Bovino metropolitano
Milano ormai come le città peggiori, Milano in cui per alcuni il semaforo è una noia, un inutile lampione che per chissà quale eccentrico motivo invece di una luce ne ha ben tre e di colore diverso, luci che lampeggiano, come se fosse Natale tutto l'anno. Deve essere questo il pensiero di quelli che ormai incontro sempre più spesso, che arrivati ad un semaforo, specialmente di sera, tirano dritto anche con un bel rosso pieno, qualcuno senza nemmeno rallentare, qualcuno guardandosi in giro con circospezione, qualcuno quasi infastidito dal flusso di auto che sta passando col verde.

Il "bovino" purtroppo molte volte ha le sembianze di uno scooterista, non perché io sia motociclisticamente razzista, ma perché il tizio in delirio di onnipotenza da manetta, che è salito su una due ruote per necessità di spostamento rapido cittadino, corrisponde all'identikit. Mentre passa col rosso, anche con persona a carico, forse sta cantando in maniera errata una famosa canzone "uno su mille NON ce la fa".
Bovino nel comportamento, bovino nell'espressività. Me ne sono reso conto un paio di sere fa, quando dopo tre semafori presi rosso pieno (forse un grosso caso di daltonismo selettivo) al quarto ha riconosciuto l'azzurro e bianco della volante della Polizia, e si è dovuto fermare. L'ho potuto osservare con attenzione, studiare, mi sentivo quasi come uno di quegli studiosi che studiano una bizzarra specie animale.
Il DNA italico ci porta sempre a pensare che se c'è una regola, la cosa migliore è fare il "furbetto", il ruba galline. Ci raccontiamo ogni giorno dei segni di inciviltà, di incapacità di civile convivenza che passa da 1000 gesti quotidiani che fatti nel rispetto degli altri e delle regole risultano FATICOSI. O forse quelli che li reputano FATICOSI e non ne capiscono i vantaggi, dimostrano tutta la loro bovina pochezza.
Wolf