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Giovedì, Gio Gen 2021

"L'anti GS?"

Ténéré……un nome che porta subito alla Parigi Dakar, quella vera, quella di Thierry Sabine, quella vinta nella prima edizione del 1979 dalla Yamaha con Cyril Neveu.
La casa giapponese ha poi ripetuto il successo altre 8 volte rimanendo attualmente la marca più vittoriosa tra le moto.
Ténéré è anche il nome dato a tutta una serie di modelli Yamaha iniziata con l’allestimento della XT 600 del 1983 e tuttora sono in catalogo modelli con questo nome.

Nel 1989 viene presentato il modello XTZ Supertenere, bicilindrico in linea, che rimane in listino fino al 1996, lascando poi un buco nella categoria maxi enduro in casa Yamaha fino all’anno scorso quando ritorna la sigla derivante dal deserto Africano con la nuova XT 1200 Z.
Stessa architettura del motore ma moto tutta nuova e stravolgente l’idea originaria, una moto più adatta al turismo che al fuoristrada, una moto che vuole insidiare il florido mercato delle maxi enduro stradali dominato da sua Maestà GS.


Ero curioso di provarla.
Conosco al BMW R1200GS, ho provato l’antagonista Moto Guzzi Stelvio e adesso mancava questa Yamahona.
Nel lotto per tipologia e dimensioni dei cerchi si potrebbe inserire anche la Honda Varadero, ma ormai è prossima alla pensione con la futura presentazione della Crosstourer.
Moto accumunate da grosso motore bicilindrico, cerchio anteriore da 19”, in questo caso a raggi, e indole ai grandi viaggi anche in coppia.
Questa Yamaha XT1200Z Super Ténéré che avevo solo visto staticamente a una presentazione di circa dodici mesi fa, adesso è davanti a me, issata sul cavalletto centrale, imponente, ma non mastodontica, elegante.
Ha dimensioni generose, ma ben distribuite tanto da farla sembrare più snella che nella realtà ma snella tra le gambe lo è davvero, nonostante la sella alta e moderatamente larga si tocca a terra agevolmente, io sono poco sopra i 180 cm, il manubrio non eccessivamente largo, comodo e alla giusta distanza.
Breve spiegazione delle “diavolerie” elettroniche e posso partire.


La frizione, seppur idraulica, non è morbidissima, ma in compenso il cambio è abbastanza veloce e preciso.
La prima sorpresa è di un bicilindrico che non spinge, o meglio non ha una botta come ci si aspetta, ma una progressione lineare che però sorprende appena si guarda i contachilometri e si fa mentalmente il conto dei punti patente.
Questo nella mappatura “T” di tuoring, nella seconda opzione possibile la “S” di sport la risposta è più coinvolgente e appuntita, ma sempre progressiva e con un allungo incredibile per un bicilindrico.
Un motore strano, ho avuto la sensazione di vibrazioni nel salire di giri, ma in realtà non vibra quasi per niente, una specie di ruvidità tra rumore e sensazione che però non trova riscontro né al tachimetro né in termini di scompensi, forse è solo una sua caratteristica, per niente fastidiosa, cui bisogna abituarsi.
La moto mi porta  a spasso tranquillamente docile tra le curve e se serve un po’ di gas per un sorpasso, basta girare la manopola e in ogni marcia lei risponde con prontezza, peccato manchi alla completissima strumentazione il comodo indicatore di marcia inserita.
In curva è sincera e sicura, solo spingendo si vorrebbe più sostegno al posteriore, ma basta agire sulle pluriregolabili sospensioni per sopperire alle esigenze personali del pilota.
La frenata, affidata a bei dischi a margherita, è progressiva e potente, il sistema ABS (non disinseribile) bada a non far alleggerire il posteriore correggendo l’assetto nelle frenate decise, migliorando la sensazione di sicurezza.
Sicurezza cui contribuisce anche il controllo di trazione regolabile su due livelli ed escludibile per il fuoristrada.
La moto è comoda e nonostante i 34° di temperatura esterna non trasmette molto calore, solo il piede destro ne subisce un po’ probabilmente per il giro dei tubi di scarico.
Lo spazio in sella è notevole ed anche quello destinato al passeggero è piano e ampio, dotato inoltre di ottime maniglie di appiglio.
I comandi al manubrio e a pedale sono pratici, un po’ meno il cavalletto laterale il cui piolino interferisce con la leva del cambio quando lo si estende, io ho preferito spingerlo direttamente dalla base cosa che risulta più comoda, invece facilissimo issare gli oltre 260 kg sul cavalletto centrale, sforzo minimo grazie a un vantaggioso gioco di leve.
Sì, avete letto bene oltre 260 kg, ma come spesso accade in moto del genere, non si percepisce, e anche nelle manovre da fermo questa Ténéré si sposta facilmente.
Il cardano poi lavora in modo splendido, non ci si accorge della trasmissione se non si guarda il bel forcellone che la ingloba e che permette di scaricare senza reazione i 110 hp che esprime questo bicilindrico a quattro valvole.
Mi piacciono la posizione in sella e la progressione del motore che permette di vedere, negli stabili e ampi specchietti retrovisori, allontanarsi velocemente i veicoli alle spalle.
Non mi piace la terribile copertura a protezione della marmitta, troppo grossa e appariscente, fortunatamente è nascosta dalle eventuali borse dedicate, oppure si può sostituire con lo scarico Akrapovic molto aggressivo.  € 970,00)

Terminata la prova, mi accomodo per una chiacchierata con la Sig.ra Lara di Icomoto, che ci ha messo a disposizione la moto per il test, e tra le piacevoli chiacchiere tra appassionati di moto a 360° scopro il prezzo di questo modello della casa dei tre diapason.
La moto esce già con controlli elettronici di serie al prezzo di poco più di € 14000,00 cui si possono aggiungere dei pacchetti dedicati per migliorare l’estetica o la versatilità di viaggio.
Allestimento sport: Fendinebbia – frecce a led – piastra paramotore € 446,00
Allestimento Touring: borse laterali - schermo Touring e deflettori € 970,00
Allestimento Touring Plus: baule – manopole riscaldate – protezioni laterali € 800,00
Alla fine per fare un confronto con la Regina del mercato, escludendo le non disponibili sospensioni ESA per la giapponese, ballano a parità di accessori quasi € 3000,00, non pochi soprattutto se si porta a casa una valida moto come questa.
Ma i gusti dei motociclisti sono personali e ognun scelga la sua preferita, al cuor non si comanda, portafogli permettendo.

Per i dati tecnici rimando come sempre al sito ufficiale Yamaha

Moto in prova fornita da Icomoto Galliate (NO)

Abbigliamento test: Casco Arai – giacca Tucano Urbano – Pantaloni Gialì – guanti Alpinestar – paraschiena Dainese – calze e intimo SIXS – scarponcini Forma

Flap

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