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Martedì, Mar Gen 2021

"La vera questine che ha dominato la gara,  è che una livrea brutta come quella del centenario della Repsol"

I punti chiave della gara non sono molti ma abbastanza chiari. La più importante, la vera questine che ha dominato la gara,  è che una livrea brutta come quella del centenario della Repsol non si era mai vista. Per la cifra pagata allo "stilista" io avrei fatto di meglio! Molto.


Classifica Gara:
1. Casey STONER - Honda
2. Dani PEDROSA - Honda
3. Jorge LORENZO - Yamaha
4. Marco SIMONCELLI - Honda Gresini
5. Ben SPIES - Yamaha
6. Alvaro BAUTISTA - Suzuki
7. Nicky HAYDEN - Ducati
8. Hector BARBERA - Aspar Ducati
9. Cal CRUTCHLOW - Yamaha Tech 3
10. Valentino ROSSI - Ducati
11. Hiroshi AOYAMA - Honda Gresini
12. Randy DE PUNIET - Pramac    Ducati
13. Colin EDWARDS - Yamaha Tech 3    

Classifica piloti:

1. Casey STONER 284
2. Jorge LORENZO 240
3. Andrea DOVIZIOSO 185
4. Dani PEDROSA 170
5. Ben SPIES 146
6. Valentino ROSSI 139
7. Nicky HAYDEN 114
8. Marco SIMONCELLI 106
9. Colin EDWARDS 90
10. Hiroshi AOYAMA 87
11. Hector BARBERA 77
12. Alvaro BAUTISTA 67
13. Cal CRUTCHLOW 52
14. Karel ABRAHAM 50
15. Toni ELIAS 47

Le pagelle:

Stoner 10. Forma stratosferica. Le uniche sbavature sono quelle della gomma posteriore in mezzo alle curve

Pedrosa 9. Non sbaglia niente e fa il massimo, ma extra-Stoner è di un altro pianeta

Lorenzo 9. Fatica e rema, e da metà gara ritorna ad essere sè stesso, ma non basta, il titolo si allontana

Il Sic 8. Quando la moto gli da quello che deve, la sua guida è spettacolare e mangia avversari insaziabile. Peccato che qualche errore di troppo rovina sempre tutto

Spies 8. Ci prova e quasi ci riesce ad andare a podio, ma da metà gara precipita e cede le armi.

Bautista 7. La progressione continua e mette in luce un talento e una moto per troppo tempo parcheggiati in fondo allo schieramento

Rossi-Ducati 5. Pur sperando che tutte le strane mosse viste in questo gp abbiano un perchè, brucia l'affermazione di Rossi nel dopo gara "tutto quello che proviamo non va!"

La gara 7. Le prime due posizioni non riservano emozioni, tranne le derapate di Stoner, ma dietro i sorpassi ci sono, Il Sic da spettacolo, Bautista fatica a tenersi la 6° posizione e Rossi illumina posizioni e bagare, che solitamente restano lontane dalle telecamere.

 


Lasciando perdere la questione della livrea Repsol (mi ossessiona!) ci si può dedicare ad aspetti secondari, come per esempio rilevare, dalle parole e dall'atteggiamento, la resa di un Lorenzo che solo in stato di grazia e con una Yamaha perfetta può domare Casey Stoner. L'australiano è imprendibile, è in forma, sembra costantemente incazzato con le curve e con la ruota posteriore della sua moto. Se ci fosse un ente per la protezione da maltrattamenti dell'asfalto, Casey sarebbe in galera!

Pedrosa ha perso il campionato per la casuta con il Sic e i gp persi? Macchè! Anche quest'anno c'è qualcuno che va più forte, e sopratutto, è più costante.

Poi ci sono quei 3 piloti che emozionano, ma con sensazioni diverse. Abbiamo un Sic adrenalinico, che ci mette i migliori sorpassi, ma sbaglia ancora troppo. Abbiamo un Ben Spies che sembrava essere da terzo posto, aggressivo nella guida come ci piace Texas Terror, ma che a fine gara si fa rimorchiare da Lorenzo. E poi un Alvaro Bautista, che ancora si fa vedere con questa moto, giudicata fin'ora non competitiva, a ridosso delle posizioni che contano.



Ma quello che ha tenuto come al solito banco è la telenovela Ducati-Rossi. Si attendeva che arrivasse il tanto agognato pezzo di alluminio a sostituzione del pregiato, ma troppo rigido, carbinio. Per ottenerlo Valentino ha accettato anche la partenza dal box, visto che per cambiare gli attacchi ai motori Ducati ha dovuto pescare il settimo motore, questione che da regolamento impone la partenza dai box 10 secondi dopo il via del resto della truppa.
Risultato? Nulla. Un devastante Nulla!
Inizialmente il recupero di Rossi fino alla 9^ posizone aveva fatto ben sperare, ma da metà gara è stato risucchiato nel gruppo e a fatica ha chiuso 10°
Nel dopo gara arrivano dichiarazioni pesanti, brutte, che fanno sembrare sempre più amara quella dichiarazione di inzio anno "dovrò adattare il mio stile a questa moto" (ancora ho i brividi).
Rossi "tutte le cose che proviamo non vanno" e "mi guardo in moto e sono contratto". L'amico Uccio poi rincara "la moto è troppo corta, la posizone delle pedane per Valentino è innaturale, gli fanno male le ginocchia, guida troppo arretrato". Insomma, tutto sbagliato, tutto fuori misura.
Arriva anche un mea culpa, Valentino ammette e ricorda che quella moto in mano a Casey, l'anno scorso andava come un fulmine. Quasi una resa di fronte a sua difficltà Ducati GP11.

E quindi che fare? Difficile davvero dirlo, Ducati sembra nella confusione, e la decisione di passare all'ulluminio non ci piace più di tanto. Ma peggio è per le gare perdere un protagonista di questo calibro per mantenere una filosofia.



Come chiudiamo? Ma si, con la solita polemica. Si è sentito di nuovo un commentatore della MotoGP chiedere che la SBK si faccia un po' da parte per far spazio alla moribonda classe regina. Pessimo parlare di ciò che non si capisce. Pessimo parlare dell'orto degli altri.

E ricordate, sempre giù del gas ma mi raccomando... selezionate la mappatura "brain"!

Wolf