“Sognando la California”
California Dreaming cantavano diversi anni fa i Mamas & The Papas e insieme a tanti altri gruppi di quegli anni, hanno contribuito ad alimentare il mito, il sogno di percorrere quelle strade, di mettersi in viaggio. Poi arrivò Easy Rider, il più celebre manifesto per le sconfinate highway americane da percorrere su due ruote.
Insomma, sulle note degli Steppenwolf, la linea bianca di ogni strada diventava un messaggio di libertà.
E allora eccoci finalmente lì, in un moto-noleggio vicino a San Jose dove ad accoglierci ci sono due uomini che corrispondono appieno a ogni stereotipo di motociclista Born in USA: i capelli lunghi, gli abiti di pelle con patch di ogni genere, gli occhiali da sole sempre e comunque e una pancia che straborda. Le nostre moto sono già lì ad aspettarci e sono quattro Harley Davidson Electra Glide Classic e una Ultra Classic sulla quale il buon Walter si butta immediatamente.
Certo la stazza delle moto con i loro 400Kg è imponente e qualcuno di noi, me compreso, ha qualche tentennamento, ma a farci coraggio si presenta il meccanico, un omone che con disinvoltura, fa scendere le moto dalla rampetta d’ingresso dell’officina, e le posteggia in fila guidandole in retromarcia con una mano sul cupolino e l’altra a dirigere il manubrio.. mah!
Dopo un piccolo briefing e qualche firma sui contratti eccoci pronti a partire. Non mi soffermerò sulla descrizione delle moto, perché le Harley non sono una scelta tecnica, né razionale, ma sono sicuramente il mezzo più emozionante per percorrere queste strade. Purtroppo abbiamo solo due giorni da goderci sulle due ruote e com’è noto, le distanze qui sono molto impegnative, soprattutto a 65 mph da rispettare assolutamente! Così il percorso è semplice: si va su e giù per la strada costiera “1”.
L’itinerario quindi punta subito alla volta del mare prendendo il prima possibile la direzione di Santa Cruz che sarà il nostro ingresso alla litoranea, il nostro sbocco sull’oceano. Ma anche l’autostrada di trasferimento ci regala ampi scorci incantevoli tra boschi di abeti, dolci curve paraboliche che si snodano tra valli senza tracce di urbanizzazione, se non questa lingua di asfalto e cemento. Diciamo subito che chi si aspettava strade perfettamente asfaltate rimane decisamente deluso. Il manto stradale è costantemente rattoppato, spesso l’asfalto lascia il posto a del grezzo cemento e le buche non mancano. Anche per queste ragioni ringraziamo il meteo benevolo che, se non ci fa godere di vere giornate di sole californiano (12°C – 18°C a fine maggio!), quantomeno ci risparmia la pioggia che sicuramente avrebbe reso impegnativa e stancante la guida.
Il primo giorno da Santa Cruz ci dirigiamo verso Monterey. Qui dopo una visita turistica al molo e le foto ai leoni marini, cominciamo ad avvertire un certo languorino. Il ristorante Domenicos ci viene decisamente in aiuto e facciamo una gran mangiata di granchi dell’Alaska pescati dal peschereccio “Time Bandid” più volte visto su Discovery Channel...
Salutato Monterey, andiamo spediti verso il circuito di Laguna Seca! Qui veniamo accolti con il sorriso, dal ragazzo che regola gli accessi al Paddock e che, al grido:<< Italiani! Rossi!!! Corkscrew (trad. Cavatappi)!!!! [...]>> ci indirizza verso la più mitica delle curve... Ovviamente faremo foto su foto a ogni centimetro di quella curva compreso il tombino dell’ormai leggendario sorpasso.
Ora si deve rientrare e quindi riprendiamo l’autostrada 101 che ci riporterà a San Jose`.
Le moto, manco a dirlo, lungo queste strade danno davvero il meglio di sé, lasciandosi guidare davvero con un dito, dimostrando un’agilità del tutto inattesa e un comfort di marcia che non ci fa minimamente avvertire i 300Km fatti. Potremmo agevolmente farne altrettanti e davvero la guida risulta fluida, il motorone bicilindrico da 1690cc risponde come si molla la frizione e sostiene perfettamente il peso della moto che risulta maneggevole fin dalle bassissime velocità. L’ampio manubrio consente di girare agevolmente in poco spazio e i nuovi freni Brembo con i quali sono equipaggiate le nuove Harley dal 2010, fanno decisamente il loro dovere, frenando queste locomotive in spazi più che accettabili. Ovviamente ben mi sono guardato dal mettere l’impianto frenante sotto stress, rispettando le distanze e le velocità da codice... Unica nota un po’ stonata è il cambio decisamente “rude” che, oltre a dover essere maneggiato con impulsi secchi e vigorosi, una volta scaldatosi rendeva sempre difficoltoso trovare la folle.
Il secondo giorno di buon mattino si riparte verso Santa Cruz e, con sorpresa, mi accorgo che sulle autostrade non esistono autogrill né benzinai, quindi (le Harley non sono note per essere parche di benzina, né per serbatoi particolarmente capienti) si deve uscire e cercare il benzinaio più vicino all’uscita...
Arrivati nuovamente a Santa Cruz questa volta, pieghiamo verso nord. La strada è bellissima, tutta lungo costa con diversi fari suggestivi a segnare i vari promontori. Sono molte le soste tra le spiaggette per ammirare le evoluzioni dei surfisti.
Chiacchierando con persone del luogo mi dicono che spesso la strada costiera d’inverno è interrotta per frane e smottamenti del terreno, quindi i piccoli assembramenti di case che incrociamo sono spesso isolati o raggiungibili solo da una delle due direzioni. Ora per fortuna è tutta libera e sgombra, con le sue ampie curve e i suoi dolci saliscendi. Tutto è assolutamente ordinato e prima di ogni paese c’e` un cartello che ricorda una sanzione di 1000$ per qualsiasi oggetto buttato a terra, cicca di sigaretta compresa! (che invidia!). Con passo lento (sulle urbane la velocità consentita è tra i 45 e i 55 mph) arriviamo a Half Moon Bay. Una spiaggia ampissima capeggiata da una serie di piccoli cottage in legno dai colori pastello: la più classica delle cartoline americane. Qui ci rifocilliamo al ristorante Miramar (da non crederci c’e` anche qua!!!) raccomandati da una coppia locale che, saputo che eravamo italiani, proponeva uno scambio di case tra la loro a Half Moon Bay e una a Positano.
Dopo pranzo ci godiamo un poco di sole finalmente caldo. Il pomeriggio non ci consente di andare troppo in là dato che per le 19 dovremo essere a San Jose a riconsegnare le moto. Quindi pieghiamo verso l’interno prendendo la San Mateo Rd. Che ci consente anche qualche bella curva in montagna per scollinare e prendere la 280.
Arriviamo giusto in orario e alla fine il computo totale sarà di 375 miglia (604Km).
Con un certo dispiacere saluto la mia amica a due ruote. E` stata semplicemente perfetta, divertente, comoda e l’unica sua richiesta era un minimo di malizia nelle fasi di posteggio e nelle manovre da fermo.. insomma, quando si posteggiano 400Kg, è molto meglio metterli con il cupolino già rivolto nella direzione da cui si vorrà ripartire, piuttosto che nella direzione opposta, evitando anche quella piccola, classica pendenza dell’asfalto verso i bordi...
Certo il tempo è stato davvero poco il giro avrebbe meritato d’essere molto più ampio, ma potrà pur sempre essere il punto di partenza per un nuovo viaggio.....
Andrea De Angeli
Abbigliamento: Casco noleggiato in CA non obbligatorio – giacca: Dainese 4 stagioni –
guanti: Dainese Joust– Scarpe: Dainese Tulu – paraschiena: Spidi
Motonoleggio:
http://www.eaglerider.com/sanjose/sanjose.aspx
Dal 2011 presente in Italia attraverso la collaborazione con la rivista Mototurismo e all’EICMA con proposte di tour organizzati in tutti gli States
Ristorante Domenicos:
http://www.domenicosmonterey.com/
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Harley-Davidson
FLHTC Electra Glide Classic
Prezzo: 24.500 Euro
Prodotta dal 2010
E' ancora in produzione
Tempi: 4
Cilindri: 2
Cilindrata: 1690 cc
Raffreddamento: ad aria
Avviamento: E
Marce: 6
Misure cerchi (ant./post.): 17'' / 16''
Normativa antinquinamento: Euro 3
Peso: 400 kg
Lunghezza: 2515 mm
Altezza: 740 mm