Categoria: Sport


Il campionato mondiale superbike riapre i battenti, tra rivoluzioni annunciate e mistificazioni di finte Superpole, quello che rimane è un gusto pazzesco per la bagare, per la staccata a bandiera, per la sorpresa che non ti aspetti e per le novità in genere. DNA da veri racer? Ne sanno qualcosa Eugene Laverty e Sylvain Guintoli.


Sembra pazzesco e un po' anche premonitivo, ma i due protagonisti dello "scandalo" di fine 2013, riprendono il filo del discorso da dove lo avevano lasciato. Eugene Laverty, "trombato" dall'Aprilia dopo aver vinto nel 2013 tante gare quante il campione del mondo Tom Sykes a causa di un pasticcio contrattuale in casa Aprilia, e Sylvain Guintoli, partito alla grande a inizio 2013, remissivo gara dopo gara è riuscito a tenersi la sella con... la penna. Si esatto, quella che scrive sui contratti.


LE GARE

Sta di fatto che ci siamo visti due belle gare, Eugene Laverty aveva fatto vedere di che pasta era fatto fin dai test, e la seconda fila della Superpole non sembrava rendergli giustizia. Dopotutto è "solo" una Suzuki pensavano in molti, ma scattato il via, dopo essere rimasto un po' indietro mentre il trio di testa, Laverty, Melandri e Giugliano, battagliavano, lui metro dopo metro, decimo dopo decimo è risalito. Si è mangiato Giugliano, poi Melandri e infine il "colpevole", il francese. Lo sanno tutti no? Il colpevole è sempre "il francese".

 



In Gara 2 le cose sono andate un po' diversamente, il gruppone che si è formato nella prima metà di gara era molto più nutrito, e alla fine della questione ne sono usciti fuori Guintoli, Giugliano, le due Kawasaki di Baz e Sykes e... Laverty. Un incubo per le Aprilia che lo hanno scaricato, uno spettro bianco e blu, ma che alla fine, forse troppo tirato, forse troppo giovane di progetto, lo ha pagato con una gran fumata bianca di motore. Olio per la pisra, limite di giri regolamentare superato, la gara è finita con in testa Guintoli, che porta a casa anche quest'anno una gara da Phillip Island. Macho Melandri? Beh, un drittone nelle prime fasi lo ha relegato in fondo alla gara, a risalire faticosamente, per poi chiudere in 8^ posizione.


RIPENSANDOCI... NULLA E' COME SEMBRA

Ho volutamente tagliato corto con il resoconto delle gare, che spero per voi abbiate visto e se non lo avete fatto c'è sempre il sito di Mediaset, perchè un po' di considerazioni mi ronzano in testa.

Prima di tutto va commentato il binomio Suzuki-Laverty. Eugene non si è fatto problemi a dichiarare che il Gixxer è la migliore superbike che abbia mai guidato, ma la sverniciata che si è preso in Gara2 da Guintoli e dall'Aprilia la dicono lunga sulla differenza di motore. Certo, non conta solo quello, e la maneggevolezza della Suzuki ha coperto abbondentemente il gap tra le curve di Phillip Island. Ma nei prossimi circuiti? Cosa accadrà quanto i cavalli su un lungo rettilineo, tipo Aragon, conteranno più del telaio? Certo, Checa con una 1198 ci ha fatto vedere come si può ovviare, ma quello era un bicilindrico...

 



Esce vincitore Sylvain Guintoli, che come l'anno scorso porta a casa un bottino notevole che lo mettono in posizione di leppre. Il problema è che a quel punto della gara, prima che il motore di Laverty esplodesse, non era saldamente al comando, ma come una gara di Superbike che si rispetti, era braccato come da una muta di cani. Come sarebbe finita?

Delude molto Alex Lowes, accreditato come protagonista dei test e atteso alla conferma sul circuito, dovrà attendere il secondo round per far vedere cosa è capace di fare in pista. In Gara1 cade, in Gara2 pasticcia. Non era la sua domenica.

Kawasaki non decifrabili, e specialmente Tom Sykes, in entrambe le gare dietro al compagno Loris Baz che l'anno scorso nemmeno si poteva avvicinare, mentre le verdone in Gara1 non riuscivano a tenere il ritmo dei primi, Suzuki compresa.

Ducati, meraviglioso capitolo Ducati. La Superbike deve avere una Ducati tra i protagonisti e vedere la Panigale lottare con i primi è davvero una gran bella cosa. Ovviamente c'è il circuito, favorevole alla moto bolognese e che potrebbe essere bugiarda, ma quel grande strapazzatore di moto che è Davide Giugliano potrebbe prenderci gusto. Il supporto del team ufficiale sembra a questo punto fondamentale per la messa a punto di una moto così... differente.

 



Capitolo Macho Melandri? Beh il ritorno a casa del ravennate non è stato per ora un granchè, anche se porta a casa il terzo posto in campionato. Che lui possa far fatica o meno a metterla a posto, avrà qualche problema in più a giustificarlo quest'anno. La Yamaha faticava, la BMW era nuova, questa... beh questa è praticamente la migliore del lotto. O vince o... vince!


PHILLIP ISLAND: STUPENDA E BUGIARDA

Tutte le considerazioni qui sopra però sono viziate. Viziate dallo splendido tracciato di Phillip Island, che con le sue curve e i suoi sali e scendi ha spesso mentito al campionato, proponendo una versione diversa dei valori in campo. Appelo ad Aragon tra un mese e mezzo, tempo che concederà a tutti di leccarsi le ferite e mettere i cerotti (o una pezza) dove serve.

Mia considerazione finale sulla partenza del nuovo campionato con il nuovo format. Beh, chi ogni tanto mi legge sa un po' come la penso. Superpole straziata dalla formula sonnolenta e sciocca della MotoGP, EVO fotocopia delle CRT arrivano esattamente nelle posizioni in cui quest'ultime arrivavano in MotoGP, mentre a differenza della MotoGP un numero più nutrito di marche e team danno spettacolo lì davanti. Viene quansi da pensare che ciò che è rimasto del vecchio dia spettacolo, mentre quello che di nuovo è arrivato... sia inconsistente o negativo. Avremo tutta la stagione per capirlo.

Prossimo appuntamento con la MotoGP per la partenza di campionato in Qatar, il 23 Marzo

Wolf

 



Gara 1
1. Eugene Laverty - Suzuki GSXR1000 Crescent Voltcom
2. Marco Melandri - Aprilia RSV4
3. Sylvain Guintoli - Aprilia RSV4
4. Davide Giugliano - Ducati Panigale
5. Loris Baz - Kawasaki ZX10R
6. Jonathan Rea - Honda CBR1000RR Pata
7. Tom Sykes - Kawasaki ZX10R
8. Chaz Davies - Ducati Panigale
9. David Salom - Kawasaki ZX10R EVO
10. Nicolò Canepa - Ducati Panigale EVO Althea
11. Glenn Allerton - BMW S1000RR EVO Motorrad Italia
12. Fabien Foret - Kawasaki ZX10R EVO MAHI India
13. Claudio Corti - MV Agusta F4RR MV Agusra RC-Yakhnich
14. Jeremy Guarnoni - Kawasaki ZX10R EVO MRS
15. Sheridan Morais - Kawasaki ZX10R EVO Iron Brain
16. Ivan Toth - BMW S1000RR Toth
17. Aaron Yates - EBR 1190 RX Hero EBR

Gara 2
1. Sylvain Guintoli - Aprilia RSV4
2. Loris Baz - Kawasaki ZX10R
3. Tom Sykes - Kawasaki ZX10R
4. Davide Giugliano - Ducati Panigale
5. Jonathan Rea - Honda CBR1000RR Pata
6. Leon Haslam - Honda CBR1000RR Pata
7. Chaz Davies - Ducati Panigale
8. Marco Melandri - Aprilia RSV4
9. Toni Elias - Aprilia RSV4 Red Devils Roma
10. David Salom - Kawasaki ZX10R EVO
11. Nicolò Canepa - Ducati Panigale EVO Althea
12. Fabien Foret - Kawasaki ZX10R EVO MAHI India
13. Alex Lowes - Suzuki GSXR1000 Crescent Voltcom
14. Sheridan Morais - Kawasaki ZX10R EVO Iron Brain
15. Glenn Allerton - BMW S1000RR EVO Motorrad Italia
16. Jeremy Guarnoni - Kawasaki ZX10R EVO MRS
17. A Andreozzi - Kawasaki ZX10R EVO Pedercini
18. Claudio Corti - MV Agusta F4RR MV Agusra RC-Yakhnich
19. Ivan Toth - BMW S1000RR Toth
20. Aaron Yates - EBR 1190 RX Hero EBR

 



Classifica
1. Sylvain Guintoli 41
2. Loris Baz 31
3. Marco Melandri 28
4. Davide Giugliano 26
5. Tom Sykes 25
6. Eugene Laverty 25
7. Jonathan Rea 21
8. Chaz Davies 17
9. David Salom 13
10. Nicolò Canepa 11
11. Leon Haslam 10
12. Fabien Foret 8
13. Toni Elias 7
14. Glenn Allerton 6
15. Sheridan Morais 3

 

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