fbpx
Questo sito utilizza i cookie che ci aiutano ad erogare servizi di qualità. Utilizzando i nostri servizi acconsenti all'uso dei cookie.
Mercoledì, Mer Gen 2021

Tucano Steve, molto extra, tanto urbano.

Si può indossare un giubbotto solo per il nome? In realtà bisognerebbe interessarsi di altre caratteristiche ben più importanti, ma come resistere al fascino di uno dei tuoi miti??

Credo che al solo pronunciare il nome Steve vengano in mente 2 o tre immagini fondamentali del grande attore, su tutte il salto del filo spinato ne “la grande fuga” e la seconda mentre impenna in una campagna non ben definita con la sua triumph, indossando uno dei suoi inconfondibili giubbotti.

Non so quale dei molteplici parallelismi abbia ispirato i ragazzi di Tucano Urbano nella realizzazione di questo capo, ma oltre all’immagine davvero cattivante la seconda cosa che mi colpisce è l’estrema leggerezza; anche con le protezioni omologate inserite (il togli/metti è immediato) il giubbotto è un campione dei pesi piuma.
Questo aiuta molto anche nella stagione calda, dove la tentazione di andare in giro in maglietta è più forte che mai; tentazione direttamente proporzionale alle conseguenze possibili di un gesto all’apparenza innocuo.

Non nascondo di aver indossato il giubbotto anche per qualche uscita serale senza moto; il taglio molto alla moda, con il look che richiamo le due ruote senza però essere eccessivo, lo rendono un capo versatile, che ben si abbina ad un paio di jeans è ad una maglietta easy.
Chiamato ad assolvere il compito per cui è stato creato,  offre una buona protezione all’aria, e la ceratura superficiale promette idrorepellenza; non so se questo coincide con impermeabilità, e nemmeno voglio scoprirlo, tanto comunque il sottoscritto viaggia sempre con la tuta anti-pioggia sotto sella.
Cuciture e bottoni sono di buon livello; criticabile il polsino non regolabile; così si accusa un po’ di fatica nell’indossare i guanti in pelle più tecnici; intendiamoci non è un problema vitale, ma magari un velcro avrebbe fatto più comodo; l’impressione è che pur essendo un capo pensato per la città e lo scooter, meglio se una vespa di qualche anno fa, lo Steve se la cava egregiamente anche quando la città si sfrangia e la periferia cede il passo alla campagna. Lo potete indossare anche a bordo della Sbk aggiungendo quel tocco di stilosità che non guasta mai; tanta roba sia per lo struscio in riva al lago, che per una smanettata sulle alture del verbano.

Personalmente non amo  particolarmente i giubbotti traforati, che se è vero che donano freschezza è anche vero che l’aria fresca, magari della notte meneghina può alla lunga infastidire; lo Steve non è mai esagerato anche con le temperature più calde, ma contemporaneamente protegge bene dall’aria anche alle alte velocità.

Il disegno delle tasche, due su un lato e una sull’altro, oltre ad essere veramente bello da vedere offre la comodità di poter avere sempre a portata di mano chiavi telefono o quant’altro serva. Una quarta tasca sul petto completa il disegno.

Come già pre-annunciato qualche mese fa, lo steve è predisposto per il modulo airbag. E sempre nella stessa cartella stampa trovate la scheda tecnica; ma ricordate noi di amotomio ci teniamo a provare sulla nostra pelle tutti i capi di cui vi proponiamo il test. E stavolta il “duro lavoro” è toccato a me, “costretto” a raggiungere i vigneti dell’oltrepo pur di assolvere al mio compito.

Aggiungo solo che il rapporto qualità prezzo è decisamente buono (poco più di cento euro il prezzo consigliato al pubblico), per un prodotto che va sdoganato dalla città, dove nasce e fatto correre un po’ anche fuori verso l’orizzonte; ma se tra qui e l’infinito c’è una vetrina in cui specchiarsi..beh io mi sento un po’  “bullit”

 

Fagna

 

 

{phocagallery view=category|categoryid=122|limitstart=0|limitcount=0}