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Mercoledì, Mer Gen 2021

"La giusta via di mezzo, secondo Suzuki"

“in medio stat virtus”
Così diceva Orazio attorno al 30 a.c., ma dubito si riferisse alle Bighe.
Due millenni dopo Suzuki prova a rendere veritiera la frase trovando la giusta via di mezzo.
Non che sia una novità per la casa di Hamamatsu che da sempre crede nella cilindrata di 750cc, rimanendo attualmente l’unica a proporla su una sportiva, ma adesso ci prova a utilizzare il suo quattro cilindri su una Naked.

Arriva un po’ in ritardo rispetto alla “Cugina” che da anni è la regina del settore con la sua Z 750, e lo fa con un’estetica che, in effetti, ricorda molto la nuda verdona, ma ormai le moto tendono ad assomigliarsi molto e comunque un po’ di family feeling è assicurato dalla cornice del radiatore che ricorda la sorella minore.
La moto è concentrata sul gruppo motore e sull’ampio serbatoio, per poi sfuggire in uno spigoloso e appuntito codino.
L’avantreno è massiccio e sormontato da un faro molto “Manga”, come si usa adesso, e una piccola unghia che promette protezione ridicola all’aria.
Sul lato destro una voluminosa marmitta, ma che non disturba la linea ed è sicuramente, giudizio personale, più gradevole della rivale Kawasaki.
La moto è corta, o meglio davanti è corta, il manubrio sembra essere sul perno ruota, davanti c’è solo la strumentazione e nient’altro.



Strumentazione dotata di un contagiri analogico e un completissimo display digitale con tutte le informazioni necessarie, marcia inserita compresa, e ovviamente tachimetro con numeri di ottima visibilità.
Il manubrio è stranamente dritto e stretto, ma non infastidisce e i comandi sono, seppur semplici, classici e intuitivi.

Giro la chiave, tiro la frizione, premo l’avviamento che mette in moto i quattro cilindri giapponese.
La frizione, a filo, è morbida, così come il cambio che si rivelerà preciso, silenzioso e abbastanza veloce.
Sulle prime la maneggevolezza è tale da essere eccessiva, la forcella in “piedi” dà la sensazione di imprecisione, ma percorsi pochi chilometri ci si abitua e la moto diventa precisa ed intuitiva, anche se sul veloce forse qualche ondeggiamento è prevedibile, ma con una naked difficilmente si corre, non  per le prestazioni o la ciclistica che promettono molto, ma per la pressione dell’aria che già oltre i 110 km/h si fa difficile da contrastare.
Ma il bello di questa GSR 750 è il motore, pieno sin dai bassi e corposo, con un allungo degno della tradizione sportiva Suzuki, non impegnativo come un 1000 e non tirato come un 600, la giusta via di mezzo appunto.

Potenza ottima in ogni marcia, divertente e pronta senza patemi o paure, non che manchi la possibilità di tirarsela in testa, ma gestibile come una buona media vitaminizzata, tanto da veder sparire rapidamente le auto alle spalle negli ampi e stabili retrovisori.
La ciclistica è ottima, maneggevole e precisa, una volta fatta la mano, le sospensioni sono tarate su un giusto compromesso tra sportività e confort, probabilmente sarebbero messe in difficoltà dal pavé Milanese, ma del resto quali moto si adattano bene a questo elemento estremo?
La frenata è pronta e modulabile, con ottima forza frenante anche senza le modaiole pinze radiali.
Peccato solo che il largo serbatoio obblighi a tenere le gambe un po’ aperte, ma di contro le pedane sono ad altezza giusta e i comandi al pedale sono comodamente manovrabili.

Al passeggero è riservata una sella abbastanza ampia, ma priva di ogni appiglio, salvo l’inutile cinghietto, il che obbligherà lo zainetto ad avvinghiarsi al pilota, anche, per vincere la resistenza della corsa visto, il dislivello tra sella e sellino è notevole, ma del resto su questa naked l’aria non manca.



Disponibile in tre colorazioni, nero, rosso e questo elegante bianco che ritengo il migliore.
Bastano 8190,00 € per portarsi a casa la “Media” che sarebbe piaciuta a Orazio.

 

Qualche dato:
Motore:
4 cilindri, raffreddato a liquido, 749cc, iniezione elettronica.
Sospensioni:
Anteriore steli rovesciati regolabile nel precarico
Posteriore mono con leveraggio progressivo regolabile nel precarico
Freni:
Anteriore a doppio disco, posteriore disco singolo con ABS disponibile Optional
Gomme:
Anteriore 120/70 ZR17 posteriore 180/55 ZR 17
Peso: 211 kg

Ulteriori dati sul sito Suzuki

Moto in prova fornita da Casa della Moto di Abbiategrasso.

Abbigliamento del test: Casco Caberg – giacca, pantaloni e guanti Spidi – stivali Stylmartin

Flap

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