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Martedì, Mar Nov 2020

Franco Morbidelli

Franco Morbidelli vince il MotoGP di Teruel davanti alle Suzuki sempre più consistenti, domina tutto il gran premio e si porta quarto in classifica mondiale scavalcando Andrea Dovizioso. Deludono le Ducati, convince il giovane Alex Marquez.

Che ci avrebbe provato lo aveva annunciato, ma Franco Morbidelli domina la gara MotoGP di Teruel spezzando l’arrembaggio delle Suzuki e del Marquez 2.0. Per un attimo abbiamo davvero pensato all’ennesima sorpresa della stagione, un Alex Marquez (progetto in codice Marquez 2.0) capace di grandi progressioni, questo Nakagami incredibile in qualifica, tutto sembrava pronto per eleggere l’ennesimo vincitore di questo strampalato campionato. Ma questo campionato è così, inutile provare a dargli una regola, uno schema statistico, un pronostico basato sulle gare precedenti, nel momento in cui tutto sembra pronto per la sorpresa, il campionato torna per un attimo ad una sorta di regolarità, una via verso un disegno che abbia una parvenza logica.

Andrea Dovizioso

La buona notizia per gli italiani, è che sul quel gradino più alto non si alternano solo spagnoli o francesi, c’è un po’ di Italia, c’è un po’ di quel pilota dal carattere tutto particolare, un po’ schivo, un po’ fuori dai cliché, ma capace di spremere questa Yamaha nemmeno troppo ufficiale e far dimenticare il resto d’Italia in moto che non funziona. Parliamo di quell’Italia in rosso, quelle Ducati reduci da un’altra impresa davvero scolorita, con un Dovizioso terz’ultimo al traguardo, Petrucci decimo, e la sola anomalia di Joan Zarco quinto al traguardo e per qualche giro anche sul gradino più basso del podio. Troppo poco per riabilitare un week end disastroso, con una delle peggiori qualifiche dell’anno, le GP20 in enorme difficoltà e un Dovizioso che cede la quarta posizione del mondiale. Diventa effettivamente difficile trovare colpe nei piloti quando la pessima prestazione è stata corale per tutto il week end, e solo un’anomalia francese ha salvato la faccia.

E’ la storia di questo campionato 2020, chi doveva farsi trovare pronto alla grande assenza di Marc Marquez alla fine è risultato assente. Parliamo del team Ducati, parliamo di Andrea Dovizioso, parliamo di Valentino Rossi e parliamo di Fabio Quartararo, il più accreditato per il titolo mondiale, ma con le ginocchia che hanno iniziato a traballare nel momento in cui il campione vero avrebbe dovuto fare la differenza, prima con il carattere e poi con la velocità. Solo ottavo oggi Quartararo, sicuramente non una delle sue peggiori prestazioni, ma la prestazione poco consistente gli è costata altri punti nei confronti di Joan Mir, anche oggi a podio, anche oggi più vicino al titolo.

Alex Marquez

LA GARA

Gara partita all’insegna di Nakagami, che alla partenza riesce a tenere la testa della gara mentre alla seconda curva un filotto di piloti va lungo lasciando nella ghiaia Miller e Binder. I colpi di scena durante il primo giro non finiscono, poche curve dopo Nakagami, capace di tenere a bada gli inseguitori, scivola sull’asfalto e finisce nella ghiaia mettendo fine ai sogni di gloria di Lucio Cecchinello. Tocca quindi a Franco Morbidelli mettersi in testa e tirare la carovana.
E’ un Morbido duro, sicuro e perfetto. Curva dopo curva, giro dopo giro, imposta la sua corsa verso il successo. Unica incognita è quell’Alex Marquez che come suo solito inizia la sua progressione verso la testa della classifica, nono al primo giro è già quarto all’undicesimo giro e sembra averne abbastanza per andare a prendere i primi, ma scivola al quattordicesimo giro buttando tutto nella sabbia. Un po’ di impegno ancora per Morbidelli per rintuzzare l’arrembante Alex Rins, e la seconda vittoria di stagione finisce in archivio.

Il Morbido c’è, quarto in classifica mondiale, la rincorsa non è agevole stando a 25 punti dal capolista, ma ci sono ancora 75 punti da disputarsi. Il problema sta proprio nelle Suzuki, in continua progressione con piloti in questa fase continui, veloci e motivati. Anche Rins sale in classifica, ma fa paura quel Joan Mir che non ha ancora vinto una gara, eppure stacca il secondo già di 14 punti. Può essere vera l’affermazione del grande Ago che vincere il titolo mondiale senza aver vinto una gara non è un titolo pieno, perché sono gare di velocità non un campionato di endurance, ma è pur sempre un campionato con tante date, ogni data si raccolgono punti, e a quanto pare il titolo si può vincere anche in questo modo. E alla fine chi vince… vince, punto. Speriamo di non dover più sentire come fu per Nicky Hayden.

Suzuki MotoGP

Tre gare al termine, ora che anche il Morbido c’è il campionato si fa più interessante. Restano le incognite dei due Marquez, resta l’incognita di una situazione pandemica in continuo peggioramento, e se il campionato venisse interrotto domani? Intanto resettiamo tutto e ci prepariamo alla prima delle due date di Valencia tra due settimane.

Michele Rubin (Wolf)

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