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Mercoledì, Mer Gen 2021

"Urban Cruiser"

Uno scooter?
Sì, uno scooter, ma perché?
Perché noi di AMotoMio non siamo razzisti, perché nonostante la nostra convinzione motociclistica comprendiamo tutte le sfaccettature della nostra grande passione per le due ruote a motore, ma soprattutto perché lo scooter di grossa cilindrata sta prendendo sempre più spazio e spesso ruba utenti alle moto e ne avvicina altri convertendo automobilisti pentiti.

Tutto questo non in modo indolore, osservando le statistiche e i comportamenti su strada ci si rende conto di questo, ma questo è un altro problema.
Perché testare, uno scooter invece è una domanda cui si può rispondere con la curiosità di chi vuole capire il perché di questo fenomeno dilagante.
Quindi basta prendere un motociclista d’annata, inteso come esperienza s’intenda, e lo si mette su qualcosa che della moto ha poco apparentemente, ma guardando attentamente ci si accorge di molte cose in comune, soprattutto su questo modello Asiatico.
Ha due ruote e un motore, questo è assodato, ma ha anche due bei freni a disco con pinze radiali, un disco posteriore e due ammortizzatori regolabili.



Leve al volante regolabili e un bel manubrio che sovrasta una completissima strumentazione da far invidia a una berlina di lusso, ha persino il freno a mano.
E poi una forcella anteriore vera, con doppia piastra di sterzo che comanda una ruota anteriore da 15” ben gommata come al posteriore che però è da 14”.
Certo, manca il serbatoio da stringere tra le gambe, non si è a cavallo della moto ma seduti in poltrona con le gambe avanti in una posizione comprensibile forse solo dai Customisti più estremi.
E poi tanta plastica, tanta roba davanti sotto e dietro.
L’abitabilità è eccezionale, la sella è comoda, ampia e con sostegno posteriore sia per pilota che passeggero, che può pure contare su ampie pedane retrattili e comode maniglie di sostegno.
Il sottosella può contenere due caschi e nello scudo sono ricavati altri tre vani di cui uno protetto da serratura. Che cosa volere di più, basta trovare la giusta regolazione del parabrezza, manuale, metterci una bella “coperta” e diventa una macchina su due ruote.



Non storcete il naso puristi, vi capisco, ma bisogna essere obiettivi, il mio lavoro mi permette un abbigliamento casual e ho la possibilità di cambiarmi velocemente, ma l’impiegato o chi comunque richiede un abbigliamento elegante spesso per salvaguardare lo stesso, scarpe comprese, è costretto a ripiegare sull’auto o appunto prendersi uno scooterone.
Questo MaxSym esteticamente non è nulla di nuovo, anzi ricorda molto un prodotto giapponese molto diffuso di cui ha la stessa cilindrata, ma ha particolari che lo rendono accattivante, come le già citate pinze radiali, probabilmente superflue ed esclusivamente modaiole ma tanto di moda, i bei gruppi ottici, anteriore e posteriore, arricchiti da file di led come vuole l’odierna moda.
Non passa inosservato tanto che nelle pause fotografiche più d’uno mi ha chiesto che modello fosse dopo averlo scrutato con occhi attenti.




Ma come va?
Io non ho riferimenti, gli unici scooter oltre al cinquantino della figlia sono le anziane Lambretta e Vespa a 4 marce, quindi tutto nuovo.
La seduta è comoda, ma mettere i piedi avanti non è così naturale, solo con i chilometri ci si fa l’abitudine e se ne percepisce la comodità.
Si è seduti sul motore, molto indietro, in sostanza una sorta di coupé dal muso lungo, lo sterzo sembra leggero e sulle prime si fa fatica a fidarsi.
In curva vedere spostarsi tutta questa “vasca” davanti fa uno strano effetto.
Il motore spinge bene, sono circa 35 cavalli, basta ricordarsi che la marcia è una sola e la leva al manubrio sinistra non è la frizione, bensì il freno posteriore, quindi occhio, cercare di cambiare in accelerazione, io l’ho fatto, significa esibirsi in una potente frenata.
Si potente davvero, anche perché la leva destra comanda solo i due dischi anteriori con un bell’effetto decelerante, molto dosabile e progressivo, mentre la sinistra comanda la frenata integrale sia all’anteriore sia al posteriore, che unita alla scarsa abitudine a usare la mano del Diavolo alla frenata fa perdere un po’ di modulabilità.
Col passare dei chilometri però tutto diventa più istintivo e facile, molto di più se non si è un motociclista, la tenuta è buona e la maneggevolezza è ottima, la protezione all’aria è notevole e anche il confort, salvo le buche e i dossi che con questa tipica seduta vanno a scaricarsi proprio sulla schiena.
Tutti i comandi sono al posto giusto e le informazioni fornite dal quadro strumenti sono precise e complete.
Una volta arrivati a destinazione, magari al supermercato per fare la spesa grazie all’ampio vano bagagli dotato anche di luce, si può utilizzare il comodo cavalletto laterale o sistemare il mezzo su quello centrale senza molto sforzo.



Un mezzo interessante che non potrà mai sostituire la moto, le emozioni del miglior scooter non possono raggiungere quelle della peggiore moto, ma può essere una valida alternativa all’auto, o un mezzo da affiancare alla moto per gli spostamenti urbani ed extraurbani.
Il mezzo è ben fatto, un po’ plastic oso, ma probabilmente lo sono tutti gli scooter, disponibile oltre che nel grigio della prova anche in bianco e nero, è offerto a un prezzo di € 5095,00 f.c., circa € 1300,00 meno della concorrenza diretta, non poco, anche se bisogna verificare il mercato dell’usato.
Personalmente avrei gradito fosse dotato di ABS, ma il prezzo ne avrebbe risentito e il nostro mercato non è ancora così sensibile a questo importante accessorio, soprattutto sugli scooter, speriamo in un rinsavimento generale del popolo dueruotistico.
Alla fine meglio lo Scooter o la Moto?
Per me la Moto, ma ammetto che in certe situazioni la praticità dello scooter diventa imbattibile, quindi ognuno segua il suo gusto e si goda “aMotosuo” il piacere delle due ruote a motore.
Mappatura “Brain” ovviamente sempre inserita.

Per i dati tecnici rimando al sito ufficiale Sym.

Moto in prova concessa da Casa della Moto di Abbiategrasso.

Abbigliamento utilizzato: Casco Caberg – Giacca Tucano Urbano – Pantaloni Spidi – Guanti Alpinestar – Scarponcini Forma – Collare e intimo Sixs – Paraschiena Dainese

Flap

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