La velocità è pericolosa, è un dato di fatto, non in quanto tale, ma in funzione alla proporzione della stessa con altri elementi.
Il mezzo, le condizioni atmosferiche, la superficie, lo stato mentale di chi guida, il traffico, ecc. Potremmo trovare infinite combinazioni di fattori che possono rendere una certa velocità potenzialmente più o meno pericolosa.
Inevitabile quindi che ci sia una regolamentazione dove il buon senso dell’utente manca, ma questo vige dalla notte dei tempi e in ogni paese del mondo conosciuto.
Eccoli i limiti di velocità che dovrebbero permetterci di guidare in sicurezza garantendo, nei limiti del possibile, l’incolumità nostra ed altrui.
Peccato che sulle strade italiane questi limiti siano dettati da una selva di cartelli con tutte le decine possibili messi spesso a casaccio, mai dove servono davvero e in qualche occasione in conflitto tra loro oppure senza una logica.
All’esame per la patente, risalente ormai a qualche decennio prima della fine del secolo scorso, il piccolo libretto della Scuola Guida recitava: Limite Urbano 50 Km/h – Extraurbano 90 Km/h – Autostrade 130 Km/h.
Forse ricordo male ma c’era anche un Strade extraurbane a due corsie 110 Km/h…ma la memoria può far cilecca.
Era facile, cartello del paese 50 Km/h, campagna e strade secondari 90 km/h, non c’era nemmeno bisogno di troppi cartelli, poi si è cominciato a demandare verso le provincie, poi verso i comuni ed ecco la fioritura dei cartelli. Diciamolo spesso anche fonte di reddito per i poveri Comuni abbandonati dallo stato, cosa che non ne giustifica in ogni caso l’operato verso la cassa anziché la sicurezza vera.
Tanti, troppi, inutili spesso e sicuramente poco chiari. Ho visto strade larghe e diritte perse nel nulla delle campagne con limiti a 50 Km/h e tratti potenzialmente pericolosi con case a 70 Km/h. Strade a due corsie con spartitraffico centrale a 70 km/h e passi di montagna con il 90 Km/h che nemmeno il più ardito pilota di gare in salita sarebbe in grado di raggiungere.
Poi la moda del 30 km/h dove è più facile mettere un cartello che riparare una strada, è più facile lavarsene le mani che non lavorare sulla sicurezza e sulla sensibilizzazione.
In tutto questo dedalo di cartelli che incrociamo alla fine spesso non sappiamo nemmeno in quel tratto che stiamo percorrendo che limite è in vigore, già perché quando serve il cartello non c’è e quel Velox ben segnalato a che velocità ci coglierà impreparati? 50? 70? 90? Indovinare è spesso difficile e si rischia di frenare bruscamente puntando al limite più basso con tutti i rischi del caso.
Non so Ministro se anche lei girando per la nostra bella Italia, magari per mezzo del suo autista, si è reso conto di questa triste realtà.
Forse sarebbe il caso di fare un po’ di pulizia di cartelli inutili, magari un passo indietro, semplificare, del resto il resto d’Europa che vuole essere da modello in questo lo è, mettere dei limiti ben chiari, giusti, logici e ben segnalati così che davvero la strada diventi sicura e che anche la certezza dei limiti possa essere fonte di sicurezza, per tutti gli altri elementi collegato purtroppo il lavoro è lungo soprattutto a livello di coscienza e rispetto delle regole e del prossimo.
Ma ne parleremo magari in un’altra lettera aperta.
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