Categoria: Biker World

La Dakar, non importa se non si arriva più alla spiaggia rosa della cittadina Senegalese, ormai è il nome, un marchio di fabbrica, per definire la più leggendaria delle gare Marathon.


Sono cambiati gli scenari, il continente ma non l’avventura e la voglia di mettersi alla prova, nemmeno la durezza e l’esclusività sono diminuite, forse solo il contesto e un po’ di quel sapore di nostalgia che a molti lascia l’amaro in bocca.
Dakar che l’associazione Ciapa la moto promuove per dare spazio e voce ai protagonisti che probabilmente meriterebbero molta più visibilità nel panorama dei media nazionali.



Così nei locali di Motosplash con le direttive del vulcanico Giamba e la preziosa collaborazione e organizzazione di Carlo D’Andrea,  i piloti Italiani che hanno sfidato il Sudamerica sono tornati a raccontare le loro avventure.
Li avevamo salutati proprio nello stesso posto a dicembre, prima della partenza, e ora eccoli di nuovo qui a farci sognare con i loro racconti quel fuoristrada che rimane per molti un sogno da ammirare negli altri.
Mattatore della serata Alberto Porta, storica voce delle avventure su Mediaset, appassionato motociclista oltre che preparatissimo giornalista, lui il compito di presentare, stimolare e fare da spalla ai vari ospiti, tra cui Martino Bianchi in veste di manager Honda HRC per il reparto off road.



Proprio da Martino Bianchi cominciano i “Racconti scellerati” o meglio diremmo noi "sfigati" vista la sfortuna che si è abbattuta sulla squadra Honda e sui piloti tricolore.
Già sfortuna che ha segnato i risultati ben sotto le aspettative e ha in molti casi proprio interrotto anticipatamente l’avventura di qualcuno.
Paolo Ceci pilota Ufficiale Honda HRC, Manuel Lucchese terzo classificato nella categoria Marathon, Simone Agazzi, Livio Metelli, Franco Catanese e Alessandro Barbero hanno riscaldato il palco con simpatia anche quando da ridere c’era poco per chi ha investito i risparmi sudati per poi non riuscire nell’agognato risultato di vedere la bandiera a scacchi.
Assenti giustificati: Diocleziano Toia, impegnato in una gara e Alessandro Botturi in convalescenza dopo l’operazione al polso infortunato nelle prime tappe che non ha fermato il coraggioso pilota cui il traguardo è stato negato dalla sua Yamaha che in una delle ultime tappe non ha voluto saperne di ripartire.



Una serata fatta di racconti di piloti veri che hanno sofferto un’edizione difficile della Dakar, sono stati feriti in rovinose cadute ma negli occhi hanno lo “Scellerato” desiderio che arrivi presto la prossima edizione.
Per molti la Dakar è diventata una droga e se rimane l’obiettivo terminare la gara per molti già portare la propria moto al parco chiuso della partenza rappresenta un pezzo di sogno realizzato.

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