Nessuna variazione sul tema in Francia, la Superbike conferma tutti i suoi punti fermi, un Ncilò Bulega infinito fiacca ogni resistenza, mentre la Superbike pasticcia ancora con i regolamenti.
Round di Magny-Cours della Superbike senza particolari variazioni, Nicolò Bulega contnua la sua corsa solitaria verso il titolo, la matematica potrebbe dargli ragione nel round di Cremona, ma anche in questa gara sono mancate le incertezze che fanno bene a questo sport.

Se Nicolò è indubbiamente il più appuntito dei piloti in pista, continua ad essere la Ducati Panigale l’arma assoluta di questo campionato, campionato che ancora una volta mostra la sua debolezza nel regolamento, che nonostante l’impossibilità di qualsiasi altra moto di raggiungere i risultati della rossa, trova ancora modo e tempo di penalizzare la Bimota alla vigilia di questo round, unica moto a poter dire qualcosa e a poter rendere interessante questa stagione.
Significativa Gara2, dominata da Ducati con ben sei moto prima di incontrare in classifica una Kawasaki, e con la regia che ha indugiato per quasi tutta la gara sulle retrovie, alla ricerca di spettacolo per gli spettatori. Spettacolo trovato in quel gran mattatore di Baldassarri, protagonista di una rimonta energica, emozionante e appassionata, nonostante la sua Panigale fosse menomata di un aletta e un pezzo di carena.

Stupisce invece lo stato, pessimo, di forma delle BMW, con Oliveira e Petrucci che sembrano ormai aver abbandonato tutte le velleità di poter portare le moto della casa bavarese a battagliare per le prime posizioni, là dove ce le aspettavamo. Che sia invece la compagine blu, Yamaha, ha costituire la schiena della classifica con una moto che ha ormai anni e limiti ben evidenti, è indicativo che un gran motore non basta. BMW e Honda sembrano le due facce della stessa medaglia, un motore infinito e una ciclistica che non permette nessun tipo di straordinario. Evidentemente nella coppia BMW-Toprak, chi ci metteva di più era il turco.
C’è un po’ di amaro in bocca anche per Bimota, con un costante Alex Lowes che riesce ancora a dire la sua di tanto in tanto,come oggi nella Sprint Race, ma che si pensava potesse raccogliere di più in questa seconda stagione, preda anche dei team Ducati clienti. Significative anche le difficoltà di Axel Bassani, speranza un po’ appannata del nostro motociclismo tricolore. Il giovane italiano deve trovare la spinta per convincere i vertici Kawasaki, che la sella è meritata anche nelle prossime stagioni.

Poco da raccontare delle gare, poco utile perdersi nelle battaglie per i posti da comprimari, in ogni gara è sempre Bulega che scappa, e agli altri può bastare il resto.
Prossimo appuntamento a fine mese con la Superbike a Cremona.