Il Destino
“Il destino è quel che è, non c'è scampo più per me!” , cito una celebre frase di un film cult per rendere più leggero l’argomento di questo trafiletto.
Sento, percepisco personalmente vera l’affermazione.
Credo nel destino, il caso, il fato o come volete chiamare quella legge oscura che governa l’esistenza di ogni essere vivente, a maggior ragione su due ruote.
L’esito positivo o negativo di qualunque nostra azione può essere spiegato con una combinazione di cause ed effetti, ma nella maggior parte dei casi la spiegazione finale è “non toccava a lui/lei”, se va bene o “toccava a lui/lei” se va male, io lo chiamo Destino.
Credo da sempre che ci sia un grande disegno in cui ognuno ha un suo ruolo e una destinazione, una sorta di "termine ultimo" prestabilito e immutabile, giusto per citare un altro splendido film.
Ruolo o destinazione che in parte possiamo decidere con il libero arbitrio, ma che comunque è parte di una predestinazione.
Parlando di moto e del nostro mondo, ci rendiamo conto di come a volte la linea di separazione tra un esito infausto e la sopravvivenza si misura in centimetri o secondi, capita di essere incolpevoli protagonisti del “libero arbitrio” altrui, ma in fondo anche questo è destino.
Noi Motociclisti sicuramente siamo soggetti a rischio, anche se siamo prudenti, a volte lo andiamo a cercare, ma solo il destino conosce la nostra data di scadenza.
Che cosa possiamo fare?
Io credo nulla, ma mi piace la citazione, questa volta più “colta”.
“Concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio per cambiare quelle che posso e la saggezza per riconoscerne la differenza.”
Reinhold Niebuhr.
Flap