasi sempre priva di fronzoli per offrire al pubblico moto “concrete” più che da effetto wow, ma non priva di alcune pietre miliari che restano nell’immaginario dei motociclisti, dalle RG Gamma a due tempi fino ad alcuni nomi celebri che popolano ancora oggi il listino.

Si riparte dal passato, DR BIG e KATANA in salsa elettronica

Dopo una fase di assestamento con una produzione forse non troppo vivace, da alcune edizioni di EICMA Suzuki aggiunge tasselli ad una gamma moto che, pur volendo rimanere diversa, riconoscibile, identitaria, mette in luce una vivacità tutta nuova. Un primo tassello ben riuscito è stata la voglia di ristilizzare alcuni miti del passato Suzuki, con l’arrivo dell’ultima V-Strom 1050, che oltre a riproporre una cilindrata equilibrata su una maxi enduro e a riproporre il suo biciclindrico a V di 90, ha riproposto alcune linee dalla gloriosa DR Big degli anni 80. Stessa direzione per il progetto Katana, una commuter basata sul quattro cilindri in linea Suzuki del GSX-R, che con il suo faro rettangolare in stile anni 80, le sue linee moderne e il codino corto, mostra uno splendido connubio tra linee intramontabili, e una matita moderna.

Arriva quindi il momento per la casa di Hamamatsu di avere una piattaforma nuova, polivalente e versatile, con costi accessibili e buone prestazioni, da affiancare agli altri cuori storici. Nasce la piattaforma 800 bicilindrica frontemarcia, e infine la piattaforma 400 monocilindrica, basi per sviluppare due nuovi filoni che strizzano l’occhio ai giovani. Dopo le prime uscite con la GSX-8 S e R, riportando sulle strade una carenata di media cubatura dai costi accessibili, sono state le ultime declinazioni della piattaforma in chiave modern classic T e in chiave café racer TT, a dare un’impronta stilistica marcatamente giovane, multi-purpose, dalla città al lago come si suol dire, il tutto tutto con uno stile molto credibile. Se parliamo di giovani però l’ultimo tocco arriva dalla gamma DR4, un motard leggero, facile, declinato solo in due colori pastello che la rendono ideale per quel filone di ragazzi che cercano una moto agile sui tornanti stretti come per gli spostamenti di tutti i giorni, tra l’università e l’aperitivo con gli amici, ma con un po’ di stile ruvido.

Una gamma eterogenea, che pare pensata da reparti di case motociclistiche diverse, e che trova spazio per non dimenticare i suoi capisaldi, i grandi classici, i nomi che richiamano la storia e gli appassionati. Ne sono indicatori l’arrivo della versione 40° anniversario della GSX-R1000, che ottiene anche colorazioni e grafiche di grande impatto, ma anche con la riscoperta di un altro grande classico, il bicilindrico a V di 90 da 650cc che equipaggia la nuova SV7-GX presentata all’ultimo EICMA, un caposaldo della produzione Suzuki, una forma identitaria in mezzo a tanti nuovi bicilindrici paralleli, che non fa sconti a tendenze e mode, rinnovando un percorso che l’ha portata a percorrere le strade di tutto il mondo, tentare di democratizzare le moto in tutti i settori, senza cedere alla tentazioni di produrre una bella e impossibile. 

Bentornata Suzuki.

 

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