
Mai pago, sempre furibondo, strapazza la manetta e straccia le gomme. Tom Sykes avrebbe potuto vincere senza mettere in mostra tutti i muscoli, ma il mascellone inglese ci ha abituati a non risparmiare niente della sua moto. Il campionato? E' lì alla portata!
Un week end che era cominciato male, con grossi nuvoloni che a intermittenza bagnavano la pista, si è trasformato in quel colpo di reni che serviva a Tom per abbattere le resistenze psicologiche dei piloti Aprilia. Il finale di Gara 2 è stato quasi emblematico, una resa simbolica.

La Superbike regala sempre e comunque emozioni, i sorpassi, gli inseguimenti, gli incroci di traiettoria e le sportellate sono l'ABC dello spettacolo in pista della massima categoria delle derivate di serie. In Gara 1 la bagare si è svolta per lo più per le posizioni dalla 6^ in poi, anche se è stata molto appassionante, ma in Gara 2, Sykes a parte, anche solo per la 2^ e 3^ posizione c'è stato davvero grande spettacolo in pista.

Di tutto questo spettacolo oggi Tom Sykes ha dato ancora dimostrazione di meritarsi di essere il re di quella che forse sarà l'ultima stagione ai massimi livelli, prima che la Dorna cominci la sua operazione di sfoltimento e impoverimento. Tom oggi ha dato una grande lezione di motociclismo, con una partenza sempre impeccabile dalla prima casella, guidando per le curve del circuito di Magny-Cours sempre al limite, sempre velocissimo, senza mai farsi prendere dal mitico braccino.
Anche negli ultimi 2 giri di Gara 2, quando sono state esposte le bandiere bianche per la pioggia che cominciava a cadere, Tom è sembrato impertutbabile, senza rallentamenti, senza incertezze, con la ZX10R che sembrava il prolungamento del corpo di un centauro più che una moto. Anche solo guardarlo guidare da solo in testa, Sykes ha una guida adrenalinica ed eccitante. Rallentare perchè gli altri sono ormai staccati ed è inutile rischiare? Non se ne parla.

Partito bene in entrambe le gare, in Gara 1 gli è servita quasi metà delle tornate prima di fiaccare Guintoli, mentre Laverty è sembrato subito in difficoltà. In Gara 2 invece Sykes ha imposto da subito un ritmo incredibile, troppo per Guintoli e Laverty, che hanno passato la gara a cercare di imporre un primato dentro al box Aprilia. Il tutto è poi culminato in un episodio incredibile. Causa la pioggia a poche curve dall'arrivo Guintoli e Laverty sono caduti, rischiando di elimarsi dal campionato con un round di anticipo. Giù tutti e 2, stessa curva e senza toccarsi.
Ma il regolamento e i commissari arrivano in soccorso, espongono bandiera rossa e le posizioni si congelano, regalando ai 2 piloti le posizioni così ingenuamente buttate via.

Dietro tanti episodi da rivedere, tante situazioni e spunti interessanti. Elias dopo un buon debutto stenta a ripetere le buone prestazioni, e dopo una caduta in Gara 1 esterna malamente nel box il suo disappunto contro il francese Philippe, reo di averlo ostacolato e toccato varie volte.
Lente di ingrandimento sul box Ducati. Con Pirro la Panigale sembra funzionare, solo sarebbe meglio non caderci così tante volte, ma quello che pesa però più di tutto, è quel Lorenzo Lanzi che su una "vecchia" 1198S passa la nuovissima Panigale di Badovini in Gara 2, un ulteriore macigno su questa moto che sembra restia a fare bene il lavoro per cui è stata creata.
Bene il francese Philippe, che da debuttante nel campionato mondiale, ma su moto e pista consociuti fanno fare un bel risultato a Suzuki. Male invece le Honda, non convincono mai e per darsi un po' più di motore in Gara 2, il motore lo rompono. A Tokyo paiono proprio dormire. Bene Giugliano, non in evidenza come a Laguna Seca, ma conferma il grande talendo e chissà che il prossimo anno, faccia il salto finale.
Melandri? Aspettiamo di vederlo su un Aprilia, chissà che sia il suo anno.

Una giornata che ha regalato grande spettacolo, e che ha dato una spallata alla lotta per il campionato. Con tutti i dovuti scongiuri e toccando qualsiasi amuleto, è davvero Tom Sykes, il mascellone inglese, a meritarsi questo campionato, perchè è veloce, perchè diverte, perchè vince e convince.
Prossimo appuntamento a Sepang con la MotoGP e con l'inizio della volata finale per vedere forse un giovanissimo campione del mondo.
Wolf

Gara 1:
1. Tom Sykes - Kawasaki
2. Sylvain Guintoli - Aprilia
3. Eugene Laverty - Aprilia
4. Davide Giugliano - Aprilia Althea
5. Marco Melandri - BMW Goldbet
6. Michele Pirro - Ducati Alstare
7. Michel Fabrizio - Pata Honda Tenkate
8. Leon Haslam - Pata Honda Tenkate
9. Ayrton Badovini - Ducati Alstare
10. Lorenzo Lanzi - Ducati Mesaroli Transports
11. David Salom - Kawasaki
12. Federico Sandi - Kawasaki Pedercini
13. Vincent Philippe - Suzuki Fixi Crescent
14. Fabrizio Lai - Ducati MR Racing
15. Vittorio Iannuzzo - BMW Grillini

Gara 2:
1. Tom Sykes - Kawasaki
2. Eugene Laverty - Aprilia
3. Sylvain Guintoli - Aprilia
4. Davide Giugliano - Aprilia Althea
5. Chaz Davies - BMW Goldbet
6. Vincent Philippe - Suzuki Fixi Crescent
7. Marco Melandri - BMW Goldbet
8. Toni Elias - Aprilia Red Devils Roma
9. Lorenzo Lanzi - Ducati Mesaroli Transports
10. Ayrton Badovini - Ducati Alstare
11. David Salom - Kawasaki
12. Mark Aitchinson - Kawasaki Pedercini
13. Federico Sandi - Kawasaki Pedercini
14. Jules Cluzel - Suzuki Fixi
15. Fabrizio Lai - Ducati MR Racing

Classifica piloti:
1. Tom Sykes 411
2. Eugene Laverty 374
3. Sylvain Guintoli 373
4. Marco Melandri 339
5. Chaz Davies 270
6. Davide Giugliano 195
7. Michel Fabrizio 186
8. Loris Baz 180
9. Jonathan Rea 176
10. Jules Cluzel 162
11. Ayrton Badovini 127
12. Leon Camier 114
13. Leon Haslam 91
14. Max Neukirchner 84
15. Carlos Checa 80