fbpx
Questo sito utilizza i cookie che ci aiutano ad erogare servizi di qualità. Utilizzando i nostri servizi acconsenti all'uso dei cookie.
Mercoledì, Mer Gen 2021

Tutti i  "Trafiletti"

Italia in Moto.

Che gli Italiani sappiano fare moto è un dato di fatto, che la nostra nazione da sempre sia la più prolifica d’idee, marche e modelli altrettanto.
Se poi torniamo indietro con gli anni troviamo moltissimi marche, molte case, spesso artigianali, che però hanno lasciato un’impronta indelebile nel sentiero di questa storia del motociclismo.
Moto invidiate, copiate e ancora a volte irraggiungibili.
Aermacchi, Bianchi, Rumi, Aspes, SWM, Sertum, Innocenti nomi che hanno fatto la storia passata e recente, nomi che accanto ad altri gloriosi non sono sopravvissuti e scomparsi.

 


Altri che hanno provato a ritornare sulle scene, Mondial con la sua incredibile “Piega” e Moto Morini con la “Corsaro” e “Granpasso” ad esempio, ma non sono riusciti a resistere a questo mondo crudele che non vive di sola passione.
Qualcuno ce l’ha fatta proprio grazie alla Passione, come la MV Agusta, grazie a quel Geniale Claudio Castiglioni, altre si barcamenano cercando di inventarsi tempi migliori come Bimota, Benelli e Cagiva, mentre altre grazie all’unione in un solido gruppo Piaggio, Aprilia docet, riescono a essere ancora credibili.
E poi la Moto Guzzi che dopo anni gloriosi è sprofondata nell’abisso da cui sta lentamente cercando di riemergere.
La Ducati che nonostante i successi attuali ha ancora ben presente la crisi degli anni ’70.
Certo fa tristezza la scomparsa della Gilera, riferimento degli anni ’50 e storia proseguita fino a resistere anche al boom delle 125 anni ’90 con ottime motoleggere, ma purtroppo defunta sotto il peso della crisi delle piccole cilindrate e dell’incapacità di creare qualche alternativa di cilindrata superiore.
Stesse lacrime amare per la Malaguti, dichiarata fallita recentemente, specialista dei “motorini” che hanno messo in “Moto” migliaia di futuri motociclisti.
Qualche marchio è andato all’estero, qualcuno è tornato, qualcuno magari non ce la farà, ma speriamo invece che altri tornino a far ruggire i motori.
Sfogliando qualche libro sulle moto Italiane si rimane stupiti per la quantità di marche presenti, per la fantasia e il prestigio che sono patrimonio di noi Italiani, bistrattati, derisi, ma da sempre imitati e punto di riferimento anche nel settore delle due ruote.
E poi le Italiane sono le più belle da sempre e non solo le Donne!!!
W l’Italia.

Flap