Categoria: Turismo

Qualche riga tutti i giorni, pubblicate appena il WIFI lo consente, altre foto nella pagina FB di aMotoMio.

IL VIAGGIO
IL ROAD BOOK

25 Agosto
Garmisch- Vittuone



Ore 7,00 acqua a secchiate, speriamo nella fortuna che ci ha accompagnato in questa vacanza, ma dopo colazione viene dichiarata “Wet Race”.
Quindi indossiamo le tute impermeabili, del resto le abbiamo usate solo il primo giorno di questo viaggio; quindi va bene così.


Peccato fare i passi alpini con la pioggia, ci pregustavamo un po' di curve dopo tanti rettilinei, ma la pioggia battente ci consiglia un'andatura felpata.
Fa comunque caldo, si suda dentro gli scafandri; per fortuna dopo Landeck la pioggia ci lascia e possiamo alleggerirci e soprattutto guidare con un po' più di divertimento.
Le moto sono cariche, ma la maneggevolezza rimane; quindi la Svizzera “verde”, per dirla alla De Gregori, scorre veloce.
Il rientro in Italia dal Maloja ci accoglie con un caldo afoso a cui non siamo abituati e più ci avviciniamo a Milano diventa sempre più insopportabile nei nostri completi da viaggio, ma ormai sentiamo aria di casa, e in fondo dopo sette stati attraversati e venti giorni lontani dalle nostre realtà e abitudini ne sentiamo il richiamo.
Anche la “Grisa”, la nostra BMW, fedele compagna di viaggio, sembra sentire odore di box e dopo 8659 chilometri a pieno carico ha voglia di un po' di riposo.
Il campanello di casa è l'epilogo di questo viaggio, un sogno realizzato, condiviso, che è volto al termine...in attesa del prossimo sogno.

Flap

 

24 Agosto
Augsburg-Garmisch

Home sweet home, non la nostra, ma quella delle nostre GS che oggi abbiamo portato a trovare la “mamma”
Con una veloce deviazione sul percorso siamo andati a Monaco a visitare il Museo BMW; la scusa era di portare le nostre compagne di viaggio dove sono nate, ma era soprattutto la curiosità a spingerci all'interno di quel grosso e moderno complesso che fa da sede, museo e concessionario centrale di BMW.
Non un museo asettico con l'esposizione di tutti i modelli, bensì un “viaggio” attraverso la storia della casa bavarese con angoli emozionali, altri futuristici, altri ancora nostalgici, in un apparente caos che invece ha un suo filo logico.
Un colpire, un affascinare il visitatore che si trova tra la modernità di cristalli e pareti lucide e moto e auto con quasi un secolo di storia.
Impressionante anche la sezione, staccata, dedicata alla vendita dei prodotti del gruppo; credo di non aver mai visto nulla di così grande ed elegante allo stesso modo, non un'ostentazione, ma un perfetto gioco di spazi che colpiscono senza ferire.
Dopo esserci lustrati gli occhi con tanta tecnologia riprendiamo la via della Romantische strasse che finisce a Fussen, subito dopo il famoso castello di Neuschwanstein, ispiratore di Disney per le sue fiabe, che però ci appare impacchettato da una vistosa impalcatura per i restauri; peccato, ma noi ci rifacciamo trovando una veloce strada Austriaca che con molto “piacere di guidare” ci porta a Garmisch dove dormiremo per l'ultima volta lontano da casa, la nostra.

Flap

 

23 Agosto
Gottinger-Augsburg



Dalla ricerca della velocità al piacere della lentezza il passo è breve.

Così dopo un veloce trasferimento di 250 chilometri sulle “no limits” autostrade Tedesche ci buttiamo sulla Romantische Strasse.
Il passo rallenta all'aumentare del piacere, si guida nel verde, rilassati, inseguendo un piccolo paese dopo l'altro.
Paesi che si susseguono colorati, caratteristici e ognuno con una sua caratteristica, attrazione e bellezza particolare.
Ognuno meriterebbe, tempo permettendo, una sosta, ma anche solo attraversandoli a passo lento è un piacere.
Una sosta raccomandabile, tra le altre, è sicuramente a Rothenburg: una cittadina con una bella piazza circondata da negozi caratteristici e da edifici di pregevole fattura.
Quì, su questa strada dolcemente tortuosa, non serve correre, anzi, andando lentamente si ha l'occasione di guardare, non solo vedere; si possono scorgere particolari che uno sguardo frettoloso e veloce ci avrebbero fatto perdere.
La tappa per la notte è stabilita ad Augsburg, che ci appare in una calda estate piena di gente e di giovani, una bella città centro storico vivo e vissuto; dopo le fantasmatiche sere del nord si ricomincia a vedere la gente in giro alla sera, un modo anche questo per abituarsi al rientro.

Flap

 

22 Agosto
Naestved-Gottingen

Ore 7,00 il cielo nero scarica acqua a secchiate, eppure le previsioni dicevano miglioramento dalle ore 8,00...

 

Invece, e pure con due minuti d'anticipo, arriva un timido sole ad asciugare le selle che ci aspettano.
Il tempo di fare colazione, anche in questo l'Ostello merita tutte le quattro stelle di cui si fregia, e siamo in sella verso l'isola di Mon e le sue scogliere.
La campagna Danese si mostra in tutto il suo splendore con i toni di verde dei prati e dei campi di mais e con le sfumature dei gialli di quelli di grano maturo e di quelli già mietuti.
Il cielo è azzurro sopra le superstiti nuvole che il vento, fastidioso, ancora non è riuscito a dissolvere.
Un ponte, pregevole esempio di ingegneria civile come molti altri, collega l'isola alla terraferma buttandoci in piccoli paesi di basse case di mattoni immerse nel verde.
Una strada sterrata si perde nei boschi fino a portarci a strapiombo sulle bianche scogliere dell'isola di Mon (Mons klint), le più altre della Danimarca, che regalano un panorama sul Mar Baltico; una visita è consigliata.
Un altro ponte, maestoso come il precedente, ci riporta in continente per raggiungere Rodby dove prendiamo l'ultimo traghetto di questo viaggio, destinazione Puttgarden in Germania.
La teutonica terra ci accoglie con un forte vento che infastidisce la guida sulle veloci, anche se trafficate, autostrade Tedesche; ma noi dobbiamo scendere il più possibile verso sud per poter attaccare domani la Romantische Strasse, quindi coraggio e gas.
A Gottingen un B&B in autostrada diventa la nostra sistemazione per la notte; anche in questo caso,  come per l'Ostello, devo ricredermi sugli alberghi autostradali...
A domani.

Flap

 

21 Agosto
Turku-Naestved

L'alba su Stoccolma ci accoglie quando usciamo dall'elegante ventre della balena che ci ha portati in Svezia; la città è bella con i suoi caratteristici palazzi, colorati ed eleganti, le strade e le piazze sono pulite, ordinate, perfette; “inutile fare confronti” - penso mentre l'attraversiamo verso la periferia.
Appena usciti comincia una leggera pioggia che ci accompagnerà per qualche centinaio di chilometri; poi torna il sole, tra le bianche nuvole in campo azzurro, a colorare la natura e dare luce all'erica in fiore che bordeggia l'autostrada, gratuita e perfetta; ok, nessun confronto!
Il panorama è simile a quello Finlandese, natura prepotente ma più “addomesticata”, verso sud diventa sempre più “civilizzata” fino al ritorno del mare all'orizzonte.
Malmoe per noi significa passare in Danimarca attraverso il suo incredibile ponte, metà sopra il mare e per metà sotto infilandocisi direttamente come in un tuffo, da cui si riemerge direttamente a Copenaghen.
La capitale Danese meriterebbe una giornata per visitarla; tante le cose belle da vedere, anche se offuscate dalla fama di una piccola statua, la Sirenetta, carina sicuramente, ma certamente meno apprezzabile di altre cose in questa splendida città.
Svanita l'illusione di mangiare le cozze marinate sul canale, del resto sono le quattro del pomeriggio, riprendiamo la discesa verso sud alla ricerca di una sistemazione per la notte; un ostello 4 stelle sembra la soluzione migliore; mi aspettavo una camerata e invece siamo in una camera d'albergo con servizi e comfort, ecco cambiare in un attimo la mia opinione a riguardo.
Comunque dopo oltre 700 chilometri andava bene quasi tutto.

Flap

 

20 Agosto
Viitasaari- Turku

“L'onda lunga dell'asfalto......” cantano i Negrita, anche per noi è così: una striscia nera che scorre dolcemente nella natura portandoci verso Turku.

Gli occhi si perdono nel cielo azzurro macchiato da qualche bianca nuvola e nel verde dei panorami.
La fresca aria del mattino, scaldata da un tiepido sole, porta nel casco profumi di erba tagliata, di legno di pino e di resina.
Sarà che ci siamo svegliati in riva al fiume in una ampia stanza di un'antica casa Finlandese, abbiamo fatto colazione, circondati da oggetti di ogni tipo che farebbero la gioia di qualunque collezionista; una stanza che porta emozioni nostalgiche e ci incuriosisce nella sua estrosità.
Sarà tutto questo, ma i 400 chilometri di trasferimento non sono così noiosi come ci aspettavamo, anzi ci perdiamo volentieri a guardarci in giro, tanto la velocità è quella che è.
Turku è una bella città che si affaccia sul mare, con un caratteristico museo navale sul canale del porto che ci offre anche la possibilità di mangiare un piatto di pesce nell'annesso ristorante, con il sole che piacevolmente ci scalda.
Ormai è l'ora del traghetto che ci porterà dopo dieci ore di navigazione in Svezia; certo che per viaggiare su una nave da crociera in tre, in una bella cabina, con due moto al seguito, € 154,00 mi sembra davvero vergognoso... rifiutare; meglio non fare confronti...
Dopo un tour della nave è l'ora anche stasera della buonasera, domani altra nazione, la Svezia ci aspetta.

Flap

 

19 Agosto
Sodankyla-Viiitasaari

La verde Finlandia, natura prepotente, boschi a perdita d'occhio e splendide spianate di campi, ruscelli e fiumi che si buttano nei laghi; uno spettacolo per gli occhi.

 

Davvero uno spettacolo per noi che attraversiamo questa nazione da nord a sud.
Certo che seicento e più chilometri di rettilineo con il paesaggio di betulle, pini, prati e laghetti che scorre alternandosi all'infinito a 80-100 km/h fa rimpiangere nell'ordine:
a) il teletrasporto
b) il pilota automatico
c) il cruise Control
d) non aver trovato posto sul treno Rovaniemi- Helsinki
Quest'ultima opzione la consiglio caldamente...
Unica interruzione a questa lunga e diritta via crucis è il passaggio dal Circolo Polare Artico per noi occasione di sosta e tappa necessaria da ricordare.
Nello stesso luogo c'è anche l'attrazione principale di Rovaniemi; il villaggio di Santa Claus.
Una sorta di centro commerciale a tema con due punti meritevoli di nota per chi vorrà portarci i bambini, la mia è ormai un po' troppo grande: l'ufficio postale per spedire le “letterine” e un percorso “fantasy” che porta ad incontrare Santa Claus in persona.
Tolto questo, null'altro; ma forse visto con gli occhi di un bimbo il fascino è diverso.
Dopo questa sosta solo strada diritta nel verde; tanti motociclisti, sarà perché è domenica, ma in Finlandia ci sono davvero tanti Bikers, tante moto da gran turismo di grossa cilindrata, chissà dove andranno mai!
La stanchezza dei chilometri ci fa fermare in uno sperduto paesino dove un B&B in una casa di inizio secolo ci darà alloggio per la notte, anche questa una cosa da ricordare e raccontare al ritorno.

Flap

 

18 Agosto
Nordkapp-Sodankyla

Ci sono mattine in cui la moto sembra seguire i pensieri, fa esattamente quello che vorresti facesse, tutto viene senza fatica, con naturalezza.

 

Stamattina è stato così: nonostante l'asfalto inumidito da qualche goccia, la grossa “mucca” a cui assomigliava sul cavalletto si è trasformata in un gatto, un po' sovrappeso, che gioca sulla strada.
Sarà che noi abbiamo fatto una pantagruelica colazione “con tutto” e “Lei” ha il pieno di benzina?
Così andiamo, seguendo il serpente nero d'asfalto che si snoda lungo la costa, curve morbide e ben asfaltate con traffico prossimo allo zero; un sogno per ogni motociclista.
Procediamo così leggeri verso sud, senza fretta, interrotti solo da qualche simpatica renna che vuole provare e farci provare un po' di ebrezza, ancora immersi nei panorami Norvegesi.
Il confine con la Finlandia si presenta con un interminabile rettilineo che corre tra boschi di pini.
Il panorama si è appiattito: il verde domina con  tutte le sue gradazioni fino a virare al giallo di un inizio di autunno, gli alberi si specchiano in laghi e laghetti mentre renne e cervi pascolano tranquilli.
Il cielo è tornato sereno e il sole ormai si nasconde raramente dietro a qualche nuvola bianca.
Decisamente bella anche la Finlandia, ma la strada è tremendamente dritta, chilometri e chilometri, le curve più impegnative sono le rotonde delle cittadine, che distano circa 60 km una dall'altra; quindi bosco, lago, renne, laghetto, bosco, bosco, lago, bosco, lago, bosco, renne, lago, bosco............un'agonia.
Meglio fermarsi a dormire, per oggi di natura ne abbiamo vista abbastanza.

Flap

 

17 Agosto
Alta-Honnisngsvag (Nordkapp)

Verso nord il panorama si appiattisce; la vegetazione diventa più rada e brulla, cominciano ad apparire le renne, prima timidamente, poi sempre più numerose, fino ad invadere persino il nastro d'asfalto, cosa divertente e curiosa, che però ci fa rallentare il passo per evitare di abbracciarne una dopo qualche curva.

La strada si fa sempre più tortuosa in prossimità del capo, la moto sembra sentire il richiamo del Nord e pare avere una spinta in più.
Eccoci, siamo a Capo Nord, la meta è raggiunta, il “Globo” è davanti a noi.
In realtà a Nordkapp non c'è nulla di eccezionale: un piccolo museo, una struttura commerciale e questo mappamondo in ferro.
Nulla, ma nello stesso tempo “tutto” per quello che questo posto rappresenta: il punto più a nord dell'Europa raggiungibile su strada, un posto magico che offre in alcuni periodi spettacoli della natura unici, un punto di riferimento e un sogno per molti motociclisti tra cui noi.
Ce l'abbiamo fatta, siamo arrivati, ma per noi non era un traguardo, bensì un pretesto per questa nostra avventura che adesso che è giunta alla meta è pronta per ricominciare, o meglio proseguire.
Certo che arrivare fin qui nell'anno del mio mezzo secolo d'età, prendendo in braccio mia figlia come la prima volta, 18 anni fa, è un'emozione che solo chi è padre saprà comprendere.
Naturalmente un'occasione così non poteva che essere fortunata, sarà che è venerdì 17: dopo le foto di rito nel giro di mezz'ora una fitta nebbia ha avvolto il capo, ma ormai noi i nostri “ricordi” sono immortalati.

Flap

 

16 Agosto
Andenes-Alta

Il salmone affumicato a colazione non fa più impressione, anzi ci piace e ci stiamo prendendo gusto al salato di prima mattina, ovviamente seguito dalla nostra tradizione di pane e marmellata e caffè, o quello che gli assomiglia, gli altri due viaggiatori ormai hanno desistito e son passati al the, ma io resisto.
Il traghetto che ci riporta in continente è l'occasione per un sonnellino supplementare e per dilettarsi in giochi infantili per passare le due ore di traversata.
La tappa di oggi è una di quelle lunghe di trasferimento, quasi 500 chilometri sulle solite strade che costeggiano il mare e si spingo all'improvviso all'interno salendo per poi ridiscendere al fiordo successivo.
Le nuvole ci accompagnano, a tratti la nebbia trasforma tutto in bianco e nero; il paesaggio è bello ma non come quello che abbiamo visto sulle isole e poi ormai ci siamo abituati a questi panorami.
Fa freddo, o meglio subiamo il cambio repentino di temperatura che da 10° passa in pochi chilometri a 17° per poi riscendere poco dopo attorno ai 13° che è quella che oggi ci ha accompagnato maggiormente.
Francesca è silenziosa, ma del resto in moto si fa fatica a comunicare; siamo due persone che viaggiano insieme isolate dai caschi e dal vento, ma unite.
Ci conosciamo da 18 anni, ormai basta uno sguardo, un contatto o un gesto che valgono più di tante parole.
Mi trasmette la voglia di continuare, di proseguire questo “andare” che ormai l'ha coinvolta e gli piace.
Ormai ci siamo, domani si arriva alla meta del viaggio, sempre che davvero sia quello l'obbiettivo.

Flap

 

15 Agosto
Andenes-Andenes

Chilometri zero, oggi le moto sono rimaste nel parcheggio ad aspettare domani.
Da buoni motociclisti “normali” ci siamo ritagliati una giornata da turisti al mare, o meglio sul mare.

Non abbiamo mai visto le balene, quindi l'occasione di partecipare a un “Whale Safari” ci ha intrigato ancora prima di partire dall'Italia.
Quì ad Andenes c'è un rinomato centro di ricerca che organizza escursioni con la quasi certezza di vedere i cetacei, normalmente capodogli, ma anche orche, delfini, globicefali, ecc.
Una visita al piccolo Museo e poi in barca verso il mare aperto alla ricerca dei giganti del mare.
Dopo quasi due ore di navigazione le speranze di vedere qualcosa oltre la nebbia e i gabbiani stanno scemando; all'improvviso un “soffio” in lontananza ci eccita, ci avviciniamo fino ad arrivare vicino al capodoglio che ci saluta con una immersione mostrando la sua coda
Siamo abbastanza soddisfatti da poter tornare verso il porto, ma poco più avanti la sorpresa di un altro esemplare più grande che ripete lo spettacolo.
Il lungo rientro diventa freddo e noioso, ma a sorpresa un'orca che ci taglia la strada e scompare velocemente in lontananza con la sua lunga pinna.
Sei ore in barca sono alla fine faticose come una giornata in moto.
Emozioni nuove con il risultato di aver potuto riposare le nobili “ciapet”, in attesa dei chilometri previsti per domani.
Stasera al ristorante nel menù c'è anche la bistecca di balena; per non scatenare gli animalisti e gli animi sensibili vi lascio nel dubbio sulle nostre scelte.

Flap

 

14 Agosto
A (Lofoten) – Andenes (Vesteralen)

Giornata dedicata alle Isole:  prima le Lofoten, da dove partiamo, isole di pescatori che si riconosce dai tralicci dove viene appeso il baccalà da essiccare, una tradizione che ha meritato addirittura un piccolo museo.
Sparsi sulle isole ci sono piccoli borghi con case rosse in riva al mare, come Henningsvaer che viene chiamata pomposamente “Venezia delle Lofoten”, un paesino di mare suggestivo con case  che si affacciano sul canale rendendola meritevole di una sosta.
Strade che costeggiano il mare, strette, da percorrere lentamente, senza fretta, perdendosi nel paesaggio, spiagge e insenature che si susseguono sempre diverse e inaspettate con le rocce a fare da padrone.   Il caldo sole rende ancora più piacevole tutto. Sì, anche oggi una splendida giornata; lo so, stiamo esagerando con la fortuna, nonostante un gatto nero ci abbia attraversato la strada, ma io li adoro e forse per contrappasso accresce la buona sorte.
Le Lofoten scorrono veloci fino a Fiskebol; il traghetto ci porta a Melbu dove comincia il nostro attraversamento delle Vesteralen, sicuramente meno belle delle precedenti. La nostra meta di oggi è Andenes, il punto più a nord delle isole, dove partono i Whale Safari.
A quasi 20 km dalla meta le nuvole basse ci immergono in un paesaggio da autunno Lombardo con la temperatura che scende immediatamente di 5 gradi, arrivando a 12.
Di nuovo troviamo una Rorbu sul mare; continuo a ritenere ridicolo chiamare questi mini appartamenti accoglienti e dotati di tutti comfort “Case dei pescatori”, ma va bene così.
La serata prende la solita piega; mentre ci alterniamo in doccia, ognuno prosegue nelle abituali attività di viaggio: Fabio verifica i percorsi pianificati in precedenza, Francesca riprende i contatti con il suo mondo tramite I-Phone mentre io scarico le foto e i filmati della giornata sul PC, che più tardi rivedremo insieme davanti ad una tazza di the, in attesa che Francesca finisca di controllare questo articolo.
Un'altra giornata è passata, a proposito, buonanotte.

Flap

 

13 Agosto
Aas- A (Lofoten)

Svegliarsi con la vista su un fiordo sta diventando un'abitudine, non lo facciamo apposta, ma evidentemente la fortuna ci aiuta, per di più anche oggi c'è il sole.
Una lunga attesa per il traghetto si trasforma in un'occasione di conoscenza con un simpatico Norvegese che normalmente fa il marinaio in giro per il mondo, ma oggi aveva voglia di moto, voglia repressa dal clima di queste parti che ne permettono l'uso solo da  metà maggio a settembre.
Un personaggio come lo sono tutti i motociclisti, amante dell'Italia e della sua cucina, cavalca una vetusta Honda Nighthawk 450 importata dall'America e sostiene, come dargli torto, che i cavalli a volte non servono, su queste strade è meglio una moto leggera e agile, sufficiente per divertirsi.
E poi chiacchiere a ruota libera su Valentino Rossi, sul tempo e sulle abitudini norvegesi in un tentativo continuo di intendersi nel mio stentato Inglese.
Oltre a confermarci la nostra fortuna climatica ci chiede come mai facciamo questa strada invece di quella scelta da quasi tutti, più veloce e diritta. Aggiunge però subito che quella che vogliamo fare è più divertente, adatta alle moto,oltre che molto panoramica.
A noi piaceva l'idea di arrivare a  Bodo, per imbarcarci verso le isole Lofoten, seguendo la costa e attraversare il circolo polare via mare.
La strada si conferma come descritta dall'amico motociclista, ricca di curve, poco trafficata e con panorami che meriterebbero una foto ad ogni curva.
E così procediamo, giocando tra le curve con qualche sosta per contemplare il ghiacciaio che si butta nel mare o gli scorci dove il mare racchiuso dai monti fa da padrone, aprendosi a volte in una moltitudine di isolette ricche, come la costa, di tipiche abitazioni di legno dipinte di rosso scuro.
Bodo ci accoglie con un traffico da metropoli Italiana; appare come una città brutta nella sua modernità di centro vitale di comunicazione e commercio.
Le tre ore e mezza di traghetto verso le isole ci permettono di riposare un po', del resto di “moto” ne stiamo facendo abbastanza.
Alle 23,00 comincia la ricerca della sistemazione per la notte che, con la solita fortuna che ci accompagna, ci fa trovare una “Rorbu” (casa dei pescatori) da tre locali più servizi, ovviamente in riva al mare.
Uno sguardo al cielo stellato e buonanotte.

Flap

12 Agosto
Kastriuum-Aas (Mo i rana)

Un phon manda aria calda su magliette calze e mutande che dopo la lavatrice di ieri sera hanno bisogno di un po' di aiuto per essere asciugate.
Anche questo è “viaggio”: i piccoli problemi; la difficoltà con una lingua che non si conosce, dove anche l'Inglese più che masticare si sputa, eppure ci si capisce con i Norvegesi e con gli altri viaggiatori, siano essi Spagnoli, Tedeschi, Austriaci o Lituani, grazie alla lingua dei gesti, ma soprattutto alla volontà di capire e di farsi capire.
Il viaggio è anche scoprire che la metodica distribuzione nelle borse in realtà non funziona, non è pratica, quindi giorno per giorno la si adatta fino a trovare la soluzione migliore.
Il viaggio è andare. Oggi un trasferimento lungo più di 700 km, una pausa a Trondheim per un'occhiata alla cattedrale e ai caratteristici dock sul canale, poi solo andare.
Nulla da vedere? Affatto. Tutto da vedere, tutta la natura e i paesaggi che scorrono di fianco a noi, o meglio noi ci immergiamo in essi.
Le montagne e le costruzioni colorate che si specchiano nell'acqua dei fiordi insieme al cielo e alle nuvole che solo pochi chilometri più in là si abbassano ammantando tutto di un freddo grigio, per poi tornare a lasciare il posto al caldo sole.
Una continua variare di colori e di temperature che oscillano anche di 5° nel giro di breve tempo.
E poi la strada, tanta, ma morbida, perfetta, sia sulle coste sia attraversando i boschi che ci portano in alto e poi ci rituffano verso il mare.
Un susseguirsi di curve da raccordare, da pennellare dolcemente alla ricerca della curva perfetta.
Anche questo è il viaggio: il piacere di guidare, ma anche il trovarsi con il computer di bordo che indica pericolosamente un'autonomia di 6 km quando si è in mezzo alle montagne, finché, per dirla come Battiato “che felicità ci dà l'insegna luminosa quando siamo in cerca di benzina....”
Il viaggio è cercare da dormire alle 20,30 bussando alle porte per scoprire che il campeggio più vicino è a 30 km. Il viaggio è, una volta trovata una Hytte, prepararsi un tè caldo discutendo sulla tappa di domani.

Flap

11 Agosto
Hellesylt-Kanestraum



Anche senza le stelle cadenti di S. Lorenzo il nostro desiderio di bel tempo è stato esaudito.

Un sole caldo e un cielo terso ci accolgono appena saliti in sella.
Il tempo ideale per la crociera sul Geirangerfjord, forse il più famoso e caratteristico dei fiordi Norvegesi.
Sono solo 20 km ma pieni di scorci e cascate suggestive con una loro storia e/ leggenda che fatichiamo a tradurre mentre viene raccontata in tedesco, inglese e francese, ma non in Italiano.
Appena sbarcati dal livello del mare con una salita di 20 km per arrivare a 1500m di altezza del Dalsnibba dove la splendida giornata ci permette una vista sul fiordo e su un panorama a 360°
Ci tuffiamo di nuovo sui tornanti per la strada delle Aquile da dove si raggiunge un punto panoramico che mostra ancora il fiordo di Geiranger e le sue attrazioni naturali.
La giornata è ricca di cose da vedere e di splendide strade da percorrere, strade che costeggiano le montagne in riva a specchi d'acqua, in un continuo saliscendi, tanto da farmi perdere.
Perdere non la strada, quella è sicura e impostata sui navigatori da Fabio che si è preso l'incarico di tracciatore di rotte, bensì nel capire se siamo in riva a un grande lago di montagna o a un piccolo fiordo.
La Trollstigen non è altro che una strada di montagna, ma resa suggestiva da 11 bei tornanti e dalle cascate Stigfossen, si percorre in un'attimo, ce la gustiamo tutta e siamo ancora in riva al mare a costeggiare fiordi.
Proviamo l'ebrezza dei tunnel sottomarini pensando che noi per attraversare uno stretto dobbiamo invece pensare ad un ponte, onore all'ingegneria dei Norvegese.
L'ultima chicca l'abbiamo lasciata per ultima con l'Atlantic Road, strada che unisce diverse isole costeggiando l'oceano, caratteristica soprattutto in un suo ponte che sembra un toboga di Gardaland,  e noi da buoni cinquantenni torniamo bambini percorrendolo avanti e indietro per 7 volte, poi mia figlia demandata alle foto e ai filmati ha detto “papà  adesso basta!”
La ricerca di un posto per dormire ha esito positivo trovando una camera, o meglio un appartamento  completo a nostra disposizione in una casa privata con due gentilissimi e disponibili proprietari.
Proprio vero che quando una giornata inizia bene....

Flap

 

10 Agosto
Bergen – Hellesylt



Vedere la figli aprire gli occhi al mattino è sempre un'emozione, se succede in una bella camera d'albergo a Bergen a migliaia di distanza da casa di più.
Comincia così la giornata di oggi, una colazione “atipica” con un tramezzino succo d'arancia e te e siamo già in sella verso ???? costeggiando il Sognefjord, il più lungo fiordo Norvegese con i suoi 200 km e che arriva alla profondità di 1300m.
Praticamente lo spazio tra due montagne sommerse, di fatto la Norvegia è piena di montagne, apparentemente basse con i loro 1400 metri più o meno, ma se contiamo le parti sommerse le cose cambiano.
Cambia tutto rispetto alle nostre montagne, è bastato salire a 1400 m per trovare ancora la neve sul Sognefiell e vedere i ghiacciai, un centinaio di chilometri più in là ed ecco i laghi ghiacciati a soli 1200 metri nonostante siamo ad agosto e con circa 10° di temperatura.
Spettacoli della natura che ci colpiscono e che ci affascinano come è successo poco prima con gli scorci del Sognefjord.
Altrettanto spettacolare la Starvikke di Lom, chiesa interamente in legno di che merita una sosta.
Una giornata su strade poco frequentate rispetto ai soliti itinerari, ma che meritano sicuramente.
Certo la tappa si allunga, oggi sono stati oltre 500 km di cui molta montagna, ma anche stasera nell'albergo, molto più modesto di ieri, il sorriso splende sui nostri stanchi visi.
Proviamo ad affacciarci sulla terrazza che da sul fiordo in cerca di stelle cadenti di S. Lorenzo, ma le nuvole hanno coperto il cielo negandoci un desiderio in più, ma per il momento il nostro desiderio lo stiamo vivendo.

Flap

9 Agosto

Preikestolen – Bergen


“Siamo fuori dal tunnel......” cantava Caparezza e oggi poteva essere l'inno della giornata.

Decine e decine di gallerie quelle che abbiamo incontrato; alcune brevi, molte lunghe qualche chilometro, e poi ad ogni uscita il panorama abbastanza monotono, ma mai stancante.
Il mio silenzioso zainetto si perde guardandosi in giro e imprimendo negli occhi e nella macchina fotografica immagini che probabilmente resteranno indelebili.
Pini, rocce a strapiombo che si tuffano nell'acqua, su qualche cima ancora un po' di neve, sembra di viaggiare sulle Dolomiti, peccato che il “lago Alpino” in realtà è salato, e non siamo a 2000 metri, ma a livello del mare.
La strada che costeggia il Fiordo di Herdanger è movimentata da curve piacevoli con un asfalto quasi sempre perfetto, un piacere per la guida, ma i limiti Norvegesi frenano i bollenti spiriti, come ci riescono le fresche acque delle suggestive cascate di Latefoss.
Danzando questo valzer lento con qualche traghetto come intermezzo, arriviamo a Bergen, il porto commerciale più famoso della Norvegia e carico di storia come testimoniano ancora le costruzioni in legno di Bryggen, una città moderna nella sua storicità e bella da visitare, allegra, colorata come la piazza del Torget e il suo mercato del pesce, che ovviamente abbiamo voluto assaggiare.
Quattro passi per sgranchire le gambe intorpidite dalle ore in sella approfittando della fortuna di aver trovato uno dei pochi giorno senza pioggia a Bergen.
E domani si riparte, il viaggio continua.

Flap

Non sempre riesco ad aggiornarlo in giornata e l'upload delle foto è faticoso, ne trovate qualcuna in più sulla pagina di Facebook di aMotoMio.

 

8 Agosto
Kristiansand –Preikestolen


Si comincia con una colazione improbabile per noi italiani con un brodo primordiale caldo che dovrebbe rappresentare il caffè.
Poi via sulle strade che scorrono tra gli alberi che a tratti lasciano intravedere corsi d'acqua e fiordi.
La strada inviterebbe a guidare allegri, ma i limiti Norvegesi e il terrorismo fatto sui vari forum sulla inflessibilità degli agenti fa tenere un passo ad andatura codice.
Quindi guardiamoci in giro e lasciamoci rapire dagli scorci che a questa velocità son belli da osservare, sarebbe bello anche condividere e commentare con Francesca quello che vediamo, ma l'interfono ha deciso di “lasciarci” così torniamo ai solidi gesti d'intesa e a urlare nel casco come si è sempre fatto in assenza di diavolerie elettroniche.
Sono previsti pochi chilometri, perché vogliamo salire al Preikestolen, in sostanza un modo diverso di concepire il “Moto Alpinismo” e passatemi la battuta.
Quindi nel primo pomeriggio lasciamo le moto al parcheggio per affrontare due ore di salita, su una mulattiera degna di uno stambecco masochista, per raggiungere questo sperone di roccia che si affaccia da  577 a piombo sul fiordo di Lysefjord
Una sfacchinata tremenda al ritorno siamo devastati, ma anche la più giovane, anche la più pigra, alla fine ritiene che ne sia valsa la pena, uno spettacolo unico della natura che in foto non riesce a rendere fino in fondo l'idea.
Per me la soddisfazione di essere riuscito a smuovere, anche attraverso la moto, una ragazza che solitamente, se può, dorme fino a tardi e se riesce evita il fastidio di una fatica.
Eccola alzarsi senza discutere e prepararsi vestita di tutto punto per affrontare centinaia di chilometri e avventurarsi sui monti con il sorriso sul viso.
Potenza della Moto?

Flap

 

7 agosto 2012
Amburgo-Kristiansand

Il sole che filtra dal finestrino ci rapisce dalle braccia di Morfeo che ci ha cullato con il ritmo del treno; luce che sembra essere di buon auspicio dopo la pioggia che cadeva 700 km più a sud.

 

 

Ci godiamo il tempo che manca con una colazione abbondante e i colori della campagna che scorre velocemente al nostro andare.
Scarichiamo le  moto con le stesse preoccupazioni di ieri, ma questa volta i metri da percorrere nel “tunnel” sono molti meno.
Ci aspettano oltre 500 km per raggiungere Hirtshals, tutta autostrada che scorre tra campi che mutano di colore dal giallo del grano al verde dell'erba passando da tutte le sfumature dei marroni.
Il sole scalda, ma non disturba, all'orizzonte però ci attendono minacciose nuvole nere che come previsto scaricano su di noi secchiate d'acqua che impongono l'uso delle tute dell'acqua.
Solo un temporale in realtà, uno dei tanti che incontreremo lungo questa tratta.
Pioggia e sole che giocano a rincorrersi mutando il cielo dal grigio all'azzurro più volte con la costante compagnia di Eolo e i suoi venti che invece ci accompagnerà fino al porto.
Solo i paesaggi e Francesca che canta nell'interfono rendono meno noioso il trasferimento, ammetto di averla censurata qualche volta con  una disconnessione tattica quando attaccava con “il pulcino Pio”, potete comprendermi credo.
La Danimarca ci accoglie con un cielo di candide nuvole su sfondo azzurro, la pioggia non minaccia più ma in compenso il vento diventa fastidioso, le moto viaggiano inclinate guidate da noi, improvvisati Skipper, per contrastarne la forza.
Sarà per questo che ci sono, in queste zone così tante eliche per energia eolica?
Un tramonto ci sorprende all'improvviso, quando lasciamo la stiva della nave dopo aver caricato le nostre due ruote, fedeli compagne a cui abbiamo dato appuntamento più tardi probabilmente  questa volta in compagnia della Luna.
La Norvegia e Kristiansand ci aspettano e anche l'albergo dove non vediamo l'ora di riposare e rinfrescarci.
Domani è un altro giorno...

Flap

 

6 agosto 2012
Vittuone - Innsbruck

Si parte.....
La moto è un bisonte pesante e solo in movimento ritrova la sua indole di facile viaggiatrice.
Fra si isola subito con la sua musica lasciandomi solo con i pensieri.
L'autostrada scorre veloce verso il ritrovo con Fabio che ci accompagnerà in questa avventura.
Colazione all'autogrill, foto di rito e di nuovo via sul lungo nastro d'asfalto che ci porterà in Austria.
Alla faccia delle previsioni il caldo è torrido e anche sulle montagne ci avvolge regalandoci sane sudate.
Il traffico è da partenza intelligente......ma sull'autostrada del Brennero di lunedì cosa ci fa tutta sta gente!?
Solo dopo Bolzano possiamo correre alla velocità codice che ci permette di arrivare a Innsbruck con largo anticipo.
C'è tempo di fare un giro per la cittadina austriaca prima di raggiungere la stazione dove caricheremo  le moto sul treno.
Sì, il treno; inorridite pure voi motociclisti veri, se fossimo stati della categoria dei grandi dei grandi viaggiatori probabilmente avremmo affrontato il viaggio in maniera più avventurosa e magari con mete meno probabili, ma siamo motociclisti “normali” al primo viaggio veramente lungo, un'impresa per noi.
Quindi abbiamo optato per evitare la lunga e noiosa autostrada tedesca a favore del pratico treno che ci permette di guadagnare mezza giornata e arrivare in Norvegia un po' più freschi.
Scelta che visto, l'acquazzone che si è scaricato alla stazione ci ha convinto del tutto.
Avete mai provato a caricare una moto sul treno? Casco in testa obbligatorio; pericolo zuccate sul basso soffitto delle bisarche che sono poco più alte del cupolino del mio GS e percorrere questo scivoloso corridoio di vagoni per oltre 100 metri in queste condizioni non è divertente.
Ora non ci resta che aspettare, in una sala d'attesa con musica degna del film “Shining” di Kubrick, di poterci appisolare nelle cuccette, sperando che all'arrivo ad Amburgo la pioggia che sta cadendo non ci accolga con la stessa intensità.

Flap

5 Agosto 2012 "I bagagli"

E così ci siamo, l’ultimo dubbio dei bagagli e “ci starà tutto” è superato, la “Mucca” è carica.
L’emozione è alle stelle, i dubbi e le incertezze si spengono guardando negli occhi mia figlia che se ha sempre dimostrato abbastanza distacco oggi nel preparare le borse ha dimostrato quanto ci tenga e quanto desiderio ci possa essere per un’avventura che probabilmente rimarrà indelebile nella memoria.

Mancano solo i piccoli particolari, caricare gli apparecchi elettronici e andare a dormire, per quanto sarà possibile.
I pensieri correranno alla lista mentale delle cose da portare, con il costante dubbio di aver dimenticato qualcosa, e la speranza che il temporale estivo non ci accompagni da subito.
Sappiamo che freddo e pioggia saranno nostri compagni di viaggio, ma cominciare bene ci farebbe piacere.
Domani si parte. Proverò a raccontarvi, nel limite del possibile e delle mie capacità tecnologiche di farvi viaggiare con noi, una foto al giorno e qualche parola, non c’è uno schema da seguire, seguirò le sensazioni che verranno da questo nostro viaggiare.

Flap
"Prologo"


Ogni Motociclista ha un sogno, spesso molti di più, un sogno per molti è un viaggio da ricordare.
Per molti un sogno è andare a Capo Nord.
Io da Motociclista Normale subisco e mi unisco a questo sogno.

Che cosa mancava per realizzarlo? Probabilmente la scusa e il “Complice” giusto.
La scusa è il cinquantesimo compleanno, il complice, quello perfetto, è la figlia che compie nel frattempo i suoi diciotto anni.
Ecco quindi il progetto di questo viaggio, normale per molti e forse scontato, ma tremendamente emozionale per chi non è esperto in grandi viaggi, un padre che si mette in gioco dividendo sella e ventuno giorni con la figlia, due generazioni a confronto, spesso lontane, e con idee ed esigenze diverse.
Tanto tempo insieme ed emozioni da condividere in contrasto con la vita normale che li vede lontani per i ritmi che la vita impone.
Eccoci allora a progettare il “Nostro” viaggio che proveremo a raccontarvi giorno per giorno su questo portale, un diario di viaggio condiviso, che vi porterà con noi in questo “andare”.
Non vi descrivo il tragitto, lo scopriremo insieme, vi dico solo che più si avvicina la data di partenza più la paura aumenta, la sensazione d’inadeguatezza, il terrore di non farcela e la tensione cresce, ma la voglia di realizzare questo piccolo sogno è sufficiente per vincere tutto.
Un viaggio che sarà anche un Test.
Un test personale di condivisione tra padre e figlia innanzitutto, ma anche di accessori e abbigliamento, questo è in fondo lo spirito di aMotoMio.it, che sottoporremo a questa prova di durata lunga circa 9000 km.
Molte Aziende ci hanno dato fiducia e hanno accettato la nostra proposta quindi anche per loro una piccola sfida nei confronti di chi userà da utente i loro capi e prodotti.

Questo il materiale che useremo e le aziende che viaggeranno con noi:

Caschi Caberg Modello Duke
Interfono Cellular Line F5
Giacca Unstoppable di OJ
Pantaloni Riderpant di OJ
Guanti Fighter di OJ
Tuta antipioggia Total Fluo di OJ
Paraschiena Spine EVC e Shield evo di Zandonà
Completi intimi e calze di SIXS
Stivali Horizon e Nero di Forma
Borse interne ed esterne di BMW GSemotion

Senza dimenticare:
F.lli Moro per le Gomme
Autoclass per l’assistenza meccanica
Cinque Anelli per la sempre fattiva collaborazione

Un grazie in anticipo all'amico Fabio, anche lui al traguardo del mezzo secolo, che ci accompagnerà condividendo quest’avventura.

Ci siamo, siamo pronti, seguiteci e viaggiate con noi.

Flap e Fra

Back To Top