
Due gare al gioco delle tre sedie, con i soliti quattro che girano in tondo (alla pista) per tutte le tornate, e gira che ti rigira, quello che fa la figura del solito che non riesce mai a sedersi è lui... Sylvain Guintoli, anche a costo di buttarlo giù alla brutta.

Volevamo delle belle gare per il mitico e velocissimo circuito di Monza, le volevamo per chi ancora non capisce che la Superbike è spettacolo in pista e non di fronte ad una telecamera, e così è stato. Quattro piloti più di altri, hanno organizzato una festicciola privata là davanti, riservata ai quattro capolisti, a quelli che hanno serie intenzioni di portarsi a casa il titolo. Ci sarebbe potusto stare anche il giovincello promettente, quel Chaz Davies che ad Aragon ha fatto vedere una gran pasta, ma che oggi andava per vie di fuga che era una bellezza.

Insomma, due gare molto emozionanti, organizzate sui lunghi rettilinei di Monza, con sparate a 335km/h e staccate al limite dei 4, Eugene Laverty, Marco Melandri, Tom Sykes e Sylvain Guintoli a battagliare a colpi di sorpassi e contro sorpassi. Più di tutto ha emozionato l'arrivo in volata di Gara 1, dove Macho Melandri è riuscito nel colpaccio all'ultima curva, con una bagare cominciata molto prima, almeno quella serrata, quella dove i cambi di posizione sono diventati una regola quasi ad ogni staccata, in gara 1 come in gara 2.

I maestri di gara sono stati Melendri e Laverty. Le qualità dei due piloti sono differenti in modo evidente, Marco appare più impulsivo e adrenalinico, Laverty più compassato ma esageratamente concreto. In tutte le bagare, nonostante i piazzamenti delle due gare, Sykes non è mai sembrato averne abbastanza da poter vincere, mentre Guintoli, anche se molto consistente in Gara 2, è sempre sembrato in difficoltà.

Lascerà molti strascichi polemici l'assegnazione del terzo gradino a Sykes in Gara2, il pilota della verdona è arrivato lungo in staccata all'ultima chicane per superare Guintoli, ma rientrato in pista non ha ceduto la posizione. La direzione gara gli ha dato ragione adducendo che Sykes fosse già davanti al momento dell'errore, ma dalle riprese era ben chiaro che Sykes è passato davanti in virtù di una staccata nata già troppo profonda e non controllabile.
Sta di fatto che incredibilmente la direzione gara gli ha dato ragione.

Dietro di loro i piloti che più di tutti hanno dato vita ad una bagare vivace, anche se disordinata e poco fruttuosa, sono stati Giugliano, Fabrizio, Davies e Rea. Piuttosto sfortunato Rea, che partito dalla quarta casella nelle 2 manche ha avuto molta sfortuna. In gara 1 con la folle a far sbagliare il pilota irlandese, in gara 2 la frizione lo ha costretto al ritiro. Non sembrano fruttare per ora gli investimenti di Honda.

Veloce di sicuro il nostro Giugliano, ma ancora troppo focoso, troppo irruento è spesso il suo primo problema. Troppi lunghi, troppi errori che lo costringono a continue rimonte furbonde. Bravo Fabrizio, combatte un po la sua RSV4, ma gara 2 lo premia. Costanti le Suzuki, chissà se torneranno davanti.
Ducati? Grande assente. Badovini fa un salto in avanti in Gara 2, ma non è la Ducati che tutti vorremmo vedere. E le notizie sono pessime. L'edema osseo di Carlos potrebbe essere più serio del previsto, e a Donington potremmo non vederlo ancora sulla Panigale. Il tempo scorre e la 1199 non è pronta. Aveva quindi ragione Batta?

Chiudiamo con le considerazioni sul circuito di Monza, bello, veloce, spettacolare e... pericoloso? Sembra che da una settimana circa QUALCUNO abbia fatto scattare un'offensiva contro il tracciato italiano, reo probabilmente di voler far valere la sua opzione per il 2014 presa con in fratelli Flammini prima del passaggio del campionato a Dorna, e reo di avere un accordo particolare per il pagamento delle sue spettanze. E' stato dipinto come un circuito a dir poco mortale. Lungi da me ergermi sopra quelli che ci hanno corso a livello professionale, ma le 2 gare di Superbike hanno totalizzato sole 3 cadute. Poche rispetto ad altre gare. Questione di orgoglio o di pregiudizio? O forse solo di soldi. La parola sarebbe meglio darla ai piloti invece che a politici e cortigiani.
Settimana prossima MotoGP Le Mans
Wolf

Gara 1:
1. Marco Melandri - BMW
2. Tom Sykes - Kawasaki
3. Eugene Laverty - Aprilia
4. Sylvain Guintoli - Aprilia
5. Chaz Davies - BMW
6. Michel Fabrizio - Aprilia Red Devils Roms
7. Loris Baz - Kawasaki
8. Jonathan Rea - Honta Tenkate
9. Leon Camier - Suzuki Fixi
10. Davide Giugliano - Aprilia Althea
11. Ayrton Badovini - Ducati Alstare
12. Max Neukirchner - Ducati MR Racing
13. Fabrizio Lai - Kawasaki Pedercini
14. K Akyoshi - Honda Tenkate
15. Fabrizio Sandi - Kawasaki Pedercini
16. M Aitchinson - Ducati Effemberg Liberty
17. Juel Cluzel - Suzuki Fixi
Gara 2:
1. Eugene Laverty - Aprilia
2. Marco Melandri - BMW
3. Tom Sykes - Kawasaki
4. Sylvain Guintoli - Aprilia
4. Michel Fabrizio - Aprilia Red Devils Roms
6. Davide Giugliano - Aprilia Althea
7. Leon Camier - Suzuki Fixi
8. Loris Baz - Kawasaki
9. Ayrton Badovini - Ducati Alstare
10. Max Neukirchner - Ducati MR Racing
11. Fabrizio Lai - Kawasaki Pedercini
12. Vittorio Iannuzzo - BMW Grillini
13. Fabrizio Sandi - Kawasaki Pedercini
Classifica piloti:
1. Sylvain Guintoli 137
2. Eugene Laverty 124
3. Tom Sykes - 119
4. Marco Melandri 96
5. Chaz Davies 94
6. Loris Baz 75
7. Michel Fabrizio 74
8. Jonathan Rea 71
9. Davide Giugliano 49
10. Leon Camier 46
11. Jules Cruzel 41
12. Max Neukirchner 39
13. Ayrton Badovini 32
14. Carlos Checa 29
15. Leon Haslam 29
