
Primo appuntamento col mondiale prototipi con il botto. In pista i colpi di scena non sono mancati, tra cadute, outsider e moto clienti, la spuntano sempre gli stessi. Due giganti hanno dato spettacolo fino all'ultimo giro, infiammando gli appassionati e chi di solito se la dorme durante le gare di MotoGP. La notizia più ecclatante? Finalmente Rossi porta la una fidanzata in pista!
Va bene va bene, non sono un giornalista serio... ma a dire il vero non sono nemmeno un giornalista. Il protagonista della gara è stato lui, il 9 volte campione del mondo, tanto amato o tanto odiato, dato per fantasma del deserto dopo le qualifiche, per poi trovartelo a battagliare lì davanti per la prima piazza con il nuovo leone dominante. Marc Marquez? Beh in questo caso co-protagonista di lusso, un po' come nei film in cui ci sono due grandi nomi, ma uno dei due è quello acclamato nei trailer.
L'ultimo assalto
Valentino Rossi per questa stagione ha prepararto il ritorno in grande, un po' come l'ultima grande spedizione in cui non si lascia niente al caso. Lui stesso si considera un vecchietto, nelle interviste lo dice spesso, dopotutto sarebbe una pazzia non accorgersi della differenza tra i suoi 35 anni e i 21 di Marc Marquez, e di cosa vuol dire in pista. Ma il campione di Tavulia cura tutto, anche quello che una volta poteva lasciare al suo polso. Cambio capo meccanico, ma anche qualche abitudine che una volta lo caratterizzava. Questa volta lei c'è, la bella Linda era al parco chiuso e nel box, un po' come avviene per alcuni piloti, un po' come da sempre avviene nella più sana Superbike. A noi che ci frega? Beh... è un bel vedere.

Una battaglia titanica quella che abbiamo visto tra lo spagnolo e l'italiano, una battaglia durata ben metà gara, con la differenza tra moto, gomme e elettroniche annullate dalla bravura di due manici assoluti, che hanno fatto vedere una grande gara. Marc Marquez è stato semplicemente perfetto, nessun dubbio, nessuna pazzia, solo un controllo totale della moto, quasi fosse un'estensione del proprio corpo. Al penultimo giro, dopo l'ultimo tentativo d'attacco di Rossi, decide di dare lo strappo definitivo e mette tra lui e l'italiano quei metri che non si possono più ricucire, andando a prendersi la rivincita sulla stessa battaglia dello scorso anno. Però noi continuiamo a preferire la bella Linda.
Protagoniste le cadute
Dire che la gara è stata inficiata dalle cadute non è corretto, ma la perdita di un Jorge Lorenzo al primo giro, che con una partenza a razzo è riuscito ad agguantare la testa, lascia in bocca un gusto un po' amaro, come se qualcuno ci avesse rubato l'ultima forchettata di torta. Non trascurabili nemmeno le cadute di Stefan Bradl, in testa per quasi metà gara, quella di Alavo Bautista mentre era a portata di podio, e un buon Bradley Smith. Speriamo solo che i detrattori di Rossi non dicano che ha unto lui le gomme degli avversari per arrivare più avanti.
Questo è un punto su cui davvero soffermarsi, perchè mentre tutti attendevamo le Open, Ducati o NGM che fossero, sono arrivate lì davanti le moto factory clienti, quelle che fino all'anno scorso si affacciavano solo di tanto in tanto nelle posizioni che contavano. Di sicuro Bradl e Bautista ci riproveranno a stare lì davanti, e bisogna solo sperare che ci riescano, perchè ne guadagna il divertimento.

ùLe Open e le Open "emmezzo"
Noi siamo aperti ai pasticci della Dorna, e questa è l'unica cosa di Open che si è vista. Dopo il disastro di Espargarò nelle qualifiche, tra cadute illustri e una buona gara, lo spagnolo è riuscito ad arrivare ai piedi del podio. Non si può dare un voto positivo alle Ducati Factory con facilitazioni Open, una moto factory con tante possibilità in più delle giapponesi, una Open "emmezzo" si potrebbe dire, ma che nonostante tutto sono arrivate dietro alla moto di Aleix Espargarò. Il team Ducati, piloti e ingegneri, sono comunque soddisfatti, vedono dei miglioramenti e parlano di gap dimezzato, ma la strada è ancora in salita. Ce la faranno anche con 21 litri nel serbatoio?
Due considerazioni finali. Nella gara americana vedremo di nuovo Jorge Lorenzo e lo stesso Rossi che anche l'anno scorso partì bene in Qatar, ma poi si perse durante la stagione. Prova d'appello? Imbarazzante un po' i tentativi delle "genti" che ruotano intorna alla MotoGP per spiegare e giustificare il regolamento peggiore della storia del motociclismo mondiale. Bene i due illustri commentatori in studio che lo hanno bocciato senza peli sulla lingua.
Prossimo appuntamento per le moto mondiali ad Aragon, per il secondo round del campionato mondiale Superbike e ad Austin con la MotoGP, un grande week end.
Wolf

Classifica gara:
1. Marc Marquez - Honda
2. VAlentino Rossi - Yamaha
3. Dani Pedrosa - Honda
4. Aleix Espargarò - NGM Forward FTR-Yamaha Open
5. Andrea Dovizioso - Ducati
6. Cal Crutchlow - Ducati
7. Scott Redding - Honda Gresini
8. Nicky Hayden - Aspar Aspar Honda Open
9. Colin Edwards - NGM Forward FTR-Yamaha Open
10. Andrea Iannone - Pramac Ducati
11. Hiroshi Aoyama - Aspar Aspar Honda Open
12. Yonny Hernandez - Pramac Ducati
13. Karel Abraham - Cardion AB Honda Open
14. Danilo Petrucci - Ioda Racing ART
15. Broc Parkes - Paul Bird PBM
16. Michael Laverty - Paul Bird PBM
17. Mike Di Meglio - Avintia Racing

Classifica piloti:
1. Marc Marquez 25
2. VAlentino Rossi 20
3. Dani Pedrosa 16
4. Aleix Espargarò 13
5. Andrea Dovizioso 11
6. Cal Crutchlow 10
7. Scott Redding 9
8. Nicky Hayden 8
9. Colin Edwards 7
10. Andrea Iannone 6
11. Hiroshi Aoyama 5
12. Yonny Hernandez 4
13. Karel Abraham 3
14. Danilo Petrucci 2
15. Broc Parkes 2
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