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Venerdì, Ven Lug 2020

Jonathan Rea

Lo ha rivelato in una recente intervista, al recordman della Superbike, colui che ha infranto il primato di King Carl Fogarty, testa il rimpianto di non essere riuscito a trovare un posto in MotoGP.


E' fresco l'annuncio di Jonathan Rea e della Kawasaki, di aver siglato un contratto di più anni, ovvero più dei soliti due anni tipici dei contratti tra piloti di un certo calibro e dei top team. Il matrimonio tra i due soggetti è sicuramente coronato da successi e sviolinate dei due successi, Jonathan non lesina complimenti al suo team e all'atmosfera che si vive in Kawasaki, e la casa di Akashi lo protegge da ogni interferenza, fino a perdere l'enfant prodige della Superbike Ragzatlioglu. Anche quest'anno non mancheranno le battaglie all'interno del box con Alex Lowes, ma i tatticismi sono già iniziati, e Rea ha messo una corona dall'oro sulla testa di Ragzatlioglu, quasi a sminuire il compagno di box.

Il lungo matrimonio tra Kawasaki e Jonathan Rea va a sancire un percorso che probabilmente porterà il cinque volte campione del mondo ad appendere il casco al chiodo nelle bacheche di Akashi, trasformandosi poi nell'uomo immagine Kawasaki, cosa di cui la verdona ha sicuramente bisogno. Ma vuol dire anche che Johnny ha abbandonato il sogno di fare una capatina in MotoGP, tanto più che quasi tutte le case iscritte sono avversarie in campionato o di mercato. Resta solo l'opzione che Kawasaki tenti il rientro, ma per ora non ce ne sono notizie.

Le due gare del 2012 in sella alla Honda HRC a Misano ed Aragon resteranno proabilmente l'unica "vacanza" di Rea in MotoGP, e anche se appare incredibile che nessuno gli abbia mai offerto un posto, di prestigio, in MotoGP, non sapremo mai quale sarebbe stato il suo valore in pista.

Michele Rubin

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