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La mia prima volta

No, non “quella”, una figlia di vent’anni testimonia che quel traguardo è stato raggiunto qualche decennio fa.
Qui si parla di quel leggero strisciare di saponetta sull’asfalto croce e delizia di molti motociclisti.
Io da buon “Turista” della pista, più interessato al panorama oltre i cordoli che alla prestazione sul giro, fino ad oggi, ero ancora tra quelli che non avevano provato la sensazione di appoggiare il “Ginocchio a terra”.

 


Oggi, a nove giorni dal compimento del cinquantaduesimo compleanno, il miracolo è avvenuto.

 

 

 



Il “Santuario” è stato il circuito di Modena e il maestro di cerimonia l’Amico e grande professionista Alberto "Cek" Cecotti.
Molti di voi diranno: quante storie per un graffio sulle saponette, se siete tra questi non perdete tempo a leggere il resto, se invece siete tra quelli che amano il valore delle piccole cose e dei traguardi apparentemente insignificanti proverò a raccontare il mistico avvenimento.
Dopo due anni che non entravo in pista eccomi tra i cordoli, timidamente preferisco parcheggiare la MV Agusta F3 e fare il primo turno con una facile KTM Duke 200 che gentilmente Luca Pedersoli ci ha messo a disposizione, insieme a una gemella da “Trofeo” per una comparativa di queste piccole monocilindriche.
Il “Cek” ci guida per mostrarci le traiettorie, con pazienza, passeggiando quasi, e noi lo seguiamo come anatroccoli dietro la mamma.
Qualche curva, qualche “Lungo” è poi uno stivale striscia a terra, due curve e ancora, capisco che sto sbagliando qualcosa.
Il giro successivo il piolino della pedana sinistra gratta pesantemente l’asfalto, non ci siamo, l’errore continua.
Provo a ricordare le lezioni del corso pista base della Riding school e metterle in pratica, la piccola KTM soffre sul rettilineo ma mi da confidenza nel misto così, all’improvviso sento raschiare il ginocchio destro, non me l’aspettavo, nessuna paura, solo la consapevolezza di qualcosa di nuovo.
Un piccolo traguardo quando ormai avevo abbandonato le velleità in questo senso e adesso è raggiunto.
I turni con la più prestazionale MV non hanno dato gli stessi risultati ma non importa, non era un obbiettivo anche se avere una saponetta intonsa e una no mi lasciava l’amaro in bocca.
Un ultimo turno e lo dedico ancora alla Duke, questa volta la versione “Trofeo” preparata per l’uso in pista e il “Miracolo” si ripete anche con il ginocchio sinistro.
Gasato come un bambino dopo aver passato un livello al videogioco preferito posso tornare nei box.
La vita non cambia per qualche graffio sulle saponette ma ancora una volta la vita mi insegna che non è mai troppo tardi.

Flap

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