Dopo aver recepito la direttiva europea 2021/2118/UE che obbliga ad assicurare i veicoli fermi, il Governo tenta di mettere qualche pezza, ma si rischia l’effetto placebo. Unica soluzione... nasconderle dentro a un muro?
La solfa non cambia alla fine dei conti, i veicoli fermi in garage, a meno di forti menomazioni, come la mancanza del motore, o di essere radiati, devono essere assicurati, come richiesto dall’Europa, e come ci indicano i dati sul consumo di champagne in forte crescita, negli uffici delle assicurazioni si festeggia da quel giorno.
Come verranno effettuati i controlli non è ancora chiaro, per ora viene citato solo il fatto di “fermare” veicoli che circolano in spazi privati sprovvisti di copertura assicurativa, ma per chi gonfiandosi il petto già sta pensando, o scrivendo su qualche social, “prima lo devono dimostrare che può circolare”, io non sarei così ottimista. Basta un controllo incrociato tra l’archivio delle tasse automobilistiche pagate e quello delle assicurazioni, per avere i riscontri necessari. Il resto lo fanno poche righe sulla Gazzetta e un seduta in Parlamento. Ovviamente non stiamo incitando ad evadere le tasse!

Intanto si tenta un timido tentativo di rendere meno pesante la situazione, il nuovo decreto di fatto estende le assicurazioni statiche ai veicoli storici. L’assicurazione statica sostituisce la RC Auto per quei veicoli che vengono dichiarati non circolanti e tenuti in luogo privato. E’ un modello assicurativo già in utilizzo per roulotte ferme nei camping, o per rimorchi non utilizzati. Viene poi indicato alle assicurazioni di fornire assicurazioni sospendibili fino ad un massimo di 10 mesi l’anno, non una grossa novità per il settore motociclistico, ma che dovrebbe spingere le assicurazioni a mettersi in concorrenza anche per questo tipo di polizza. Altro settore è quello dei veicoli utilizzati per le competizioni, che non necessitano di polizze RC, e per le quali si è pensato a polizze apposite.
E’ sicuramente una direttiva, quella europea, iniqua e un altro grosso regalo ad una lobby. Chi ci andrà di mezzo saranno soprattutto collezionisti appassionati, che nel box o nell’autorimessa hanno collezionato veicoli dal significato affettivo, ma dal valore economico modesto. Dovendo far quadrare il bilancio famigliare sceglieranno la rottamazione di mezzi che hanno comunque un significato che va oltre il freddo metallo.
Davvero difficile in alcuni giorni amare questa Europa tassinara, che prende spesso decisioni in nome di qualche battaglia fondamentalista, che finisce invece per danneggiare settori commerciali e industriali che godevano di buona salute, come accaduto per l’industria automobilistica.