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Sabato, Sab Ago 2020

ANCMA

Leggi che vanno, leggi che vengono. E' così da sempre e ne sappiamo tutti qualcosa, ma questa volta è ANCMA, l'Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori, che mette in luce uno delle solite retromarce di cui ci hanno abituati bene o male tutti i governi.


ANCMA scrive "Abbiamo appreso con sorpresa da fonti parlamentari del ritiro dell'emendamento al Decreto rilancio, depositato dall'On. Nobili in fase di conversione e finalizzato a introdurre alcune importanti modifiche al codice della strada: è una decisione che prende in contropiede il mondo delle due ruote”. È quanto ha dichiarato stamane il Presidente di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), sottolineando che il dispositivo prevedeva “importanti novità, tra cui l'introduzione della strada urbana ciclabile, del doppio senso ciclabile e la regolamentazione dell'accesso in autostrada di tricicli basculanti omologati L5e. Queste misure sono destinate a favorire lo sviluppo di una mobilità urbana green e l'utilizzo di biciclette e motoveicoli a tutto vantaggio dell'ambiente e della sostenibilità”.

Sull'indubbio dei veicoli a due ruote nel contesto che si è presentato in questo periodo, con un distanziamento sociale naturale, la possibilità di ridurre l'inquinamento nel caso delle due ruote cittadine, e la sostituzione in generale dei mezzi pubblici con quelli a due ruote, ha dato indubbia prova del valore di una scelta a due ruote.

ANCMA ha infine sottolineato che “in attesa di conoscere le motivazioni di questa decisione - che tanto più ci sorprende in quanto l'emendamento aveva ottenuto, a quanto ci risulta, il parere favorevole da parte del Ministero dei Trasporti - non possiamo che appellarci al Governo e al Parlamento affinché ripropongano in Aula queste modifiche, consentendo al nostro Paese di fare un altro piccolo ma decisivo passo verso la mobilità del futuro".

Osservazioni che rendono come sempre i cittadini di buon senso stupefatti davanti a quelle che molte volta hanno più il sapore di decisioni ideologiche che nulla hanno a che vedere con la vita reale quotidiana di noi tutti.

Michele Rubin

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