Questo sito utilizza i cookie che ci aiutano ad erogare servizi di qualità. Utilizzando i nostri servizi acconsenti all'uso dei cookie.
Venerdì, Ven Lug 2020

Riders

Lo so sono uno strano motociclista e uno strano lettore, di sicuro mi affeziono fino ad andare contro la logica del piacere.


Certo il discorso si fa contorto, ma del resto penserete mica che possa essere normale uno che a quasi sessant’anni gioca ancora con le moto, prova a fare il tester e cerca di diventare giornalista.
Comunque il fatto è che dopo aver acquistato il primo RIDERS, 126 numeri fa, eccomi in possesso dell’ultimo numero, fresco di stampa che andrà ad aggiungersi nella personale collezione delle riviste moto.
Si, se state pensando che lo scrivente sia anche un accumulatore seriale, ci avete preso in pieno.
Aggiungete che qualche mia moto e anche un mio pezzo è finito su quelle pagine e comprenderete il motivo dell’affetto che va oltre ogni suddetta logica.
Comunque sta di fatto che leggo l’introduzione di Roberto Parodi e ho la conferma dei Rumors sul cambio di guida della rivista.
Il primo pensiero è: “cacchio Riders ha cambiato più Direttori che mutande”, battuta ovviamente vista la stima che ho per i vari giornalisti che si sono alternati alla guida di una rivista che è, forse era, fuori dagli schemi del magazine motociclistico.
Il secondo pensiero va a Fabio Cormio, ottimo giornalista e splendida persona con cui ho avuto il piacere di collaborare ai tempi di “Cafè Racer” e poi con “Ferro”, quest’ultima la sua creatura dove ha messo in campo tutte le sue capacità, tutta la sua esperienza e soprattutto un coraggio invidiabile.
Così dopo Roberto Ungaro che, non me ne vogliano gli altri, rappresenta RIDERS nella sua essenza, ho seguito l’evoluzione e i cambiamenti che seguivano le inclinazioni personali, gli stili e la personalità di Luca Delli Carri e Moreno Pisto. Ottimi scrittori dalle penne eleganti che hanno provato a prendere e portare avanti una pesante eredità. Un tentativo ulteriore di svolta è arrivato con Roberto Parodi, che oltre ad essere un motociclista vero poteva contare anche sul suo carisma conquistato con i suoi libri e la sua chitarra. Ora dopo due anni si cambia ancora, questa volta ancora una chitarra a suonare, visto che Fabio è un appassionato di musica e si diletta con le sei corde, ma soprattutto con tanta sostanza legata alle due ruote sulle spalle dove lo zaino di esperienza è davvero pieno di un mondo che conosce molto bene.
Si riparte dal numero 128 che sono curioso di leggere per capire lo stile che Fabio darà al magazine con l’augurio che questa sia un’ulteriore sfida da portare avanti con successo, mentre ringrazio Roberto, come fatto in precedenza per Moreno, Luca e Roberto per questi anni in cui ho avuto il piacere di leggere, apprezzare e anche, perché no, criticare i loro testi e le uscite sotto la loro direzione.

Cacchio Rider, si ricomincia!

Flap