Non stiamo parlando del voto all’esame universitario, neanche dell’età da molti rimpianta e nemmeno della “dimensione artistica” di John Holmes; il protagonista è quel cartello circolare bordato di rosso con il fatidico numero nel centro.
Un cartello che negli ultimi anni è tornato a riempire le nostre strade riproducendosi più velocemente dei conigli.
In un mondo dove i diritti hanno fatto dimenticare i doveri, dove basta trovare qualcuno a cui dare la colpa, o meglio lavarsene le mani ecco che anche chi dovrebbe essere d’esempio in quanto guida si perde in una sua logica.
Non esiste più la percezione della responsabilità, non ci sono più priorità da mettere al servizio della sicurezza, ma soprattutto non ci sono i soldi, o meglio chissà come mai non ci sono mai dove servono.
Se a questo aggiungiamo il costume tipicamente Italiano legato alla poco onesta furbizia imprenditoriale e alla altrettanto deleteria regola del ribasso senza certezza di garanzie negli appalti ci si trova in situazioni pericolosamente grottesche.
Senza arrivare al limite dei ponti che crollano basta vedere lo stato delle nostre strade e della qualità degli asfalti Italiani.
La festa della buca e la sagra delle disconnessioni, oltre che un moltiplicarsi di situazioni pericolose per gli utenti della strada, guardrail ad esempio, ma anche segnaletica obsoleta spesso illogica.
Ecco che servirebbe mettere in atto azioni correttive, sia a livello di educazione, ma soprattutto di infrastrutture.
Servirebbe il ritorno a una adeguata manutenzione delle nostre martoriate strade, invece ecco che sono spuntati i dissuasori e i Velox disposti a “Coda di Gatto” ** e soprattutto il mitico e risolutore cartello dei 30 km/h.
Perché riparare una buca o sistemare un tratto di strada rovinato, basta mettere un bel limite ridicolo per lavarsene le mani: vai più forte e spacchi qualcosa o peggio ti fai male è colpa tua… c’era il limite… facci pure causa!
Ecco che di nuovo il confine dei diritti e dei doveri in questo mondo di furbi, ammettiamolo a volte da entrambe le parti, viene giustificato da un semplice gesto degno di Ponzio Pilato.
Un cartello e me ne lavo le mani.
Flap
** eufemismo per non dire “a organo genitale maschile di razza canina”