Categoria: Sport

Qui qualcuno ha barato! Non ci crede nessuno che un campionato del mondo possa finire a 5 giri dalla fine con mezzo punto di vantaggio. Di tutte le operazioni commerciali... questa è stata la più spettacolare di tutti i tempi! Max Biaggi, il corsaro, e Aprilia di nuovo sul tetto del mondo, 2 titoli per l'Italia che sa correre e vincere.


Sofferenza e gioia hanno fatto da cornice a questa ultima data del campionato del mondo superbike, e dovremmo anche da precisare "così come la conosciamo", visto che l'anno prossimo ci saranno alcuni cambi radicali nel massimo campionato delle derivate di serie.


Max Biaggi, con 41 anni sulle spalle e più di 20 in carriera, oggi in Gara 2 sembrava ingessato e impietrito come uno scolaro. Dopo la caduta disastrosa (in termnini di punteggio) che lo ha rimesso alla portata di quei mastini di Melandri e Sykes, il campione romano probabilmente aveva le budella attorcigliate, la sua guida è apparsa contratta e poco fluida, fino a quando dopo metà di Gara 2 si è liberato dei demoni, è andato a prendersi la quinta piazza e il campionato.

 



Una vittoria che definire di misura sembra quasi una barzelletta, la potremmo dire "chirurgica" tanto poco è quel mezzo punto, ma sono stati proprio la strategia, il tatticismo, la costanza che ha caratterizzare questo 6° titolo. Lo dicono i numeri, lo dicono le sole 5 vittorie su 28 disponibili, lo dice il mezzo punto, lo dicono i pochissimi zeri sulla sua roadmap.

Insomma, un grande Biaggi.

Ma cosa è successo oggi?

Gara 1 è partita con l'iumido, caratteristica principale di quest'anno, dove la pioggia è stata una costante. E' stato più che altro un campionato mondiale superbike in umido a dargli un nome più consono. Sta di fatto che al secondo giro Biaggi viene tradito dalla pioggia e dalla sua RSV4, cade e vede il titolo sfilare via insieme agli avversari. L'acqua si sa è una brutta bestia, ma un redivivo Melandri sembra poter mettersi la gara in tasca, rinvenendo da metà gara in poi. Diventa anche più concreta quando il solito Rea, abbondantemente in testa ma poco intelligente nella condotta di gara, invece di stabilizzare il ritmo tira troppo e si stende. Ma è Sylvain Guintoli a chiudere primo, il francese in casa e sull'acqua vola, da grande specialista come ormai si è dimostrato strapazza Melandri e la S1000RR, con quel bicilindrico a pochi chilometri dalla pensione che non poteva ricevere consacrazione migliore.



Un applauso va ai tifosi francesi, accorsi in tanti per vedere "la bella", ma anche davvero calorosi a vedere il proprio connazionale vincere.
Unico dubbio raccapricciante: è normale che il 6° pilota in classifica e vincitore di 3 gare fatichi a trovare una moto per correre?

 


In Gara 2 Biaggi invece parte più accorto, forse troppo. Non piove ma l'asfalto è umido e viscido. Ne sa qualcosa Macho Melandri che al... perde l'anteriore su una striscia di bagnato e cade rovinosamente. Un avversario è fuori, ma l'altro, Tom Sykes, vola. Davanti fa la differenza e nonostante un Guintoli davvero assatanato, non molla, tiene botta e fa correre la verdona in ogni curva, in ogni accelerazione. Dietro intanto Max arranca, fatica a prendere le posizioni che contano, ma la caduta di Melandri lo ha avvantaggiano. Un piccolo lungo sembra metterlo fuori gioco, il 5° posto diventa difficile, passa il sospetto che Aprilia potrebbe ordinare a Laverty di fare gioco di squadra visto che è 4°. Ma non serve, Max si slega, comincia a guidare come sa, passa Checa e Giugliano, prende il giusto margine e va a vincere.


Questa la cronaca di una grande Domenica, bella, epica e combattuta fino all'ultimo. Dal mio canto reputo quasi una bestemmia fare il tifo per Max, in questo campionato il tifo è solo per lo spettacolo, e pur essendo contento del 6° titolo del corsaro, vedere Sykes e la verdona perdere per mezzo punto, fa male quasi altrettanto.
Biaggi, Melandri, Sykes, avesse vinto uno dei 3 a caso se lo sarebbero meritato e saremmo stati tutti contenti.

Le domente che vi facciamo sono:

Alla fine Biaggi ha meritato questo campionato?

Chi lo meritava di più? Sykes e la verdona o Melandri e la S1000RR?

Si mormora che molti team, tra cui il Pata, hanno difficoltà di budget per il 2013. Questo campionato resisterà?

Cosa dobbiamo aspettarci l'anno prossimo dalla nuova gestione e dalla TV che lo trasmetterà?

Prossima settimana MotoGP a Motegi, Giappone.

Wolf


Gara 1:
1. Sylvain Guintoli - Ducati Pata
2. Marco Melandri - BMW
3. Tom Sykes - Kawasaki
4. Maxime Berger - Ducati Red Devils Roma
5. Leon Haslam - BMW
6. Ayrton Badovini - BMW Italia
7. Eugene Laverty - Aprilia
8. Davide Giugliano - Ducati Althea
9. Claudio Corti - Kawasaki Pedercini
10. Loris Baz - Kawasaki
11. Nicola Brignola - BMW Grillini
12. Michel Fabrizio - BMW Italia
13. Jonathan Rea - Honda Ten Kate



Gara 2:
1. Tom Sykes - Kawasaki
2. Jonathan Rea - Honda Ten Kate
3. Sylvain Guintoli - Ducati Pata
4. Eugene Laverty - Aprilia
5. Max Biaggi - Aprilia
7. Davide Giugliano - Ducati Althea
8. Carlos Checa - Ducati Althea
9. Chaz Davies - Aprilia ParkinGO
10. Leon Camier - Suzuki Fixi
11. Maxime Berger - Ducati Red Devils Roma
12. Claudio Corti - Kawasaki Pedercini
13. Luca Zanetti - Ducati Pata
14. Hiroshi Aoyama - Honda Ten Kate
15. Nicola Brignola - BMW Grillini



Classifica finale piloti:
1. Max Biaggi 358
2. Tom Sykes 357,5
3. Marco Melandri 328,5
4. Carlos Checa 287,5
5. Jonathan Rea 278,5
6. Eugen Laverty 263,5
7. Sylvain Guintoli 213,5
8. Leon Haslam 200
9. Chaz Davies 164,5
10. Davide Giugliano 143
11. Michel Fabrizio 137,5
12. Ayrton Badovini 133
13. Loris Baz 122
14. Leon Camier 115,5
15. Jakub Smrz

Classifica finale costruttori:
1. Aprilia 444,5
2. BMW 421
3. Ducati 416
4. Kawasaki 397,5
5. Honda 293,5
6. Suzuki 136,5

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