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Venerdì, Ven Apr 2020

Suzuki RG500

Una moto, di quelle con la M maiuscola, in un piccolo spazio con vetro, quasi fosse una teca per custodire una preziosa reliquia, attorniata da coppe e trofei.


La carena è smontata e si vede bene il quattro cilindri in quadrato tipico delle Suzuki RG500 due tempi da gran premio.
Quattro anche le preziose espansioni che spuntano, due dal codino e due sotto al forcellone, come armi puntate contro il cronometro!
Bella nella livrea classica bianco/blu con gli sponsor storici di allora: NAVA e Olio FIAT.La osservo e accanto a me c’è il Pilota di allora che mi racconta un po’ la storia di questa moto, guidata prima di lui da Rossi, naturalmente non Valentino, bensì il padre Graziano.
Una delle moto di Roberto Gallina che tante soddisfazioni ha dato alla Suzuki e ai Piloti Italiani che Sandro Moro ha potuto acquistare per proseguire, siamo nel 1979, i suoi sogni di pilota.
Sogni in parte realizzati con il titolo Italiano nella massima classe e la partecipazione a gare del mondiale 500, prima di dedicarsi completamente alla famiglia e all’attività che tuttora ama svolgere; il professionista nel mondo gomme per moto.
Sandro mi racconta di quanto fosse unica questa moto, dal rinvio a “banana” per non far alzare il posteriore in frenata, la particolarità dei carburatori “lavorati”, con il consenso dei vertici Suzuki, da Gallina.
La storia di una moto venduta e persa di vista per anni finché il genero non l’ha ritrovata e acquistata per metterla nel posto più adatto a lei, vicino al Pilota che tanto l’ha amata.
Parole che scorrono veloci, quasi al ritmo forsennato del due tempi, e capaci di commuovere come il profumo dell’olio di ricino che sembra impregnare le narici.
Forse solo e semplicemente una moto…no, è QUELLA MOTO!

Flap