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Venerdì, Ven Lug 2020

Frenata supposta

Tranquilli non dovete preoccuparvi, il vostro orifizio posteriore non corre nessun pericolo di essere insidiato, non parliamo di “Supposte”, quelle definite da Wikipedia come: forma farmaceutica semisolida a dose unica in cui forma, volume e consistenza sono adatti alla somministrazione rettale.


Qui intendiamo la chiaroveggenza che in parapsicologia trova come sinonimo: supposta, facoltà di percezione a distanza nello spazio e nel tempo.
Cavoli ci stiamo perdendo e dilungando, ma forse anche il dilungare, allungare quindi, è in linea con l’idea di questo trafiletto.
Ormai siamo abituati a pompe e pinze radiali, dischi esagerati, pastiglie mega performanti e se si esagera l’ABS a mettere una pezza sulla perdita di aderenza.
Insomma staccate da MotoGP, va beh dai, quasi, alla portata di tutti e ormai su molte moto moderne che rendono gli spazi d’arresto davvero ridotti e sicuri.
Già, ma come si faceva una volta? Non cadiamo nell’errore di pensare che le prestazioni di allora non necessitassero di frenate adeguate, semplicemente quello c’era, quei freni e quelle gomme, un tecnologia, magari all’avanguardia per l’epoca ma ormai, per fortuna, superata.
Non parlo dei freni a tamburo che all’anteriore ormai da una quarantina d’anni sono scomparsi, parlo di quelli a disco, quelli moderni che oggi sembrano così antichi soprattutto quando abbinati a ciclistiche  telai anch’essi datati delle moto, se non proprio d’epoca sicuramente vintage.
Moto che stanno tornando per strada seguendo la moda e la passione del ritorno al passato.
Questo sto pensando mentre guido la mia arzilla vecchietta del 1980, una BMW R65 che come optional d’epoca montava pure il doppio disco anteriore, ma mi succede ogni volta che salgo su una moto con almeno trent’anni.
Mi accorgo che più che staccate, le frenate sono lunghi rallentamenti e solo spremendo la pompa il mordente si fa aggressivo…ma con il rischio di bloccare la esile gomma anteriore.
Insomma una frenata adatta al modo di guidare e alle prestazioni in voga verso la fine del secolo scorso, ma lontana anni luce dalle attuali a cui ci siamo abituati, eppure anche quelle moto proprio ferme non erano.
Così alla guida di quelle moto ci troviamo ributtati nel passato, un ritorno alla necessità di prevedere, di guardare avanti, di intuire insomma supporre e di conseguenza avere il tempo di agire sui freni in modo da fermarsi per tempo.
Una guida più attenta dove ogni possibilità  deve essere valutata non potendo contare sull’aiuto della tecnologia moderna anche in termini di freni.
Una guida su strada dove i riferimenti sono personali, fatti di esperienza e valutazione della velocità, dello spazio e del tempo, insomma una frenata supposta.

Flap