Non una novità nella gamma Triumph, ma la Scrambler 1200 X è uno di quei modelli che non subiscono lo scorrere degli anni.
Il gusto inglese con il richiamo alle verdi campagne del Regno Unito dove l’asfalto lascia il posto a strade sterrate che non fermano l’incedere elegante della Scrambler 1200 X.
L’ESTETICA
Proporzioni classiche per una moto dove il serbatoio, da 15 litri, e il motore tornano ad essere la parte principale dell’estetica. Il primo tondeggiante a sovrastare il bicilindrico frontemarcia verniciato in nero opaco con alette spazzolate.
Il resto sono dettagli: il radiatore seminascosto davanti ai tubi anteriori del telaio, coperture dell’impianto di iniezione cromate che finiscono dove iniziano i tondeggianti fianchetti. La sella piatta e un corto parafango con luce posteriore che sostiene il portatarga.
Lo stesso serbatoio è impreziosito da una banda in alluminio centrale e tappo stile Monza disassato.
Il lato destro decisamente coinvolgente con il doppio scarico sovrapposto che corre alto parallelo alla sella per terminare con due silenziatori a cono spazzolati.
Corto anche il parafango anteriore a filo ruota e protezione degli steli della forcella anteriore upside down.
Classico nella forma rotonda il faro anteriore impreziosito dalla moderna tecnologia LED, così come le frecce e la luce posteriore. Tonda anche la completa strumentazione TFT, e gli specchietti retrovisori.
Atipica, per una vera scrambler, la ruota anteriore da 21”, abbinata da una posteriore da 17”, con cerchi a raggi e gomme leggermente tassellate che bene si integrano nell’estetica della Triumph Scrambler 1200 X.
LA STRUTTURA
Una moto dai richiami classici anche nella struttura con un telaio a doppia culla con traversini in acciaio su cui è imperniato un forcellone bibraccio in alluminio con doppio ammortizzatore Marzocchi RSU con serbatoio separato, regolabile nel precarico. Davanti invece una forcella Marzocchi a steli rovesciati da 45 mm non regolabile.
Tipicamente off-road le misure delle gomme, rispettivamente 90/90 e 150/70, con gomme Metzeler Karoo Street.
L’impianto frenante è composto da un anteriore a doppio disco da 310mm, con pinze a 2 pistoncini Nissin, ad attacco assiale, mentre al posteriore un disco singolo da 255mm, con pinza Nissin a singolo pistoncino.
L’impianto ABS, così come il controllo di trazione è gestito tramite IMU che li rende sensibili all'angolo di piega, garantendo la sicurezza su superfici mutevoli, nella modalità Off-Road consente un maggiore slittamento delle ruote per una guida sicura in fuoristrada. 
IL MOTORE
Il corposo motore è un Bicilindrico parallelo raffreddato a liquido, 8 valvole, iniezione, capace di 90 CV a 7.000 giri/min e 110 Nm di coppia a 4.600 giri/min.
Una morbida frizione a cavo permette di trasmettere il moto alle ruote tramite un cambio a sei rapporti e trasmissione finale a catena.
L’erogazione del motore viene regolata da cinque modalità di guida (Road, Rain, Sport, Off-Road e Rider) che modificando le tarature dell'acceleratore, dell'ABS e del Traction Control adattano la risposta della moto a ogni situazione.
IN SELLA
La seduta è ad altezza giusta, un po’ per tutti con i suoi 82 cm, e la triangolazione con le pedane e il manubrio è corretta e porta a una postura con schiena moderatamente inclinata in avanti ad impugnare il largo serbatoio.
Fin da fermo la maneggevolezza è notevole con il peso che sembra molto inferiore dai 228 kg dichiarati dalla casa.
L’erogazione lineare e un cambio ben spaziato permettono di trotterellare lungo le strade di campagna, ma anche nel traffico cittadino, e di disimpegnarsi bene anche quando la velocità sale e nei trasferimenti autostradali. In questo caso un cupolino, come quello montato sulla moto in prova aiuta molto.
Una volta fatta l’abitudine all’inevitabile inerzia della ruota anteriore da 21” ci si rende conto di quanto sincera sia la discesa in curva e previsione nel seguire la linea impostata, probabilmente merito anche delle ottime Metzeler Karoo 3.
Comune a molti modelli della casa Inglese la multifunzione LCD con display TFT a colori, racchiusa in un quadro rotondo, con tutte le funzioni gestibili tramite il blocchetto sinistro, compresa la connettività My Triumph per il controllo del telefono, della musica e della navigazione turn-by-turn tramite un modulo Bluetooth accessorio e l'app iOS/Android.
Un vezzo tecnologico la presa USB posizionata in un apposito vano sottosella, chiuso da coperchio, per caricare e tenere al sicuro i nostri device.
Facile farsi prendere la mano dalla confidenza che la Scrambler 1200 X concede fin dai primi chilometri e trovarsi a giocare tra le curve e se per caso l’asfalto finisce ecco che la bicilindrica inglese non si ferma e ci porta tranquillamente lungo i sentieri sterrati di campagna con la sicurezza che il “ruotone” anteriore ci concede.
Potente la frenata con un anteriore grintoso e ben modulabile coadiuvato da un posteriore che ben si raccorda alla coppia anteriore. L’ABS ci è sembrato ben calibrato e mai invasivo.
Le modalità di guida permettono di scegliere anche lo stile personale, a noi è piaciuta personalmente la Road, vera tuttofare per una moto che vuole esserlo altrettanto. Apprezzabile anche la Off-Road che rende sia l’erogazione sia la risposta degli aiuti elettronici adatta all’uso in fuoristrada.
Se è vero che le moto dell’ultima generazione, soprattutto le ultime euro 5+ come questa, scaldano molto bisogna dire che il doppio scarico che passa vicino alla coscia destra, nonostante l’efficace griglia che evita scottature, diventa particolarmente fastidioso quando le temperature salgono o nelle soste prolungate, lo stesso disturba nella guida in piedi costringendo la gamba destra più all’esterno, ma volete mettere quanto è bello?
La casa dichiara oltre 22 km/lt di consumo che probabilmente sono possibili con questa moto, ma è difficile trattenersi da girare la manopola del gas quando ci si diverte, quindi qualcosa in più nella pratica.
CONCLUSIONE
Difficile restare insensibili al fascino classico della Triumph Scrambler 1200 X, se poi si pesca tra gli innumerevoli accessori è facile renderla ancora più personale.
Nel nostro caso son stati montati, oltre alla verniciatura opzionale MATT KHAKI, i paramani, il parabrezza alto e la borsa laterale che portano la quotazione finale a oltre 16000,00 € invece dei poco più di 15000,00 € di base. Non pochi certo, ma qualità e contenuti ci sono e poi questa come molte altre moto classiche è capace di durare nel tempo anche esteticamente.
Specifiche tecniche, accessori e tutta la gamma sul sito Triumph Motorcycles
Foto di Roberto Serati
Abbiamo utilizzato: Casco Caberg Tanami Carbon - Giacca Clover Outland-3 WP - Pantaloni Clover ADV - Guanti Rush WP - Stivali TCX Infinity GTX - Occhiali Emblema Universal
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