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Elefantentreffen
Le follie dell’Elefantentreffen
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Elefantentreffen 2019, la 63° edizione del motoraduno invernale nella foresta bavarese più famoso al mondo che tradizionalmente si svolge nell’ultimo weekend di gennaio, considerato da tutti il periodo più freddo dell’anno.


Quest’anno poi la neve è caduta sulle strade che portano a nord proprio nei giorni dedicati al trasferimento complicando e, per molti, impedendo di proseguire verso la foresta di Loh Thurmansbang-Solla in Germania.
Per qualcuno un raduno a cui almeno una volta un motociclista dovrebbe partecipare, per molti una follia, per tutti la certezza del freddo.
Qualche motociclista convinto ci è andato più volte, addirittura ci sono appassionati che non ne perdono uno da diversi anni.
Di sicuro una esperienza unica e indimenticabile ma che non tutti fanno propria preferendo eventi, viaggi e raduni meno estremi.
Vero che la tecnologia e l’abbigliamento degli ultimi anni dà una grossa mano, altrettanto vero che le stesse moto, e gomme hanno fatto passi da gigante, ma sempre su due ruote siamo e comunque anche le leggi sulla circolazione invernale parlano chiaro nei confronti delle moto.
Eppure gli avventurieri ci sono, veri motociclisti? Pazzi furiosi? Esibizionisti? Eroi? Non c’è una risposta, o meglio è molto soggettiva e personale.
Ogni anno qualcuno mi propone di andare all’Elefantetreffen, a volte la tentazione è forte e si insinua sottopelle, poi la ragione di un normale Motociclista datato ha il sopravvento e mi fa desistere.
Eppure la moto in inverno la uso, ma un conto è il giro di qualche decina di chilometri, altro qualche centinaia oltrepassando le Alpi con un clima così ostile e variabile.
Non dico mai “MAI”, ma per ora l’Elefante rimane per me una follia da non fare.
Eppure sono andato a salutare gli amici Francesco Chieppa e Dario Viteri alla loro partenza venerdì sera da Cinque Anelli a Milano.
Una scelta di viaggiare di notte con motivazioni personali che non ho del tutto compreso ma che evidentemente gli hanno permesso di evitare i blocchi del traffico.
Li ho seguiti sui social nella loro avventura che si è conclusa in maniera totalmente positiva, un’esperienza vissuta, apparentemente facilmente, ma so che non è stato così.
Così nell’annata meteorologicamente peggiore, e con previsioni catastrofiche, loro sono andati e tornati riuscendo a strappare tutta la mia stima per il coraggio e l’incoscienza, che andavano a braccetto, ma senza mai un briciolo di invidia.
La consapevolezza dei miei limite e se si dice: Only the brave…forse non sono tanto Brave.

Flap