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Superbike
Categoria: Sport

Week end che doveva essere una grande festa di motori e invece è stato caratterizzato dalla morte del giovane pilota della Moto3 Jason Dupasquier, tanta tristezza in pista, ma i motori gli hanno tributato il giusto saluto


Non è facile per questi talentuosi esseri umani della MotoGP e della Superbike risvegliarsi di tanto in tanto e ricordarsi che è uno sport fragile, pericoloso. In pista al Mugello oggi c’era il boss Mercedes di Formula1, e ha definito giustamente impressionante le velocità raggiunte da queste moto, da questi piloti, che a differenza della Formula1 non hanno quel guscio intorno che ha permesso di salvare davvero tante vite. E’ uno sport ancora pionieristico, pericoloso, nonostante gli interventi che si fanno per renderlo più sicuro, e per i quali i piloti stessi pretendono giustamente sempre il massimo della tutela.

Jack Miller Mugello


DUCATI TROPPI INCIAMPI SIA IN SUPERBIKE CHE IN MOTOGP

Riaccesi i motori le gare hanno preso il via una dopo l’altra, scaricando a terra tonnellate di cavalli e un divertimento che la gente continua a cercare nonostante il pericolo. Entrambi i mondi delle due ruote però hanno dato lo stesso verdetto: Ducati continua ad inseguire. Non si parla della classifica della gara e nemmeno quella della classifica mondiale, parliamo di quella continuità che caratterizza i piloti che oggi sono in testa al mondiale, quei piloti al Jonathan Rea che se non sono in grado di vincere la gara gestiscono la situazione in prospettiva con una forza mentale incrollabile, incassano tutto il possibile senza chiudere quella vena che fa perdere il senso di valutazione. Parliamo di quella continuità che non fa buttare via una gara, o che non fa passare da una gara vinta ad una gara incolore come quella di Jack Miller, parliamo di essere sempre tra i primi per guadagnare il titolo gara dopo gara e non con qualche exploit.

L’errore di Scott Redding ha davvero un sapore amaro, perché con i venti punti incassati sarebbe stato ancora agganciato saldamente alla ruota di Rea e pienamente nelle possibilità di disegnare una propria strategia per le prossime gare della Superbike, vincere a tutti i costi non è la strategia di un sei volte campione del mondo, bisogna che prima o poi qualcuno impari.

Discorso diverso per la MotoGP, ora che Quartararo è tornato nel momento di grazia, non si sa per quanto, se la casa di Borgo Panigale non trova un po’ di continuità e di competitività su tutti i tracciati, la lotta diventerà impari. Due piloti ufficiali ma il solo Zarco sembra aver colto che in attesa di far rendere la moto, va incassato tutto il possibile. Non che i piloti ufficiali si divertano a buttar via le gare, ma un cambio di passo è fondamentale prima di perdere il treno con il primo in classifica.

Superbike Scott Redding


LE GARE DELLA MOTOGP E DELLA SUPERBIKE

Gara1 Superbike delineata subito dalle fasi di partenza, Jonathan Rea si lascia sfilare al via da Scott Redding e Toprak Ragzatlioglu, e alla prima curva è già terzo, sembra solo un episodio in avvio, ma nei primi giri Rea fatica e si lascia sfilare anche da Rinaldi. La gara sembra un affare a due tra Scott e Toprak, ma da metà gara Rea, dopo aver risolto la questione Rinaldi, inizia a recuperare terreno e si presenta alle spalle del turco a otto giri dalla fine. Se il recupero è stato facile, passare Toprak in staccata è un’altra faccenda, mentre Redding prende il margine necessario a vincere, i due si danno battaglia fino alla linea del traguardo, ma è Ragzatlioglu ad avere la meglio. Ottimo recupero di Chaz Davies, da quindicesimo in griglia a sesto.

Superpole Race dove Scott Redding cerca di ripetere la buona partenza con lo stesso trio di Gara1, ma questa volta a gomme invertite sembra Toprak Ragzatlioglu ad avere la meglio. Al secondo giro il turco è già davanti, e prova a tenere a bada i due avversari. Redding non ha la stessa baldanza di Gara1, scala fino al quarto posto passato anche da Gerloff. Intanto Jonathan Rea torna su Toprak forte ancora di una staccata incisiva, ma il campione del mondo rompe gli indugi a metà gara e passa primo. Nel finale c’è spazio solo per Redding che riconquista la prima fila.

Gara della MotoGP trasformato in un dominio tutto di Fabio Quartararo, tranne i primi due giri in cui Pecco Bagnaia ha dato l’illusione di poter regolare il francese, ma la speranza è tramontata in una caduta. Via libera per la fuga di Quartararo, la battaglia si è consumata alle sue spalle, inizialmente sembrava che Zarco potesse dare vita ad una battaglia tutta francese, ma poi è stato risucchiato nel gruppo della KTM, davvero in forma al Mugello, e delle due Suzuki. Caduto a sei giri dalla fine di Alex Rins, resta una questione tra la Suzuki del campione del mondo Joan Mir e Oliveira su KTM. Il portoghese rintuzza gli attacchi della Suzuki fino all’ultima curva, dove il giallo del francobollo verde mischia le posizioni dopo l’arrivo. Attimi di suspense, ma le posizioni restano congelate perché entrambi in infrazione. Ma forse Zarco, subito alle loro spalle, avrebbe di che ridire.

Gara 2 della Superbike ricca di colpi di scena, dalla falsa partenza di Toprak Ragzatlioglu, che lo costringe a un doppio longlap mentre è secondo, all’errore dell’irruento Garrett che elimina Rinaldi dalla gara. Un lungo inseguimento quello di Rea su Redding, che gli rosicchia decimo dopo decimo, rompe gli indugi al quattordicesimo giro, e Redding invece di gestire butta nella ghiaia una seconda piazza importantissima per eccesso di furia. Negli utlimi giri si aspetta il grande ritorno di Davies che per sei giri resta a meno di un secondo, senza però riuscire a chiudere.

Joan Mir Suzuki


LE OMBRE DELLA MOTOGP

Tra i pensieri cupi resta quello di Valentino Rossi, in forte difficoltà con l’uso di queste gomme che lo hanno relegato nel giro di due stagioni dalla lotta al podio al fondo della classifica. Troppo per essere un problema anagrafico, o forse è proprio un problema di adattamento dopo aver visto tante moto e tante gomme diverse. I giovani lo fanno meglio?
Il secondo punto amaro è quello di Marquez, Marc non Alex. La Honda che ha puntato tutto sul nero, cioè sul salto nel buio di un pilota che ha bisogno tempo e spazio, e che in questo week end tra cadute, probabile impossibilità di chiudere una gara per dolori al braccio e una qualifica viziata da un espediente poco simpatico, ha mostrato le sue difficoltà di ripresa. Serve tempo, ma Honda in tutto questo sembra quasi aver fermato il tempo, una pausa infinita nell’attesa che il miracolo salvi la situazione.

Suzuki di nuovo nel limbo dello scorso anno, la moto è competititva, ma in gara arriva sempre quando i giochi sono già fatti, nella seconda parte della gara, tattica con cui Mir ha portato a casa un titolo, ma che difficilmente potrà dare un secondo riscontro.


LA SUPERBIKE HA TROVATO UN TERZETTO, MA OCCHIO A CHAZ

I tre contendenti sono indubbiamente loro, Jonathan Rea, Scott Redding e il giovane turco Toprak Ragzatlioglu, che in una pista dove Yamaha ha potuto dire la sua ha dato grossi problemi a tutti. Ma all'orizzonte inizia a defilarsi la sagoma di Chaz Davies, ripudiato troppo presto da Ducati che non ama, come tutti noi, le sue infinite fatiche nelle qualifiche, senza le quali si giocherebbe il podio goni week end.

Si chiude così questo week end, tante gare e tanta tristezza, un giovane ragazzo ha lasciato la sua famiglia, ma il circus continua a muovere i suoi caravan da una nazione all’altra. Prossima tappa xxx con la MotoGP, mentre la Superbike si riposa prima di arrivare a Misano.

 

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