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Giovedì, Gio Gen 2021

Centoventicinque.

Non è solo un numero, ma l’ingresso ufficiale al mondo della Moto.
Almeno così era negli anni andati, dove per i sedicenni del tempo potevano finalmente accedere a Moto vere.
Il centoventicinque era per antonomasia la prima moto anche per i neofiti, e centoventicinque erano anche gli scooter, Vespa e Lambretta, che, appunto insieme alle motociclette, hanno messo su due ruote i giovani di allora.
Che fossero Scooter o Moto poco cambiava, nonostante gli sfotto gli uni indirizzati agli altri e viceversa, i centoventicinque erano il mezzo delle grandi fughe, delle gite spensierate, il mezzo della libertà di spostarsi quando l’auto era un’illusione futura.


E allora eccoli sfrecciare a folli velocità, i 100/120 all’ora erano già una conquista prima dell’avvento dei rivoluzionari Zundapp e Laverda 125, lungo le strade ancora vivibili.
Bastavano un paio di Ray-Ban a goccia e un giubbino di jeans, il casco non era obbligatorio ed era da “Piloti”, quindi ciuffi ribelli, da far impallidire un giovane Baglioni, erano percorsi da vento della corsa che faceva pure lacrimare gli occhi.
Centoventicinque che si nutrivano di miscela fatta al distributore o con una boccetta con la quantità giusta d’olio per le “diecimila lire”………del resto la benzina costava uguale ovunque e con un deca ci facevi quasi il pieno!
I centoventicinque che per molti hanno significato l’inizio di un grande amore, portato sul sellino posteriore rubando baci nei campi, per altri l’inizio di una carriera da pilota, per tutti una passione.
Qualcuno ha mollato e ha ceduto alla comodità delle quattro ruote, altri insistono ancora sfidando l’età, ma chiunque abbia guidato una moto l’ha sempre nel sangue.
E adesso siamo qui a vedere gioielli che fanno luccicare gli occhi destinati ai sedicenni di oggi, ma i modelli sono pochi e per pochi, molti passano dal cinquantino al seicento e oltre, cambiano i tempi e diversi sono i modi di vivere, anche la moto.
Ma se mettendo a posto i cassetti, spuntano le foto, quelle stampate su carta Kodak, con Lei, io e la centoventicinque, gli occhi s’inumidiscono e ci si chiede chi fine avrà fatto… il mio Benelli 125 2C.

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