La prima data del campionato Superbike 2021 regala grandi emozioni, Jonathan Rea sigla la centesima vittoria, mentre la domenica diventa una specie di bisca clandestina, la pioggia mischia il mazzo e i piloti giocano a carte coperte, o meglio a gomme coperte
Attendevamo tutti il verdetto dell’inverno, le squadre hanno passato mesi a riorganizzarsi cercando di portarsi a casa i piloti migliori o quelli più talentuosi, tutto con un unico obbiettivo: battere Jonathan Rea. Ma purtroppo la regola vuole che chi è in vantaggio non resti fermo ad attendere di essere ripreso, e Kawasaki quest’anno ha sfornato una nuova creatura, tagliente, affilata e questa volta anche muscolosa. Così se già la superiorità di Johnny non fosse sufficiente a spianare la strada verso il settimo titolo, Kawasaki ci ha messo il carico da 90, anzi da 100 e uno, il numero di gran premi vinti dal nord irlandese ormai proiettato verso l’olimpo dei grandi campioni, sempre che i nobili della MotoGP accettino un borghesuccio della Superbike.

REA LA MACCHINA, REDDING L’EMOTIVO
Troppo forte, troppo coriaceo, troppo concentrato, una specie di scudo lo avvolge, anche quando la moto di Garrett Gerloff lo colpisce, lo spinge, prova a buttarlo per terra, non succede nulla, una sbavatura e Johnny è di nuovo in pista, rincorre, attende, si concentra e poi riprende a macinare sorpassi. Sarà umano? Un prototipo di macchina AI?
Chi soffre di più è Scott Redding, in preda quasi ad una crisi di nervi specialmente in Superpole Race dove una scelta troppo conservativa, sua o del team, lo relegano a comprimario in una gara dove avrebbe potuto vincere. Poi in Gara2 salta fuori il vero Scott, coriaceo, fantasioso e un po’ pazzo, inforca un paio di slick quando gli altri montano le intermedie e azzecca un gran colpo di dadi. Qualche giro e poi sorpassa tutti come se fossero di una serie minore. Tra su e giù di classifica viene a galla la differenza nel modo di affrontare le gare, quasi una macchina incrollabile Rea, emotivo Redding. Vien da chiedersi se Ducati ha ancora carte per giocarsi per il campionato. O come detto da Davies la casa di Borgo Panigale non si sta impegnado davvero in Superbike?
La Domenica è trascorsa così, con quel poco di pioggia che ha lasciato la pista in quel misto di asciutto e bagnato che rende tutto incerto. I piloti quindi giocano a gomme coperte, arrivano sullo schieramento e poi montano le gomme nelle termocoperte così che nessuno possa capire la strategia scelta. Jonathan vince l’azzardo in Superpole Race con le intermedie, mentre Redding gli restituisce lo scherzo in Gara2.

LE TRE GARE DELLA SUPERBIKE
Gara1 che parte subito all’insegna delle Kawasaki, che si mettono davanti e provano a creare il vuoto dietro di loro. Lowes però perde presto il passo e viene risucchiato in un gruppo di pessimi soggetti, tra cui Redding, Gerloff e Ragzatlioglu, che dopo aver sistemato le cose con i compari assalta la seconda posizione al decimo giro. Ma c’è ancora spazio per il ritorno di Davies e Redding e nel finale Lowes si riprende la seconda piazza.
Superpole race con l’anomalia delle condizioni della pista, bagnata da una pioggia prima della gara risulta umida in diversi punti. I piloti si giocano la carta dell’incertezza, le Kawasaki con le intermedie e Scott Redding con le gomme da bagnato. Ci prova in partenza Scott a ripetere il successo della Superpole Race dello scorso anno, ma dopo qualche scaramuccia con Rea e Lowes, appare subito chiaro che ha scelto le gomme sbagliate, e inizia una nuova cavalcata di Rea. Intanto da dietro arrivano Gerloff e Davies, anche loro con le intermedie che provano a recuperare Lowes. Ma le posizioni si congelano, Rea completa la carica dei 101 e si va a Gara2.

Gara2 che parte con l’azzardo di Scott Reding che monta le slick, mentre quasi tutti i piloti ripetono la scelta delle intermedie. Primi giri di nuovo ad appannaggio delle Kawasaki, ma nel terzo giro si fa sotto Garrett che mette alla prova la corazza anti proiettili di Rea. Garrett gli cade addosso nel tentativo di infilarlo, lo porta fuori pista, ma Rea non cade nemmeno così. Rientra in quarta posizione mentre le gomme slick di Redding iniziano a lavorare. Servono solo due giri all’inglese per aver ragione dei quattro piloti che ha davanti, e poi si dà alla fuga, facendo tutti i dovuti scongiuri contro la pioggia. Il focus della gara si sposta allora sulla seconda piazza, sul duello tra Rea e Van der Mark, ci prova in tutti i modi di avere ragione dell’olandese, ma staccata dopo staccata ci vogliono tre giri prima di risolvere il contenzioso. Qualche scaramuccia nel finale tra Lowes, Van der Mark e Sykes, dalla quale ne esce Lowes.
A BORGO PANIGALE INTERESSA ANCORA LA SUPERBIKE?
Primo week end che oltre a regalarci un campione lucido e implacabile come Rea, ci ha raccontato un po’ di cose. Come ad esempio che Chaz Davies, anche se in un team clienti, resta ancora il numero due in casa Ducati. Nella prima uscita della Superbike 2021 Michael Rinaldi non ha brillato per niente.
Bene invece le due nuove BMW, che con gomme intermedie, specialmente in Gara2, si sono messe in mostra più delle Yamaha, che comunque complessivamente è sembrato davvero ben posizionato. Merito anche dell’americano Garrett Gerloff, in spolvero tutto il week end anche se ha fatto un errore di irruenza in Gara2. Honda ancora poco concreta, risultati altalenanti e poca presenza nelle posizioni che contano.

Segnaliamo anche la brutta prova televisiva per il gruppo Sky, nella foga di tramettere la Formula1 ha tagliato su TV8 le premiazioni di Gara1 con i festeggiamenti per la centesima vittoria di Rea e la premiazione di Gara2. Con questo tipo di promozione la Superbike faticherà sempre a crescere.
Risultati e classifiche della Superbike