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Dal'altra parte del mondo
Dall’altra parte del mondo
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Difficile ingabbiare nelle parole le emozioni tumultuose di questi giorni. Dopo poco più di due anni, di nuovo, andremo dall'altra parte del mondo. E non è certo un modo di dire visto che, la "terra di mezzo", la Nuova Zelanda è esattamente agli antipodo dell'Italia, emisfero australe, la giù sotto, come noi sia qua, su sopra.


Quell'isola in mezzo al nulla tanto simile al bel paese dal punto vista della mera forma geografica (ribaltata) ma che con il bel paese divide ben poche altre similitudini. A partire dalla storia, visto che la colonizzazione umana risale a solo "7 secoli fa", mentre lo stivale italico è abitato fin dalla preistoria, per arrivare alle bellezze naturali che in Aotearoa (nome Maori) raggiungono casi di bellezza e unicità che non possono essere confrontate con niente altro al mondo. Certo la storia dell'Italia, anche quella architettonica non ha eguali, e il confronto è stridente per molti versi, me ne rendo conto, ma noi la, dall'altra parte del mondo ci abbiamo lasciato un pezzo di cuore. Anzi due, perché se la Nuova Zelanda è bella, vederla da dentro la visiera di un casco lo ancora di più. E' più forte la luce, sono più forti i profumi, è più forte la pioggia sferzata da un vento che arriva impetuoso dall'oceano o dal mar di Tasmania senza che nulla possa fermarlo. Un progetto di "ritorno" costruito per mesi, con nuovi amici viaggiatori, curiosi di scoprire là terra dei maori, solcandola su due ruote. Che cose grandiose fa una passione in comune. Ogni viaggio è una storia, ogni storia ha diversi finali e diversi sapori, me ne rendo lucidamente contro, ma l'idea di tornare in Nuova Zelanda, mi carica di emozioni, felicità e anche un po' di tensioni, tensioni belle intendiamoci, ma quell'ansia da viaggio che da sempre ci accompagna si è presentata puntuale anche questa volta. 19 ore di volo totali, un pegno notevole per arrivare a tanta bellezza, 19 ore di noia mortale e di insonnia, perché lo so che sull’aereo si dorme poco e male o addirittura non si dorme. 19 ore in cui avrai tempo di pensare, riscrivere 10 volte l'itinerario, contando i minuti che ti separano dall'atterraggio così come i bambini fanno il countdown per la notte di Natale.
Eccoci, siamo quasi pronti, si parte...questo secondo giro però si presenta subito con un aperitivo dal sapore diverso, visto che ci era con me nel primo viaggio di scoperta questa volta resterà a casa, impegnata a custodire, proteggere e cullare un altro grande progetto, quello sì il più grande della nostra vita.
Grazie.

Fagna