Categoria: Letture su due ruote



“La sorpresa”

Ci sono persone che pur conoscendo da qualche tempo sono in grado di stupirci.
Non perché non le riteniamo in grado di tanto, ma solo perché la loro discrezione non ha permesso di informarci del loro passato.

 

Così, all'improvviso, come il temporale che ha fatto da preludio alla serata, si scopre un passato agonistico di tutto rispetto di quello che fino a pochi giorni prima era per me "solo" un ottimo consulente e operatore nel settore degli pneumatici.
Questo è Sandro Moro; lo conosco da quando sono entrato per la prima volta, ormai circa otto anni fa, nell'azienda di famiglia per un cambio gomme, il primo di una lunga serie dove la serietà e la professionalità mi avevano convinto a eleggere loro come miei gommisti di riferimento ma nulla sapevo del suo "precedente" mondo agonistico, così quando sono stato invitato alla presentazione del suo libro autobiografico, non capivo ne immaginavo il possibile contenuto.



La foto nell'invito però, Sandro su una Suzuki rg500, cominciava a farmi capire qualcosa.
Eccomi quindi nella splendida cornice dell’Antico Borgo in città, pronto ad ascoltare un emozionato autore raccontare le motivazioni e le emozioni che l’hanno portato a raccontare il suo passato agonistico.
Emozioni che s’intrecciano con la vita privata, con il lavoro e con l'evoluzione che l’ha portato, dopo aver lasciato le gare, all'attuale attività che svolge con la medesima professionalità e passione.
Racconti di un pilota che ha vissuto i momenti gloriosi del motociclismo, quelli degli anni  '70, gareggiando in diverse classi fino ad arrivare a confrontarsi con piloti del calibro di Franco Uncini, Marco Lucchinelli, Marco Papa, Graziano Rossi e Carlo Perugini per citarne qualcuno.



Anni intensi con ottimi risultati per un "privato" e con diverse soddisfazioni, portate a casa grazie esclusivamente al lavoro meticoloso di messa a punto e a una notevole predisposizione ad aprire il gas.
Un team privato fatto di passione, sacrifici e tanta Unione famigliare cui Sandro fa più volte riferimento ribadendo la forza di un valore così grande.
E poi le moto che ha guidato, sue o prestate da amici, moto di cui ormai si sono perse le tracce, ma rimangono come incancellabili tatuaggi nella memoria, le più amate le Suzuki-Bimota e RG 500, insieme ovviamente alla prima moto da corsa, la Moto Moro 50cc.



Le Domande dei presenti provano a scavare nella nostalgia del Pilota, ma lui stesso ammette di non aver nessun rimpianto di non sentire il bisogno di tornare indietro, una bella parentesi della sua vita che ormai ha lasciato il posto ad altro.
Le parole scorrono insieme alle immagini proiettate sullo schermo che riaprono anche in noi i nostalgici cassetti della memoria, vediamo una Monza scomparsa, piloti e moto che non ci sono più, abbigliamento e caschi che hanno il sapore pionieristico dei tempi andati, ma soprattutto un Sandro con i capelli più scuri ma con lo stesso intatto sorriso di gioia.



Il libro ė un bell'oggetto, particolare ed è reso unico dalla dedica che pazientemente viene autografata dall'autore mentre un ricco buffet accoglie le bocche affamate.
Ancora parole e chiacchiere tra amici e appassionati a chiudere una bella serata fino alla confessione di Sandro che in fondo un po’ di rimpianto c'è: " chissà se avessi avuto una moto ufficiale dove sarei arrivato!"

Grazie a Sandro Moro e alla sua splendida famiglia per l’invito a partecipare a questa Emozione.

Flap

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