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Giovedì, Gio Gen 2021

Una famiglia rovinata.
Sono notevolmente onnivoro in fatto di libri, prediligo romanzi, ma non disdegno di divagare se una copertina, un titolo, o semplicemente un libro mi “chiama”.
Così in una bella sera d’estate nella provincia Novarese, m’imbatto in una mostra su Giovannino Guareschi.
Inevitabile l’acquisto di un libro di racconti.
Lo scrittore Parmense, celebre per le avventure di Don Camillo e Peppone, nel “Piccolo mondo borghese” raccoglie i racconti pubblicati sul settimanale umoristico “Candido” da lui fondato insieme a G. Mosca.


La lettura è scorrevole e disegna la società rurale degli anni ’50 rendendo quasi palpabili le immagini e le emozioni.
Tra i vari racconti quello citato nel titolo, dove protagonista è una motocicletta che sconvolge con la sua bellezza e le sue emozioni una famiglia tanto benestante quanto spilorcia.
Ecco la Moto capace di far perdere la ragione al figlio, “Rimase lì a contemplare la meraviglia una buona mezz’ora, poi entrò deciso e domandò: quanto c’è da spendere pagando subito in contanti?” e poi all’infuriato padre che nel tentativo di raggiungere la fuga dell’erede si ritrova sulla due ruote a provare il piacere della guida “ la moto beveva i turniché come fossero bicchieri di marsala. Fece tutta la salita del Gallo senza accusare un istante di stanchezza.”.
Guareschi era un motociclista, non a caso anche in Don Camillo le due ruote sono ben presenti, e in questo libro, anche se solo in uno dei trentaquattro racconti ne parla, esprime a modo suo, e con la solita vena ironica, le emozioni che solo la moto sa regalare, mettendoci alla guida insieme al Bigatti padre.
Se capitate in libreria, cercatelo, un piacevole tuffo nel Nostro passato Italiano.

Flap