Categoria: Le nostre prove



“City Adventure”
Una Special diversa, intanto non una vecchia moto riportata in vita bensì una moderna Moto Guzzi V7 trasformata per renderla quella desiderata dal proprietario.


Officine Sbrannetti è riuscita a tirar fuori una piccola, raccolta e cattiva scrambler che non passa inosservata, mantenendo comunque la possibilità di totale reversibilità della modifica.
L’abbiamo vista per la prima volta al B.I.G. dove abbiamo anche avuto la possibilità di fare un piccolo test su strada nella “Jungla” Milanese fatta da insidie del traffico, disordinati indigeni e pericoli della strada sotto forma di buche, pavé, rotaie strisce pedonali e qualche marciapiede per sperimentare l’indole “off” che si è voluta creare.



Il grosso bicilindrico rimane il centro vitale e visivo della moto, ma lo snello serbatoio, di derivazione Honda FT500, verniciato in un bel verde brillante con pance color alluminio in contrasto (Realizzato dall’aerografista Gianfranco (Gianguè) Guerrazzi) rendono ancora più snella e amichevole la piccola di Mandello, pregevoli le targhette in bassorilievo con il logo “Sbrannetti” che fanno bella mostra riempiendo e caratterizzando la vista laterale del serbatoio.
Una bella cinghia in cuoio lo sovrasta, con inciso il nome della moto, e caratterizza la vista superiore che si perde posteriormente in una comoda sella piatta in tinta che termina con un porta targa Mas Engineering che integra luce posteriore e le piccole frecce.



I lavori di pelletteria sono stati realizza dal "maestro" Andrea Lava “La1972”.
Anteriormente invece l’originale ha lasciato il posto a un bel faro Bates supportato da una staffa artigianale.
Il largo manubrio mantiene i devioluci e le leve originali con in bella mostra un minimalista Strumento MMB sulla cui piastra di sostegno sono posizionate le tre spie principali (Folle, riserva e spia motore).
Per aumentare la snellezza dei fianchi sono stati riposizionati alcune parti elettriche e il serbatoio del freno posteriore, questo, unito alla sostituzione della batteria con quella più ridotta di un Monster 900 ha permesso l’utilizzo di fianchetti più sottili.



Un corto parafango anteriore, soffietti di protezione alla forcella e due gomme tassellate della misura da libretto completano il look di questa piacevole Guzzi.
Chiave in “On” frizione tirata e il magico pulsantino avvia il V di 90° con un bel suono pieno, roco ma non fastidioso, che esce dai silenziatori Megaton verniciati in nero opaco al pari dei collettori originali.
Uno sguardo nel piccolo retrovisore Bar-End rovesciato e si può aggredire l’asfalto metropolitano.
La frizione a cavo è morbida e progressiva e il cambio di questa nuova Guzzi è davvero gustoso, silenzioso e preciso.
I cavalli non sono molti, ma sufficienti per spingere la leggera bicilindrica oltre il traffico.
Si guida bene, la sensazione di controllo è massima, si sguscia tra le auto con facilità e i comandi a pedale e al manubrio sono dove ci si aspetta.
Leggera agile e divertente praticamente perfetta per la città ma credo che anche sulle belle stradine di campagna della nostra provincia la “La Bastarda” sappia divertire il pilota.
Le esigenze fotografiche prevedono il superamento di un alto marciapiede che non ferma la creatura che si arrampica sicura oltre l’ostacolo con facilità.



La frenata è adeguata alle prestazioni e se si vuole lasciarsi alle spalle il traffico o scattare velocemente ad uno svincolo basta dare gas e la coppia è quella giusta per togliersi da ogni impaccio senza essere eccessiva.
Insomma massima facilità e divertimento per questa gustosa bicilindrica moderna che con la cura Sbrannetti è solo migliorata e soprattutto è diventata unica.



Perché “La Bastarda”?  Il nome è stato scelto per i diversi stili che si fondono in questa realizzazione, un po’ custom, un po’ bobber, un po’ flat track quindi una sorta di "imbastardimento" seguendo la filosofia che gli incroci fortificano la specie.

Moto in prova grazie alla disponibilità di Officine Sbrannetti
Grazie a Motosplash per la Location fotografica.

Abbigliamento utilizzato nella prova: Casco Tucano Urbano con sistema Freskura– Giacca e guanti OJ – pantaloni PromoJeans – Scarponcini Stylmartin – Paraschiena Zandonà – calze SIXS – Gilet rinfrescante Macna.

Flap

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