fbpx
Questo sito utilizza i cookie che ci aiutano ad erogare servizi di qualità. Utilizzando i nostri servizi acconsenti all'uso dei cookie.
Giovedì, Gio Gen 2021

"Bentornata “Effe”"

Dopo un’assenza di ben cinque anni torna l’Honda CBR600F, un modello di successo nato nel 1987 e affinato negli anni fino allo sdoppiamento con la sorella RR nel 2003.
Pensionata nel 2006 la F, lasciando il listino solo la versione sportiva dalla doppia R, ha creato però un buco nel catalogo Honda, ma anche sul mercato.

Nota è la fama della media Giapponese per le sue doti di sport-touring, a dispetto della “ridotta” cilindrata e delle forme sportive, la media dell’ala d’orata si è sempre distinta per le sue doti di moto polivalente e dotata di un equilibrio tra ciclistica e motore invidiabile, moto adatta alla guida sportiva, ma anche per le gite e i viaggi in coppia.
Caratteristiche che solo in parte la nuova Hornet ha cercato di imitare a scapito però di una protezione all’aria inesistente tipica delle Naked.
Ecco quindi che Honda decide di rimettere in listino la “tuttofare” prendendo la ciclistica e il motore della Naked 600 vestendola di un’elegante carenatura.



In realtà cambiano altri particolari come serbatoi, fiancatine, taratura delle sospensioni e ovviamente i semimanubri al posto del manubrio alto dell’Hornet.
Il vestito è elegante, con il design a “doppio strato”, comune alle nuove realizzazioni della casa come VFR 1200 e Crossrunner, che sfila dal bel faro anteriore caratterizzato dalla doppia luce di posizione azzurra integrata.
La coda affusolata termina in un fanalino led a punta e offre una sella ampia sia per pilota sia passeggero, quest’ultimo può contare su comode maniglie, anche se un po’ basse, integrate nel codone.
Bello lo scarico basso, identico alla sorella nuda, anche se la “padella del catalizzatore” cromata a vista sul lato sinistro non mi piace.
La moto è compatta e piccola ma accogliente anche per chi supera i 180 cm di altezza, i semimanubri non sono eccessivamente bassi e la sella è comoda, i 200 kg abbondanti non si percepiscono nemmeno nelle manovre da fermo, sintomo di un ottimo bilanciamento dei pesi.
La strumentazione, comune all’Hornet e alla Crossrunner, qui sembra meno scooteristica, sarà perché integrata nella carena completa lo spazio sotto il cupolino, è completa, anche se manca il comodissimo indicatore di marcia inserita, solo la striscia digitale del contagiri rimane troppo sottile e poco visibile.



E’ una Honda e come tradizione è facile, l’equilibrio tra ciclistica e motore è evidente fin dai primi metri.
Il quattro cilindri non mette in difficoltà nelle partenze e nonostante la “piccola” cubatura spinge bene, grazie ai 102 cavalli di cui è dotato, in ogni marcia.
Si può riprendere tranquillamente anche in sesta marcia andando a spasso, però se si vuole un po’ di grinta e sportività bisogna superare i 7000 giri dove un ottimo allungo, fino ai quasi 13000 giri, proietta la CBR velocemente ben oltre i limiti imposti.
Ottimo il cambio e abbastanza morbida la frizione a filo, la frenata è pronta e ben gestibile sia davanti sia dietro e anche i comandi al manubrio, tradizionali, sono intuitivi e comodi.
La guida è talmente facile da renderla immediata, le curve diventano un susseguirsi di passi di danza, e se si affronta un sorpasso con la marcia giusta, è un attimo vedere lontano negli specchietti, con ottima visibilità e stabilità, il veicolo superato.
La posizione di guida anche se sportiva è comoda e la sella ampia e comoda, l’aria è deviata dal cupolino sul casco, lasciando braccia e spalle scoperte, ma senza infastidire ne creare turbolenze, peccato che la moderna carena non riesca a far defluire del tutto il calore del 600cc che nelle giornate più calde sicuramente si fa sentire.
Le sospensioni sono tarate sul “comodo”, digerisco cono bene le asperità delle nostre martoriate strade, ma sopportano e supportano bene anche la guida un po’ più aggressiva grazie ad un’azzeccata regolazione di fabbrica.
Al bivio verso la concessionaria Honda Aroni Moto la tentazione di prendere la direzione opposta e allungare il piacere di guidare è stata molta, devo ammettere che la suddetta fama di “Equilibrio Honda” è incredibilmente vera.



Disponibile oltre che nel blu della prova anche in nero e in uno splendido rosso che gli rende notevolmente più giustizia.
La sorpresa di questa nuova CBR sta anche nel competitivo prezzo stabilito in circa € 8600,00 (che salgono a € 9200,00 in versione ABS), € 900,00 in più dell’Hornet e € 3000,00 meno della RR.
Per i dati tecnici rimando come al solito al sito ufficiale Honda.
Bentornata “Effe” si sentiva la tua mancanza.

Moto in prova messa a disposizione da Aroni Moto Bareggio

Abbigliamento test: Casco Arai – giacca Tucano Urbano – Pantaloni e guanti Gialì – stivali Stylmartin – paraschiena Dainese

Flap

{phocagallery view=category|categoryid=106|limitstart=0|limitcount=0}