Categoria: Turismo

La ricerca del luogo dell'anima ci spinge spesso lontano, con quella inesorabile spinta che porta soprattutto noi motociclisti a macinare migliaia di chilometri alla ricerca del luogo che trasmette qualcosa di speciale. Capita però che come la ragazza della porta accanto è l'amore di cui non ti sei mai accorto, anche il luogo dell'anima non si trovi poi così lontano.


Parlare delle colline del Monferrato per me è come parlare dell'approdo all'isola che non c'è, un fremito di bambino mi percorre la schiena e non vedo l'ora di salire di nuovo in sella per vedere se strada dopo strada, qualche altro angolo di paesaggio mi assale i sensi.
Parliamo di un lembo di terra, un fazzoletto nemmeno troppo grande, che come però spesso racconta Umberto Eco nei suoi libri, è stato teatro di tante battaglie, terra di confine, di intrighi e di famiglie potenti che in mezzo a queste colline hanno forgiato le proprie fortune. Se dovessimo essere precisi, dovrei dire che vi parlerò del basso Monferrato, perchè il regno del Monferrato che ebbe origine intorno al X secolo, comprendeva anche l'attuale astigiano e la zona di Chivasso.

Situato in provincia di Alessandria, incastonato al confine tra Piemonte e Lombardia, quello che ti assale più di tutto del Monferrato sono i paesaggi, gli scorci da dipinto che si aprono all'improvviso dietro ogni curva. Sono colline dolci, dal carattere morbido, con variazioni di pendenza mai brusche. I pendii delle colline sembrano addomesticate dall'uomo, con colori che a seconda della stagione variano di tonalità giocando con il nastro d'asfalto, quasi fosse la strada di mattoni del Mago di Oz.

Quello che ne ha fatto il centro di tanti scontri è anche uno degli aspetti più affascinanti. Uscendo dai diversi paesini, si scende spesso nelle conche, nelle piccole vallate, che li dividono e ci si accorge di essere circondati da una serie di gobbe, sulla cima di ognuna delle quali è appoggiato un borgo. Lo spettacolo di girarsi attorno e vederne 2, 4 e in lontananza un altro ancora, e la vista panaramica sul Monferrato che si gode da molti di questi borghi, rende facile capire perchè in passato fosse ambita militarmente.



Oggi invece è regno di vigneti, buona cucina, paesaggi incantevoli, e curve anche loro dolci. Le strade del Monferrato sono spesso un po' più strette del consueto, e le sue curve vanno pelate con il gas, raccordate con armonia, ma il risultato è quello di pensare di correre su un nastro di seta, tra pendii che mutano colore al variare della posizione del sole, alla conquista di uno dei numerosi castelli e borghi che dominano la collina successiva.

Succede ancora che mi sorprenda, come quando dopo tanto girovagare, con il caldo torrido dell'estate, sono entrato in un paesino che costeggiava un paio di belle curve, Olivola. Due strette vie imboccate per caso e mi trovo in una piccola piazza, dominata da una chiesa, una serie di case in mattoni e tufo classico delle zone, con le imposte dipinde di un azzurro vivace. Nell'angolo la "Cà Nostra", un locale che sembrava messo lì da un regista, i tavoli in un angolo della piazza, e l'interno del locale degno di un set. Seduto tranquillo ho pensato di essere finito nel mio film preferito (Un'ottima annata) e in effetti è comparsa anche una bella ragazza a prendere l'ordinazione.



Il Monferrato poi è terra di buona cucina, è terra di brasato, di ravioli, ma anche di affettati davvero gustosi, che forse in questa stagione sono più graditi. Alcuni posti come Le Cave di Moleto, sono la conferma che il tempo qui ha sposato passato e presente. Incastonato in un borgo di poche case, in una corte ristrutturata, offre uno splendido panorama, cibo di qualità, e per chi avesse alzato il gomito o volesse svegliarsi in un bel sogno, le camere per la notte.

Gli agriturismo non mancano, ma anche i richiami storici. Castelli come quello di Grana, di Cereseto, di San Giorgio Monferrato e molti altri, uniscono la loro imponenza alle piazze di alcuni borghi che si allargano all'improvviso accanto a murate altissime. Lì si gioca il tambas o si fanno rievocazioni della palla a bracciale, due giochi che affondano le radici lontano nei secoli, che danno ancora più un idea di macchina del tempo.

Ma accanto all'attaccamento per un passato tanto importante, c'è il presente, c'è per esempio il pub Mefisto, regno della musica rock, una presenza ormai istituzionale della zona- Ricavato in una splendida cantina ristrutturata, con la sua splendida veduta sul Monferrato, birra, panini speciali è il posto giusto per godersi la vita accompagnati dalle note di una buona chitarra.

Potrei citarvi molti paesi in cui vale la pena metterci dentro le ruote, anche solo per l'asfalto che li divide, San Salvatore, Lu, Conzano, Grana, Olivola, Moncalvo, Cereseto, Rosignano, Ottiglio, Sala, Vignale, Frassinello, Camagna, e altri con in mezzo un dedalo di strade. Mangiare? Non è un problema, i posti non mancano.



E finite queste curve che si fa? Beh semplice, ci si butta nell'astigiano, ma questa è un'altra storia.

Wolf

 

 

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