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Sabato, Sab Gen 2021

PAZZIA O CORAGGIO…

Acqua, acqua e ancora acqua. L’inverno è capace di farti andare fuori di testa. La moto chiusa in garage, freddo e strade allagate. Fin quando sbielli, vai in fuori giri e ti devi inventare qualcosa per saltare in sella.

Ti attacchi così alle previsioni, alla speranza e anche a qualche Santo. Controlli tutti i siti meteo e alla fine, con poca lucidità dettata dall’astinenza da due ruote, decidi di partire. Il tempo di caricare la moto, e sotto il diluvio universale salti in sella, sotto gli sguardi increduli di chi ti incrocia per strada incapace di comprendere a fondo il perché di tanto masochismo. Una signora elegante e ben coperta dal suo enorme ombrello guarda ed esclama “complimenti per il coraggio (pausa enfatica) o per la pazzia”. Già forse è pazzia anche perché ci sono momenti in cui anche la tua fede incrollabile si incrina come ad esempio quando vedi campeggiare su un cartello la scritta “mezzi antineve in azione” e la neve, quella vera la trovi sul serio sul Turchino. E lì ti appelli a tutta la tecnologia che esiste, manopole e giubbino riscaldati, doppio giubbotto impermeabile e tante imprecazioni; ma in cuor tuo lo sai che sarai premiato, che prima o poi il sole arriverà.

 



E INFATTI AL CONFINE…
Come per magia varcare il confine a Ventimiglia è come entrare in un teletrasporto, alle spalle l’inverno, in faccia un sole talmente luminoso da accecare; come un colpo di gas fosse bastato a far arrivare la primavera. Tanto che alla sosta pranzo bisogna levare qualche strato di vestiario per non avere troppo caldo e si può tranquillamente mordere un panino all’aperto, un pranzo fast perché la sete di sole, mare e curve ormai è diventata una scimmia urlatrice che dalla spalla sbraita e spinge per tornare in sella.
Mentone, Montecarlo, la Croisette…nomi noti e forse noiosamente famosi scorrono via in mezzo alla gente felice che passeggia leggera come gli abiti che indossa sul lungomare. Nessuna sosta, un’idea frulla in testa, l’obbiettivo per sgranchire le gomme è un altro.



CURVE IN “ROSSO”
Appena dopo Cannes, seguite le indicazioni per Madelieu. Da li parte una delle più belle strade a picco sul mare che si possano percorrere in moto. La Corniche D’or ci porta, infatti, a Saint Raphael in un susseguirsi di curve al limite dell’incredibile, con lo sguardo che balla dall’asfalto agli splendidi paesaggi che si aprono via via, per mostrare le “rocce rosse” che precipitano in mare in calanchi da favola. I pensieri si mischiano allo spumeggiare del mare, nell’incredulità che qualche ora di sofferto viaggio poi possa regalare tutto questo, quasi come avessimo preso un aereo per i Caraibi e fatto ore di volo e non invece essere usciti in moto direttamente dal nostro garage.



VILLAGGIO DI PESCATORI
Questo era Saint Tropez fino all’arrivo trionfale di Brigitte Bardot con il film “Piace a Troppi”negli anni ’60, proiettato da lì in poi nell’olimpo delle località più esclusive d’Europa. Da piccolo borgo dedito alla pesca a “parcheggio” di Immensi Yacht e passerella del Jet Set Internazionale. Ma se per un attimo distogliamo lo sguardo da tutto il clamore legato al nome, e ci avventuriamo un po’ nell’entroterra si trovano ancora scorci e strade davvero da favola.

Nota di assoluto merito marchiata con il bollino “imperdibile” la strada (anche se mi verrebbe da chiamarla pista ) che collega Grimaud a La Garde-Freinet, facendo molta attenzione potrebbe dare…dipendenza e il rischio di passare la giornata a fare su e giù è molto alto. Giusto il tempo di un caffè in un bistrot incastonato dentro una piazzetta grossa come la moto e poi giù di nuovo verso la costa, continuando a stupirsi di quanto sia perfetto l’asfalto che si prende a braccetto col clima altrettanto incredibile.  Una sosta al porto di Saint-Tropez è d’obbligo per qualche foto ad effetto, tanto per far rosicare un po’ chi ci diceva che non avremmo mai avuto il coraggio di partire. Colmato e calmato un po’ l’ego da sborone insito in tutti i motociclisti (e vi prego non tentate di negare) ci lasciamo alle spalle il tempio della mondanità, che di domenica e con un sole così siamo convinti in poche ore verrà preso d’assalto e noi la folla non la amiamo molto.



A MONTERCARLO NON SI SCHERZA
L’idea è quella di rientrare in Italia senza calcare le autostrade francesi, ed è quello che riusciamo fare, ma questa volta l’ego di cui sopra ci fa rischiare una multa salatissima; per rubare una foto davanti al casinò piazziamo belli belli le moto davanti all’ingresso…peccato che…non si può. La polizia monegasca ci “pizzica” subito e ci da una strigliata verbale come non mai, ma poi alla fine dietro l’aspetto burbero il gendarme ci grazia e ci lascia andare senza conseguenze, non prima di un’ulteriore lavata di capo. Quindi occhio, la foto davanti al casino di Montecarlo NON si può fare pena una multa che può costare come l’intera vacanza.



L’ESSENZA DEL VIAGGIO
Che un viaggio sia un mix di passione, pazzia, condivisione, intuizione e fantasia lo sappiamo tutti; ma che un viaggio in due giorni ti dia così tante belle sensazioni non è la consuetudine. Forse la voglia di fuggire dall’inverno, forse le strade assolate che abbiamo percorso, forse il sole che risveglia la serenità nel cuore hanno reso questo “mare d’inverno” proprio speciale, proprio come “un film in bianco e nero che si colorerà”. Vorrei re-incontrare la signora della partenza per dirle che il coraggio ha pagato…ma forse lei lo sapeva già.



LE MOTO
Per questa fuga dall’inverno abbiamo scelto due viaggiatrici d’eccezione. Una “debuttante” ovvero la Suzuki V-Strom 1000 e una regina incontrastata delle avventure da cui appunto ne deriva il nome, la BMW R 1200 GS Adventure. Due mezzi che ci hanno concesso 1000 km in due giorni attraversando praticamente due stagioni senza mai una preoccupazione o un ripensamento, in relax e in tutta comodità. E devo dire che entrambe attirano gli sguardi, anche a Saint Tropez, anche a discapito di Yacht da decine di milioni di euro.
Un GRAZIE ENORME a BMW Motorard Italia e Suzuki Italia per averci messo a disposizione le moto per il viaggio. 

MOTOCICLCISTI MANIACI
Moto talmente belle che non meritavano di essere lasciate sporche di neve, fango e sale. Due primedonne devono sempre essere perfette e quindi in un attacco di perfezione assoluta abbiamo dovuto lavarle per farle splendere ancora di più sotto il sole della Cote d'azur:
Motomaniaci? alzi la mano chi non lo avrebbe fatto.

*Dove Abbiamo mangiato: 
Restaurant “Le Grain de Sel”, 6 rue 11 novembre, Cogolin. 18 coperti in tutto, praticamente si mangia in cucina; magari più adatto a cene romantiche che a motociclisti brutti sporchi e cattivi offre pietanze di altissima qualità. Ottimo

*Dove abbiamo dormito:
Hotel “Coq”, Place de la Replublique, Cogolin. Tel. +33494541371. Ottimo rapporto qualità prezzo in bassa stagione. Camere semplici ma carine. Comodo parcheggio privato per le moto. Consigliato.

*Abbigliamento del viaggio:
Flap: Casco Caberg Tourmax – Giacca Macna Macna Concrete Night Eye - Pantaloni Macna Mercury – Guanti Macna BoraxStivali TCX Infinity Goretex – Intimo SIXS e PromoJeansGilet Warmme CapitParaschiena Zandonà - Borsa da serbatoio Shad - Borsa Stagna Amphibious - Interfono U-Clear
Fagna: Casco LS2 FF370.1 Easy - Giacca e Pantaloni Rev-it Horizon - Stivali Alpinestars - Guanti Eska - Intimo Sixs - Gilet Warmme Capit- Paraschiena BMW - Interfono U-Clear

Filmato realizzato con Videocamera Sportcamera AEE SD20

Fagna

 

 

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