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Transilvania
Categoria: Turismo

Estate, voglia di partire! E dove si va? Sul come è facile: moto! Ma dove?


Riproponiamo l’idea dell’Irlanda che, causa pandemia, attende da due anni in un cassetto? L’idea sarebbe bella, ma qualcuno quest’anno forse non è libero in quel periodo, qualcun altro deve attendere, il covid non è proprio sparito e non si sa in anticipo come andranno i dati… insomma, vi sono troppe variabili per impegnarci prenotando traghetti etc.

Allora proviamo a riproporre il giro verso Amsterdam passando dall’Alsazia e dalla Renania e sembra mettere un po’ d’accordo tutti, ma ad un certo punto un po’ per scherzo, un po’ per curiosità di posti un po’ meno usuali, qualcuno dice: e se andassimo in Transilvania?

Detto fatto si mette in moto l’organizzazione, che vuol dire: capire i km, le tappe ed i giorni, capire i posti irrinunciabili, sapendo che cmq non si potrà mai visitare una nazione in due settimane.
Punti saldi del viaggio sono: si ottimizzano i trasferimenti cercando di fare più giorni possibile in Romania, quindi due vasche da 700KM in giornata sia all’andata che al ritorno. Non si prenota nulla se non da un giorno con l’altro.

Partenza

E… così ci troviamo il 7 agosto mattina pronti per la partenza!
La prima meta stimata è Maribor in Slovenia. Sono già stato in Slovenia e so che ha delle strade meravigliose, con dei panorami ampi e bellissimi. Maribor non fa eccezione e ci accoglie con una zona centrale storica molto bella, molto viva con diversi ristoranti e locali che... chiudono molto presto o sono pieni e quindi dobbiamo ripiegare mangiando in un pub che fortunatamente tiene la cucina aperta fino a tardi... niente cucina locale per la prima serata.

Maribor

Il secondo giorno siamo in Romania! Veniamo accolti subito da quello che sarà un po’ la costante del nostro viaggio: un temporale o almeno una sciacquata quasi quotidiana. Alla fine, prenderemo più acqua in questo giro che quando andammo in Scozia, per quanto (per fortuna) non sarà mai invadente da non consentirci di visitare o farci cambiar itinerario.

Ci muoveremo in Romania per i successivi nove giorni, nei quali scopriremo una terra ricca di contrasti, di etnie diverse, di modi di vita profondamente diversi che si riflettono ovviamente in territori differenti ed architetture molto lontane tra di loro. Scopriremo ad esempio che nel nord la vita è molto rurale, i trasporti avvengono spesso con carri ancora trainati da cavalli o buoi. Spesso troviamo in questi come ingressi a case normali, dei portoni lignei enormi finemente intarsiati. La vita in quei luoghi contrasta molto con la nostra, ma anche con quella delle città più storiche o delle mete più turistiche transilvane. Una sera a cena a Gheorgheni, abbiamo avuto modo di conoscere una coppia locale che ci ha spiegato come buon parte della Transilvania fosse in passato parte dell’Ungheria e come questo fosse ancora molto presente nel sentimento locale, oltre che riflettersi in molti edifici neoclassici che da lì avremmo poi visto e riconosciuto.

Vlad Tepes

La parte nord del nostro giro è caratterizzata dalle abbazie e i monasteri. Patrimonio dell’Unesco, abbiamo visitato i monasteri dipinti nella zona della Bucovnia e le Chiese fortificate, oltre 150, tra le quali possiamo citare Sibiu, Viscri, Prejmer, e Harman.
Come scrivevo le città storiche sono bellissime e ricche di storia, di palazzi e musei. La figura di Vlad Tepes è spesso presente, a partire da Sighisoara, città splendida, completamente cinta da mura nella sua parte vecchia e rialzata. Qui da veri turisti abbiamo cenato nel ristorante che ora occupa le sale della sua casa natale. Devo sottolineare però l’ottima qualità del cibo servito, l’ottima conservazione degli ambienti e purtroppo come unica pecca è che gli orari di vista della stanza natale non corrispondono a quelli del ristorante che di conseguenza non riuscimmo a visitare.

Castello di Bran

Ovviamente sempre a tema non poteva mancare la visita al Castello di Bran che tutt’ora è di proprietà della famiglia reale. A tal proposito ho scoperto la figura della Principessa Ileana di Romania che qui visse dal 1944 fino al ’50 e che già nei primi decenni del ‘900 fu donna incredibilmente moderna, volitiva e provetta navigatrice.
In realtà però il castello che più ci ha impressionato per posizione, ricchezza nei decori e negli arredi è il Castello di Peles che fu di Carlo I. Questo sorge sulla cima di una collina da cui si giunge attraverso una piacevole camminata tra le piante e le bancarelle di souvenir in una zona esclusivamente pedonale.

Internamente è meraviglioso ed è incredibile quanto non vi sia un centimetro senza un decoro o una suppellettile di pregiatissima fattura. La biblioteca lignea è splendida ed ogni salottino è incredibile.
Purtroppo, al momento dell’acquisto non ci siamo accorti che la visita ha diverse opzioni e quindi ad esempio non siamo riusciti a vedere il secondo piano. Non vi è modo di recuperare all’interno e rifare la lunga coda in biglietteria per l’integrazione (da capire se fattibile per non ripagare nuovamente l’intero pacchetto) era onestamente da scartare. Quindi se andate occhio e scegliete le opzioni che maggiormente Vi aggradano.

Brasov

Ma abbiamo detto che Romania è terra di contrasti, quindi mentre visitavamo la sfarzosità del castello di Peles, soggiornavamo in una casa nella zona periferica di Brasov all’interno di un condominio di architettura popolare chiaramente risalente al periodo di regime comunista. Intendiamoci, la casa era pulitissima, confortevole e ci siamo trovati benissimo, ma dalla facciata, alla scala condominiale coi gradini vuoti, le piastrelle in graniglia di marmo, i tubi a vista all’interno dell’appartamento fino al mobilio, tutto risveglia l’immaginario orwelliano.

Lasciata Brasov di cui raccomando la visita nella zona vecchia, volgiamo verso quelle che sono tappa fondamentale per qualsiasi motociclista in Romania: percorrere la Transfagarasan e la Transalpina! Sembra che la gente del posto il fine settimana si sposti in massa nelle zone di montagna, nella pianificazione del giro è molto utile fare queste 2 strade lontano dal sabato e dalla domenica perché il traffico altrimenti è veramente sostenuto.
Entrambe meritano la fama che hanno e cullano il motociclista nei più piacevoli balletti tra ampie curve e tornanti. Inoltre, spesso si aprono su panorami davvero molto ampi e belli, anche se nella mia idea le valli avrebbero dovuto essere strette cupe e con pareti a picco, viceversa il panorama è più simile a quello degli altipiani con ampi spazi e cime non aguzze ma quasi tondeggianti.

Carpazi

La natura regna sovrana con ampi boschi dove incontreremo liberi asini, pecore ed anche una famigliola di maiali dalle dimensioni davvero ragguardevoli. Vedremo e filmeremo anche un orso in libertà che tranquillamente gironzolava per il bosco ad una trentina di metri dalla carreggiata della strada, ma per fortuna protetta da un muretto ed anche dalla polizia/forestale rumena pronta ad intervenire in caso di pericolo.
Lungo queste due strade sperimenteremo la cucina tipica casalinga con gulasch di pecora e di maiale in un baracchino semi ambulante. Successivamente anche una buonissima e per fortuna caldissima ciorba (zuppa) al “Popasul ghita rodica” dove arriveremo fradici ed infreddoliti dopo essere stati colti di sorpresa da un veloce ma inteso acquazzone. Che piacere il tepore della stufa accesa alla quale appenderemo in nostri vestiti ad asciugare.

Alba Iulia

Ormai la vacanza volge al termine ma lasceremo la Romania con 3 punti assolutamente imperdibili: la città storica di Alba Iulia che oserei definire magnificente nel suo centro storico; la diga sul confine “Iron Gate” ed una bellissima minicrociera sul Danubio a visitare i punti storici più importanti di questa fetta del secondo fiume più lungo del continente europeo che partendo dalla Foresta Nera in Germania e sfociando nel mar Nero, attraversa ben 10 stati e nei millenni di storia ha sancito confini, trasporti esiti di guerre di invasione e di liberazione.

Danubio

Dopo il confine con la Romania sosteremo un giorno in Serbia dove ospiti di una famiglia molto gentile scopriremo che…. In Serbia si mangia tantissimo!!!!!! Inoltre, avremo occasione di visitare un forte ed la cascata di Blederija che è inserita in un contesto splendido. Ahimè è molto piccolina anche se spettacolare ed avviso per i naviganti: sono circa 4, 5 Km di sterrato.

L’ultima tappa del viaggio sarà Zagabria che scopriamo essere una città molto bella nella sua parte centrale, con molti monumenti interessanti ed assolutamente ricca di vita notturna. È una città ricca anche economicamente, o almeno questa è l’impressione vedendo una popolazione molto occidentalizzata, vestita decisamente in modo ricercato ed alla moda. Anche i negozi sono diciamo, da tenore medio alto.

Strada alpina

Lasciata Zagabria faremo l’ultimo tappone da 700Km volgendo a casa, dove arriveremo alla sera del 20 agosto dopo 4820 Km. È stato un viaggio molto intenso, come sempre anche stancante, ma ricco di spunti. Diverso da come me lo aspettavo. Non so come spiegarlo, personalmente sono molto contento e mi è piaciuto. Prima di tornarci ovviamente ci sono altri posti che vorrei vedere o anche rivedere, ma dal punto di vista storico è sicuramente una terra ricca per quanto in realtà non omogenea. Forse la moto non è il mezzo con cui la si apprezza meglio, dato che alla fine di strade veramente degne di nota ve ne sono 3 o 4 mentre per lo più abbiamo percorso lunghe statali ed attraversato una miriade di paesini perlopiù anonimi, ma alla fine per me viaggio è moto, quindi se dovessi tornarci un giorno.

Beh, il mio VStrom è pronto!!!

Moto: Honda Crosstourer 1200; CBR 600F; VStrom 1050 XT

Attrezzatura:
Andrea: Casco Premier Carbon Tourer ; Giacca Clover 4 WP acquistata ed apprezzata tantissimo per questo viaggio; Stivali TCX Goretex; Set Diluvio Tucano
Walter: Casco Shoei Neotec 1; Giacca IXS 4 Stagioni; Stivali Dainese; Set Diluvio Tucano

Andrea De Angeli

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