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Luca
Sono come gli altri
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E' scesa la sera sul prato di Manerba del Garda dove per tutto il sabato i piccoli allievi della Junior Motor School hanno scorrazzato in lungo e in largo, felici di imparare a guidare una moto vera, a motore, della taglia giusta per loro.

E' scesa la sera e le Yamaha blu della scuola riposano finalmente sotto un gazebo. E' scesa la sera, ma c'è una sorpresa, una sorta di festicciola organizzata per i piccoli amici della Junior e per le loro famiglie. E si sono fermati in tanti, addirittura accampati con camper, tende e quant'altro nel grosso prato che per l'occasione funge anche da campeggio, luogo di festa e parcheggio, con buona pace di chi taglierà l'erba. Il chiacchericcio e il sorridere dei bambini festosi si mischia alla musica del karaoke che per un attimo si interrompe. Luca, uno degli allievi, uno di quelli tosti, che viene molto spesso alle lezioni prende la parola. All'inizio faccio fatica a capire cosa voglia dire, la voce è rotta dall'emozione, il microfono è quello che è, e una leggera balbuzie mista al rumore di fondo non aiutano. Smetto a mia volta di chiaccherare e lo ascolto meglio. Vi giuro non ricordo tutte le parole, non ricordo bene i termini che ha usato, ma mi ricordo bene il concetto che ha usato...ha chiesto a tutti un applauso per la scuola e i suoi istruttori, perchè, dice, lui si diverte tanto, perchè l'andare in moto è più bello di tutti gli altri sport. E lui adora andare in moto, perchè, aggiunge ancora, in moto siamo tutti uguali e ci divertiamo tutti assieme. Non ricordo se ha finito o meno la frase era emozionato.  Non ricordo se l'ho ascoltato fino in fondo, io ero più emozionato di lui. La scuola, quella scuola che lo ha accolto messo in sella e che lo fa impazzire di gioia ogni volta che ci torna; le motorette, quelle motorette che ama tanto e che lo fanno sentire uguale agli altri. Senza distinzione, senza differenze, senza essere "indicato". Luca è un grande, luca va forte sulla sua motoretta, la n.7 che li piace tanto.  Luca ha la sindrome di Down. Luca mi hai fatto piangere. Grazie per averci fatto capire, per un attimo fugace, quali siano le cose importanti. Ci vediamo a settembre, ti aspetto campione.

Fagna