
Una giornata spettacolari da triplo infarto, come tre sono le gare che hanno animato dall'alba al tramonto la Domenica degli appassionati. Marc Marquez e le Aprilia sono stati i vincitori di lotte titaniche, ponendo finalmente la MotoGP allo stesso livello di spettacolarità della Superbike. Ma quello sprazzo di rosso che non ti aspetti...
LA MOTOGP
La tensione all'alba della gara della MotoGP era ben tangibile, in ballo c'era e c'è il titolo, e quel matto di Valentino ci fa sempre impazzire con quelle sue pessime qualifiche che poi ci fanno attendere in tensione maniacale il miracolo. Ma tutto ci si poteva aspettare, meno la gara più bella e divertente del campionato, anche se qualcuno a casa sarà rimasto deluso dal finale in cui Valentino è rimasto fuori dal podio, come qualcun altro ha gioito per una rossa che ha fatto sognare vecchi tempi che sembrano poter tornare.
Una lotta titanica dal primo all'ultimo giro, che per i primi sette giri ha visto un gruppo di sei piloti contendersi le prime posizioni, con il solito Lorenzo in testa, che via via ha selezionato i veri contendenti al podio, lasciando indietro Crutchlow e Pedrosa. La lotta è proseguita furibonda per altri 8 giri tra Rossi, Iannone e Marquez, ma poi anche Lorenzo ha dovuto lasciare il suo status di comfort, e buttarsi dalla mischia.

E' facile dire che in questa gara ci sono stati più sorpassi che in metà delle gare di campionato messe insieme, ma sono stati i due outsider, Marquez e Iannone, a fare la differenza. Marquez con uno spettacolare ultimo giro in cui ha divorato il vantaggio di Lorenzo e lo ha fulminato con un sorpasso degno del suo grande talento. Iannone rintuzzando e negando il sorpasso e i punti a Rossi. Che motore questa nuova Ducati!
Un finale incerto fino all'ultimo giro, che poteva tradursi in un disastro completo per Rossi, o anche nel colpaccio di mettersi dietro il compagno. Sostanzialmente è finita a vantaggio di Lorenzo, ma in maniera non troppo tragica. 7 punti recuperati dal maiorchino, e la fedina penale macchiata per Andrea Iannone, se non per aver messo dietro Rossi in un momento così topico, per aver ucciso un gabbiano con una testata degna di fightclub!. Di certo Rossi deve aumentare ancora di più la sua consistenza, prima Pedrosa e ora Iannone, per vincere il mondiale non ci possono più essere se e ma, non ci possono più essere Pedrosa, Iannone ma nemmeno Marquez.

LA SUPERBIKE
In Superbike, due gare di chiusura che dovevano essere una cavalcata trionfale per Jonathan Rea con il record da strappare a Colin Edwards, si sono trasformate in due duelli incandescenti, due bagarre che non smentiscono il DNA del massimo campionato delle derivate di serie, anche se qualcuno prova ad annacquarlo.
In Gara 1 le moto scattano e si forma un gruppetto con i soliti, Rea, Sykes e Davies, a cui però si aggiungono anche Haslam e Torres. La bagarre inizialmente vede le due Kawasaki e la Ducati di Davies, ma poi il gallese resta indietro e subentra prima Haslam, e poi Torres. E' quest'ultimo che una volta scaldatosi arriva a mangiare il vantaggio delle Kawasaki, che nel frattempo si erano ingarellate in una lotta poco fraterna, fino ad una carenata con cui Rea si fa spazio e prende il comando. Ma Torres oggi ne ha, ha imparato quasi tutto di questa Superbike, la sua staccata non è ancora all'altezza dei primi, ma la moto la sa far correre, e sul lungo rettilineo di Losail il motore della RSV4 fa paura.

Arriva su Rea, lo incalza ma in pochi pensano possa passarlo e resistere, ma non è così. Torres passa e per i giri rimanenti resiste a Rea, lo tiene dietro e quando passa fa valere il maggior motore, ma non solo. Costringe il nord irlandese a giocare il tutto per tutto all'ultima curva, fino a farlo sbagliare, Torres tiene la linea e va a vincere la sua prima gara del mondiale.
Gara 2 parte con l'interrogativo del conflitto tra Rea e Sykes, che dopo il brutto scherzo di Gara 1 si è rifiutato di accettare le scuse del compagno. Il dubbio è che uno spettacolo come quello di Gara 1 non si possa ripetere. Non è così. Il gruppo compatto e pazzesco è il solito, Rea, Sykes, Haslam, Davies e Torres. Ma cambiala gara e cambiano i protagonisti. Questa volta è subito Davies che prova ad imporsi, lo fa a suon di staccate che rendono imbarazzanti le capacità di fermare la moto di qualsiasi altro pilota.

Messosi davanti il pilota gallese deve resistere prima a Rea, che lo mette alla prova in ogni curva, ma succede quello che nessuno si aspetta. La sua ZX10R si ferma, e Jonathan deve abbandonare i suoi sogni di record. A quel punto si era già fatto sotto Haslam, che aveva regolato prima Sykes e poi Rea. Comincia un duello che vedrà i due piloti lottare per tutto il resto della gara sempre a pochi centimetri tra loro, mentre a pochissima distanza Tom Sykes è pronto a cogliere qualsiasi opportunità.
Nessuno pensa che Davies possa resistere per tutto il resto della gara al gran motore dell'Aprilia, ma alla fine di ogni rettilineo bisogna frenare, e Chaz è spaventoso! Recupera ogni volta metri di svantaggio, rintuzza ogni attacco e la Ducati Panigale è davvero sua. Solo all'ultima curva, dopo 17 giri perfetti il gallese commette una piccola sbavatura nella curva che immette sul rettilineo finale, ma è anche troppo, Haslam è pronto, imbocca il rettilineo per primo e va a vincere la gara conclusiva del campionato, la sua seconda stagionale.

Un messaggio forte quello del finale della Superbike, con Chaz Davies che chiude secondo in campionato facendo così un grande regalo a Ducati, ma imponendosi come prima guida della rossa, facendo notare tutto il suo talento. L'altro messaggio arriva chiaro e forte a Noale e a Pontedera: forse questa RSV4 non è pronta per ritirarsi. Team dalle grandi capacità cercasi...
Giornata da dedicare alla Ducati, con Davies e Iannone che si sono dimostrati il vero sussulto dello spettacolo. La Superbike va in vacanza dopo averci regalato grandi emozioni e un nuovo campione del mondo. Ora tocca alla MotoGP portare a termine uno dei campionati più contesi degli ultimi anni.
Prossima data a Sepang Domenica prossima.
Wolf

