La custom culture italiana entra ufficialmente nelle aule del Parlamento.
Giovedì 16 luglio, presso la Sala Matteotti della Camera dei Deputati, si è tenuto il convegno di presentazione della proposta di legge “Disciplina dell’attività di costruzione, trasformazione e adattamento per la personalizzazione di autoveicoli e motoveicoli”, un’iniziativa del deputato Giandonato La Salandra.
Un appuntamento storico per un comparto che, per la prima volta, vedrebbe riconosciuta a livello istituzionale la propria identità economica, tecnica e culturale.
Artigiani e industria per la salvaguardia del prodotto “Made in Italy”
La proposta di legge nasce da una constatazione condivisa da tutti gli operatori: la customizzazione di auto e moto è un’eccellenza del Made in Italy che oggi opera in un quadro normativo incerto e frammentato, con regole spesso più restrittive rispetto a quelle vigenti in altri Paesi dell’Unione europea. Una filiera ampia e trasversale: dai piccoli laboratori artigiani di battilastra, verniciatori, tappezzieri e meccanici fino alle industrie della componentistica, che secondo le rilevazioni di settore vale circa 14,8 miliardi di euro, di cui 9,5 miliardi generati dal solo comparto motociclistico.
Istituzione di un codice ATECO per i preparatori
I due pilastri del provvedimento rispondono proprio a questa esigenza di riconoscimento: l’istituzione di un codice ATECO dedicato, che darà al settore un’identità statistica ed economica ufficiale, e un sistema di modifiche legali, controllate e certificate, fondato sull’istituzione del Registro nazionale delle imprese di customizzazione presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Certificazioni, omologazioni e formazione
Le imprese iscritte al Registro potranno rilasciare certificazioni con valore legale degli interventi eseguiti, sotto la supervisione di un responsabile tecnico qualificato attraverso percorsi di formazione strutturati. È previsto inoltre un dialogo diretto e continuativo con gli uffici della motorizzazione civile e per le officine registrate, procedure semplificate rispetto all’attuale articolo 78 del Codice della Strada per l’installazione di componenti omologati in Italia o in altri Stati membri dell’Unione europea.
L’intervento di Francesco Agnoletto
Al convegno, aperto dal saluto istituzionale del Questore della Camera On. Paolo Trancassini, è intervenuto anche Francesco Agnoletto, CEO di Motor Bike Expo, che ha portato la voce di oltre trent’anni di lavoro al fianco di appassionati, artigiani e imprese della custom culture.ù
“Regolamentare le modifiche e le personalizzazioni delle moto significa, prima di tutto, fissare standard qualitativi chiari”, ha sottolineato Agnoletto. “Il Registro nazionale, la figura del responsabile tecnico e la certificazione degli interventi sono strumenti concreti per distinguere chi opera con professionalità, formazione e responsabilità da chi improvvisa. È una garanzia per il consumatore, una tutela per il mercato e un riconoscimento, finalmente, per i tanti professionisti seri che oggi lavorano in un contesto di incertezza”.
Un passaggio centrale del suo intervento ha riguardato il rapporto tra personalizzazione e sicurezza: le modifiche apportate con consapevolezza tecnica e professionalità non sono un rischio, ma possono essere addirittura migliorative, elevando prestazioni e affidabilità dei veicoli. L’esperienza europea, e in particolare il modello tedesco del TÜV – dove le modifiche vengono collaudate e approvate da un ente certificatore – dimostra che libertà di innovare e rigore nei controlli possono convivere.
Agnoletto ha infine confermato la piena disponibilità di Motor Bike Expo a collaborare con le istituzioni “per costruire insieme percorsi formativi, certificazioni praticabili e prassi condivise che difendano, al tempo stesso, la creatività e la sicurezza”.
Il settore incontra la politica
Accanto ad Agnoletto sono intervenuti Rocco Lopardo, Vice Presidente della Federazione Motociclistica Italiana; Fabrizio Croce, fondatore di Eternal City Moto Show; Micke Persello, direttore editoriale del Gruppo Editrice Custom; e gli onorevoli Walter Rizzetto, Fabio Pietrella e Marco Perissa.
A chiudere i lavori, il primo firmatario della proposta.
“La partecipazione e il livello del confronto registrati oggi confermano quanto fosse necessario aprire una riflessione istituzionale su un settore che rappresenta un patrimonio di competenze, creatività e capacità imprenditoriale del nostro Paese”, ha dichiarato l’On. Giandonato La Salandra. “Vogliamo costruire un percorso condiviso con associazioni, operatori e istituzioni affinché la customizzazione venga finalmente riconosciuta come un comparto strategico del Made in Italy, capace di generare occupazione, sviluppo economico e attrattività internazionale”.
Il convegno rappresenta il punto di partenza dell’iter parlamentare:
nei prossimi mesi la proposta di legge proseguirà il suo percorso alla Camera, con l’obiettivo di dare al mondo custom quel quadro normativo certo, equo e moderno che gli operatori attendono da decenni. Motor Bike Expo continuerà a seguirne da vicino ogni passaggio.